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Rush - Snakes & Arrows
( 8248 letture )
Tornati ormai alla piena attività dopo la pausa dovuta agli eventi che hanno segnato la vita di Neil Peart, i Rush arrivano a dare alle stampe il proprio diciottesimo (!) album in studio, successore di Vapor Trails, disco sul quale il giudizio si divise fra estremi contrastanti.

Snakes & Arrows si propone di mettere tutti d'accordo, grazie ad una prova potente e di alta qualità, che unisce il sound di fine anni '70, in più parti riscontrabile lungo il disco, con un grande interesse per le sezioni acustiche. Oltre a ciò troviamo liriche davvero molto ispirate e degne di grande interesse, come sempre frutto della penna di Peart, e nate quasi tutte durante i suoi viaggi in moto nel Nord America.

Le canzoni risaltano proprio per la potenza espressiva che pare scaturire da esse, e prima tra tutte l'opener Far Cry: il suono è corposo e pieno, la chitarra piena di riverbero e il basso pulsa con ostinazione, poi entrano in gioco le tastiere, la voce a tratti effettata di Lee e una batteria precisa e pulita, che raramente si concede momenti di libertà, ma che in quei casi lo fa con una professionalità fantastica, inserendo velocissime rullate, cambi di ritmo, stacchi improvvisi .Un pezzo pesante, nonostante alcuni momenti più melodici, e dall'incedere inarrestabile. La canzone fa in qualche modo il paio, anche se non nell'ordine di comparsa, con Workin' Them Angels, che sebbene sia molto più improntata al lato melodico, non disdegna una sezione ritmica ancora una volta messa in un ruolo centrale, mentre la chitarra di Lifeson continua a tessere un'indispensabile trama fatta di riff che raramente assumono il ruolo di protagonisti ma perfettamente funzionali al sound complessivo. Da segnalare l'assolo di mandolino della parte centrale, che rispecchia il processo compositivo, che stando alle dichiarazioni dei tre è nato incentrato su pezzi di chitarra acustica.

La canzone fa in un certo modo da preludio alla successiva, tra le migliori per testi ed esecuzione: The Larger Bowl, le cui liriche vertono sulla disparità presente tra gli esseri umani al mondo, è costruita in maniera simmetrica, sia per quanto riguarda il testo, sia musicalmente: una struttura lineare, formata dalla chitarra acustica con basso e batteria a fare da semplice sottofondo, cede il passo al ritornello in cui si erge, pur senza strafare, un muro sonoro tirato in piedi soprattutto dal basso con un suono estremamente corposo.
Il trionfo dell'acustico è però in una delle ben tre strumentali presenti: Hope, sebbene duri solo due minuti, è un bellissimo esempio di virtuosismi con la chitarra classica, i cui arpeggi si rincorrono in strutture egregiamente studiate, e per questo di grande effetto sull'ascoltatore.
Di tutt'altro stile le altre due: Malignant Narcissism richiama alla mente le canzoni della Trilogy Of Fear, in particolar modo mi ricorda Leave That Thing Alone, col suo ritmo sincopato e con la melodia ridotta veramente all'osso, in favore del suono più pungente di basso e batteria, che nella seconda parte si alternano in piccoli assoli che ricordano molto lo schema che fece la fortuna di YYZ; The Main Monkey Business è invece una delle migliori strumentali che i Rush abbiano prodotto dai tempi proprio di YYZ: la melodia ha ora un ruolo molto importante, e tutta la struttura della canzone è giocata sul ritmo lento e continuo della batteria, tagliato da bellissimi inserimenti della chitarra di Lifeson - stavolta è suo il ruolo di protagonista – e da tastiere imponenti ma mai esageratamente invadenti; splendido assolo centrale, poi un attimo in cui la sezione ritmica torna a farsi prepotentemente sentire, e quindi finale simmetrico all'inizio, e i sei minuti sono scivolati via in un attimo.
Le canzoni che meritano ascolti non sono certo finite qua, e anche se i momenti migliori sono quelli già citati, rimangono comunque canzoni validissime: The Way The Wind Blows anzitutto, una via di mezzo tra la melodia di The Larger Bowl e la potenza espressiva di Far Cry, con un refrain davvero bello e un assolo ugualmente piacevole; Good News First , Faithless e We Hold On segnate da una buona prestazione alla voce di Lee ma dalla struttura davvero semplice e anche un po' ripetitiva (anche se nella canzone conclusiva si fa notare anche uno splendido lavoro di Lifeson; mentre Armor And Sword e Spindrift sono forse le canzoni meno riuscite del platter.
La prima parte ottimamente, con una linea vocale dai toni bassi e leggermente effettata che crea un'atmosfera dimessa in cui basso e batteria aggiungono un tocco di classe coi loro suoni cupi; a penalizzarla è alla fine solo l'eccessiva lunghezza, che unita alla monotonia della struttura rischia di stufare dopo qualche ascolto; Spindrift mette invece in risalto una bella linea vocale, impegnata anche su alcuni acuti per niente semplici (e in qualche modo ci si rende qua conto che 55 anni pesano anche su un cantante come Lee) e alcuni buoni passaggi di Lifeson, ma in linea di massima la canzone non entusiasma.

È comunque notevole che le canzoni peggiori dell'album siano ancora pezzi discretamente piacevoli: si tratta ovviamente di una scala relativa al valore medio del disco, che torna sugli ottimi livelli a cui i Rush ci hanno abituato, e che lascia ben sperare per il futuro.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
75.04 su 73 voti [ VOTA]
Jyorg
Martedì 17 Settembre 2019, 12.45.39
10
Io sono da sempre un estimatore di questo gruppo che dire eccezionale é poco però mi sembra più un voto da tifoso. Quando si parla dei big bisogna sempre incensare anche gli album più pallosi del mondo come questo. Voto 50 non a caso mi annoia anche il dvd 2 del tour
Argo
Giovedì 16 Marzo 2017, 9.05.00
9
Nonostante il mio massimo rispetto per la band, mi fermo già con qualche perplessità a Grace Under Pressure. Per il resto mi accontendo della terza antologia.
Max1
Giovedì 16 Marzo 2017, 8.25.38
8
Nonostante un paio di pezzi che non mi piacciono molto, per il resto un album ancora una volta superlativo,a mio avviso (molto) meglio del successivo. Rush inimitabili!
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 21.12.10
7
Eleganti e perfetti come sempre questa volta si lasciano andare ad atmosfere magiche (The man monkey business) ed affascinanti (Faithless); all'hard blues (The way the wind blues) ad omaggi più o meno voluti agli Zeppelin del III (Hope). I loro album sono sempre soldi ben spesi
SIOUX
Mercoledì 3 Settembre 2014, 17.53.49
6
Album inebriante, avvolgente, trascinante. Dopo tanti anni la qualità e davvero ottima, anzi riesce quasi a prescindere dal già glorioso passato. I RUSH non hanno tempo, sono come neutrini per loro il tempo scorre a ritroso, a parte gli scherzi, la loro voglia di sperimentare li ha portati verso mete diverse ad ogni fermata. La produzione, dopo l'ultimo episodio non troppo convincente è ottima, e mette in risalto le prove strabilianti dei 3 maestri. Inoltre lo sviluppo acustico di alcune traccie mi ricorda le atmosfere di Roots To Branches dei Jethro Tull, che oltre il Mood duro e scuro ne condivide in alcuni brani (Faithless, Armor and Sword, The Main Monkey Business, The Way The Wind Blows) l'atmosfera orientaleggante.
Andrea Zoccali
Venerdì 9 Dicembre 2011, 13.39.08
5
Anche facessero un disco "brutto" non riuscirei mai a dirlo perchè li adoro e anche grazie a loro posso dire che la mia qualità della vita negli ultimi ventanni e migliorata. A volte basta poco.
onofrio
Martedì 1 Giugno 2010, 23.22.26
4
Rush (vapor trails) recensione - Questo album non regge il confronto contro gli immortali (2112) (a farewel to the kings) (hemisphere) (moving pictures) (permanent waves).é gli ottimi (grace under presure) (power windovs).Veniamo a noi cioè vapor trails, durata 64 minuti troppo lungo da mandare giu se poi ci si mette il fatto che il sound è cambiato in un quasi hard rock che a me non piace per niente.I Rush sono cambiati, ma anche nel loro passato solo che power windovs è un ottimo album mentre questo vapor trails è inferiore. Che dire per me che sono un fan della più grande band di tutti i tempi del progressive metal, delusione amara da mandare giu.
Electric Warrior
Martedì 4 Maggio 2010, 17.32.05
3
Ottimo, sempre grandissimi Rush!
Nikolas
Sabato 31 Gennaio 2009, 1.22.52
2
Verissimo Autumn.... devo dire che col precedente VT avevo temuto un po'... e invece ora con S&A mi immagino già di nuovo che i nostri abbiano chissà quanti anni ancora davanti....
Autumn
Giovedì 29 Gennaio 2009, 14.57.33
1
Dopo trent'anni e passa di musica possedere ancora una tale freschezza compositiva è appannaggio solo dei grandissimi.
INFORMAZIONI
2007
Atlantic Recods
Prog Rock
Tracklist
1. Far Cry
2. Armor and Sword
3. Workin' Them Angels
4. The Larger Bowl (A Pantoum)
5. Spindrift
6. The Main Monkey Business
7. The Way the Wind Blows
8. Hope
9. Faithless
10. Bravest Face
11. Good News First
12. Malignant Narcissism
13. We Hold On
Line Up
Geddy Lee - Voce, Basso
Alex Lifeson - Chitarra acustica ed elettrica, Mandola, Mandolino, Bouzouki
Neil Peart - Batteria
 
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