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27/04/25
HEILUNG
TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI - MILANO
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Annihilator - All for You
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05/12/2020
( 1481 letture )
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Jeff Waters è il dominus incontrastato degli Annihilator. Licenzia ed ingaggia, cambiando la line up, a suo piacimento; suona thrash e poi svolta sul power classico (suo vecchio amore adolescenziale) salvo poi ricredersi per imporre al singer di usare il growl. In questo All for You aspettatevi un po' di tutto, cosa che dimostra quanto Jeff Waters sia davvero un musicista polivalente, non solo e non tanto per aver registrato le linee di basso oltre che suonare la chitarra, ma anche e soprattutto perché tutti i brani che compongono questo lavoro sono assai differenti tra loro. Quando nel 2004 All for You venne dato alle stampe, una parte della critica tese a massacrarlo, ritenendolo un lavoro troppo diverso dai canoni thrash a cui la band canadese era da sempre votata. Insomma, Jeff aveva tradito la sua storia e quindi era meritevole della condanna. In realtà, le cose stanno parzialmente così: di sicuro non è possibile definire All for You come un album puramente thrash, ma quella contaminazione ricercata e voluta non ha trasformato il lavoro in una abiura a tutto tondo.
Di All for You si salvano tanti pezzi e, al di là, di tutto si apprezza la produzione che lo rende un album potente e dinamico. Certo, quando ti imbatti in pseudo ballad come The One o come Holdin On (quest’ultima realmente imbarazzante) resti un po' trasecolato perché sono pezzi lontanissimi dal poter essere annoverati tra le ballad di una thrash metal band, assomigliando più a qualche canzoncina un po' arrabbiata di Miley Cyrus. Si salva anche la cover, bella e d’impatto, come da sempre i canadesi ci hanno abituato. Una splendida immagine che ci rimanda ai riti voodoo nelle mani della simpatica ragazzina che si diverte con i chiodi. L’attacco di All for You è di grande riuscita. È un pezzo perfetto per le radio che mandano rock duro sulle loro onde. Il ritornello ti entra in testa e ci resta un bel po'. Non è un pezzo thrash, è qualcosa che sterza verso l’hard rock ed il fatto di averlo proposto come brano di esordio ha fatto storcere il naso a tanti puristi. In effetti, è un segnale chiaro: il pezzo di apertura è la prova del cambiamento ed anche dell’ammorbidimento. Il basso si impossessa della spina dorsale di Dr. Psycho, brano molto interessante che fa rimando alle composizioni classiche ed immortali che hanno reso grandi gli Annihilator. I nostri si cimentano poi in un pezzo di fattura pienamente speed con Demon Dance. Tiratissimo in entrata ed in uscita, il brano è di buona riuscita anche grazie ad un rallentamento che lo riporta ad una cadenza moderata nella parte mediana. Bled non ha grande mordente; è basico e poco coinvolgente al contrario di Both of Me che invece ci regala un tessuto melodico in perfetto stile Jeff Waters, acido e sgraziato quando c’è da esserlo, così come preciso e melodioso al momento opportuno. Gli Annihilator nel tempo, al netto dei cambi di line up continui, hanno raggiunto un loro sound caratteristico, riconoscibile tra tanti. Poi noi metal kids siamo strani: tutto deve suonare come Alice in Hell, altrimenti ci sentiamo traditi, come se a Waters non fosse dato di provare a sperimentare altro; magari anche solo ad aprire la sua mente, pur restando lui, il capitano, saldamente al comando di una ottima thrash metal band. Provate a sentire Rage Absolute che se non fosse per la voce di Dave Padden (troppo simile a mille altre) sarebbe un pezzo perfetto. Una intro sinistra ci apre il cuore di The Nightmare Factory, canzone tipicamente trasversale perché ha il nucleo basico del thrash ma gli inserti nu metal.
In definitiva una prova buona, salvo alcuni momenti davvero inascoltabili ovvero quelli dei due brani melodiosi, a dir poco fuori contesto, e pochi altri un po' pasticciati e non pienamente credibili. Jeff Waters è sempre un ragazzo pieno di talento e lo dimostra anche quando, preso da un furore achilleo, caccia via tutti i musicisti e si mette a fare il polistrumentista, armandosi se non altro di vero amore per quello che compone. Il ragazzo ci crede e noi gli vogliamo bene anche solo per questo. All for You non è l’album della vita, però ci farà trascorrere qualche buona ora in cuffia, grazie ad una produzione comunque di alto livello che compensa gli scivoloni che qua e là compaiono.
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5
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Comunque a 12 giorni dal mio commento, mi sono reso conto di un errore.. la canzone che non mi piace di questo album era Demon Dance, non Dr Psycho, a quanto pare mi sono confuso con le due canzoni! |
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4
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Disco dimenticabile, anche in fretta direi....ma hanno fatto di molto peggio negli ultimi 10/12 anni perciò è quasi da ''rivalutare'' |
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3
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Decisamente uno dei peggiori degli Annihilator, anche se alla fine, bontà mia, non riesco a dargli l’insufficienza. Alterna qualche buon pezzo ad altri abbastanza scarsi. Padden non mi è mai piaciuto, né qui né nei successivi, ma alla fine le canzoni (tranne rari casi) le scrive da solo Waters per cui il flop è suo... I due successivi sono migliori (ma non di chissà quanto), i precedenti con Comeau sono un’altra storia (il confronto con i primi due lo evito perché sarebbe sparare sulla crocerossa). Ma pure gli ultimi due sono meglio. Ma forse pure Remains lo preferisco (sottolineo il ‘forse’). Voto 63 |
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2
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Una cagata di disco. Ormai, da anni, Jeff ha perso l'ispirazione |
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1
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All for You non è un brutto album, eppure ci sono quelle parti che te lo fanno nettamente pensare, qua Padden essendo il suo primo album non ha la stessa grinta e potenza che riuscirà a dare con le produzioni successive (Feast su tutti) Le due ballad sono veramente imbarazzanti anche se tra le due salverei The One, perché veramente non Holding You sarebbe meraviglioso farci un libro: come non fare una ballad metal in 5 semplici mosse. Come dicevo prima il punto debole di questo album sta in Padden che ci sono momenti in cui riesce a farci piacere delle canzoni (la title track, Both of Me) e altri dove non si riesce ad andare avanti per il "troppo fastidio" nella sua performance (su tutti citerei appunto Dr. Psycho davvero non ci riesco ad andare avanti per quanto strumentalmente sia buona) alla fine si, non è un brutto album, non è un capolavoro e un passo pieno di momenti imbarazzanti e non, confermo il voto della recensione |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. All for You 2. Dr Psycho 3. Demon Dance 4. The One 5. Bled 6. Both of Me 7. Rage Absolute 8. Holding On 9. The Nightmare Factory 10. The Sound of Horror
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Line Up
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Jeff Waters (chitarra e basso) Dave Padden (voce) Mike Mangini (batteria)
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