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Helloween - Chameleon
( 5675 letture )
Se si pensa agli Helloween e si prende in considerazione la loro imprescindibile importanza per la nascita e lo sviluppo del power metal -della parte più happy, aggiungerei- in primis, di certo non ci salta in mente un disco come Chameleon e, qualora a qualche nostalgico riscopritore fosse balenato in mente il suddetto album in luogo delle pietre miliari partorite dalle zucche di Amburgo, sarebbe davvero una forzatura etichettare questo platter come power metal. Ok, siamo d’accordo, non amo, e spero anche voi non amiate, le etichette, però Chameleon, e in parte il precedente Pink Bubbles Go Ape, rappresentano un unicum nella carriera degli Helloween, almeno fino a quel momento. Ora, non voglio sembrare integralista sostenendo che chi ha portato al successo il power metal debba necessariamente attenersi nei confini di quel genere stando ben attento a non pestare la linea di confine, però la sperimentazione su questo album risulta fin troppo eccessiva. La band, soprattutto per volere di Michael Kiske, decise di dare un calcio in culo a quanto fatto fino a quel momento e rompere decisamente con la tradizione, registrando un album lodevole per il suo eclettismo e per la sua miriade di sfumature ed influenze, ma davvero troppo distante rispetto ai capolavori di un passato nemmeno troppo lontano in realtà (i due Keepers lo precedono di appena cinque e sei anni). Le ragioni di questa rottura con la tradizione? Probabilmente la voglia di provare qualcosa di nuovo soprattutto da parte di Kiske, che subito dopo il disco sarà addirittura allontanato dalla band, la quale vide anche l’abbandono di Ingo Schwichtenberg per motivi personali legati alla tossicodipendenza e che morirà suicida nel 1995. Da non sottovalutare inoltre il passaggio su una major come la EMI, in cerca di una nuova gallina dalle uova d’oro, che avrebbe potuto esercitare pressioni per ammorbidire il sound; fatto sta che si fatica davvero a riconoscere gli Helloween su questo disco: la band abbandona nettamente l’heavy metal, per sintonizzarsi su frequenze hard rock pesantemente infarcite di influenze che vanno dal rock più mainstream per passare a pop, blues, country e spruzzate di prog, il tutto dominato dalla costante ed ingombrante presenza dei fiati; insomma, gli Helloween non sono gli Helloween su questo album e per questo motivo non mi sento di condannare fermamente tutti i fan che persero la fiducia nei loro idoli, colpevoli forse di avergli voltato le spalle con un disco oggettivamente troppo innovativo per l’epoca. Pur volendo accettare il discorso di una maturazione artistica da parte dei Nostri, sono certamente opinabili i modi e i tempi con cui la portarono a termine. Assai più saggio, e anche redditizio, visto che il disco fu un flop di pubblico e critica, sarebbe stato dare alla luce questo disco sotto un altro nome, uno spin-off della band o qualcosa di simile, perché l’album in sé per sé non è di certo brutto, ma crolla miseramente se andiamo a guardare il logo che campeggia in copertina, peraltro, una delle più scialbe di sempre. Insomma, la band, portata a termine la registrazione di Chameleon, sembrava aver distrutto tutto quanto di buono aveva creato.

Che la musica dei Nostri fosse cambiata lo si capì non tanto dall’opener First Time, buona song di stampo hard rock non troppo distante dallo stile della band, ma soprattutto dalla seguente When the Sinner, con la discesa in campo di fiati e linee melodiche che hanno davvero poco a che spartire con l’heavy metal, “happy” o meno che sia. I Don’t Wanna Cry No More non fa che alimentare con forza le voci dei detrattori essendo caratterizzata da chitarre acustiche e un ritornello sempliciotto che strizza l’occhio al pop da classifica. Crazy Cat sembra un out take di Pornograffitti degli Extreme col suo incedere funky. Buona canzone in sé per sé, ma davvero strana se si pensa agli Helloween. Con Giants i nostri sembrano ricordarsi chi sono e cosa hanno fatto per l’heavy metal e registrano una buona, non eccellente, power song, con Kiske finalmente sugli scudi a sfruttare come si deve la sua ugola. Bene, uno scatto d’orgoglio da parte dei Nostri? Niente affatto, perché la catastrofe incombe sulle vostre orecchie e risponde al nome di Windmill, la più brutta, scontata, melensa e poppeggiante ballad partorita dalla band. Episodio decisamente da dimenticare. Migliorano le cose con Revolution Now marchiata a fuoco dal riff a metà tra hard rock e blues, ma comunque in grado di tenere botta nonostante i suoi otto minuti di durata. In the Night è un’altra canzone di buona fattura se presa singolarmente, ma distante anni luce dallo stile degli Helloween, che mai si erano cimentati con sonorità simil country e mai avevano usato in maniera così massiccia chitarre acustiche e pianoforte. Apprezzabile più per gli assoli di acustica che nella sua totalità. Ancora un hard rock lento e ipnotico infarcito di fiati e organo quello di Music, altra buona canzone, ma dov’è finito l’happy metal che li ha resi famosi? Comunque, ottimo lavoro di Roland Grapow e Michael Weikath alle chitarre. Ancora hard rock con Step Out of Hell, dal piglio decisamente più ritmato e orecchiabile; resta comunque una canzone che nulla toglie e nulla aggiunge all’album. I Believe è la canzone più lunga del lotto e sicuramente la migliore. Finalmente la band sembra lasciarsi andare senza timore e partorisce una lunga traccia in cui sono le chitarre a farla da padrone col continuo alternarsi di riff e assoli, sul quale si innesta l’ottima voce di Kiske, unico autore ed esecutore della conclusiva Longing, un’altra ballad -decisamente migliore di Windmill-, caratterizzata dall’ottima interpretazione del cantante e dall’accompagnamento degli archi che danno un tocco malinconico alla canzone.

È arrivato il momento di tirare le somme per l’album più strano e controverso degli Helloween, ma prima occorre fare delle ulteriori precisazioni. È sì vero, come ho tentato di spiegare fin dall’inizio, che l’album non ha nulla a che vedere con la produzione passata della band, e anche futura, che con l’avvento di Andi Deris tornerà su territori power più congeniali ai Nostri, ma è pur vero che il disco non è brutto e grazie al suo eclettismo si lascia ascoltare a tratti piacevolmente, a tratti meno, dando l’idea di aver voluto forzare la mano su influenze e realizzazione. Questa sua natura eclettica però spiazzò di fatto tutti, perché oggettivamente manca un filo conduttore al disco, colpevole di essere un contenitore di canzoni più che un album vero e proprio. Restano le buonissime prestazioni dei componenti della band (la classe e la tecnica sono quelle di sempre) e anche un’ottima produzione che risalta le numerose influenze che hanno plasmato Chameleon. Insomma, non sarebbe giusto bocciare in toto questo album camaleontico e, in questo, bisogna dare atto alla band di aver azzeccato almeno il titolo. Certamente un album da conoscere per toccare con mano quanto avrebbero potuto essere gli Helloween se avessero continuato con Kiske al microfono; lui sì che continuerà la sua sperimentazione lontano dai lidi dell’heavy metal.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
62.57 su 120 voti [ VOTA]
Area
Lunedì 4 Giugno 2018, 15.21.39
58
@megna, vatti a rileggere i miei commenti n.53 e 56 e fa come se ti avessi già risposto. Concludo facendo una domanda generale: QUalcuno saprebbe dirmi se in questo nuovo tour con la formazione "allargata" con Kiske e Hansen ripropongono Windmill?
megna
Lunedì 4 Giugno 2018, 11.43.54
57
Che pugnalata alla schiena, non me lo aspettavo proprio dopo lo splendido Pink Bubbles. Sperimentazioni? Gli Helloween devono fare speed/power non indie rock. A livello melodico salvo solo la ballad Windmill, che ho ascoltato un pacco di volte, ma il resto... Meh. Non si capisce manco che genere sia. A 'sto punto sarebbe stato meglio far uscire un single con Giants e Windmill e stop.
Area
Venerdì 25 Maggio 2018, 14.47.40
56
@Metal Shock, stando alla genesi dell'album con questo disco decisero di mettersi alla prova cercando di fare un qualcosa che potesse ricordare il white album dei grandi Beatles, ma cercare di fare un disco simile a quello é IMPOSSIBILE. Detto questo... giù Pink bubbles go ape si sentiva la mancanza della mano di Hansen. Su Kiske invece dico che i suoi solisti non mi sono piaciuti, anche se avrebbe potuto fare dei dischi Pop/Rock bellissimi, ma le cose tipo il primo album dei Place Vendome e Unisonic sono godibilissime.
progster78
Martedì 22 Maggio 2018, 10.14.02
55
Album ingiustamente sottovalutato. A parer mio coraggioso e questo grazie a Kiske. Sara' diverso dal classico stile Helloween ma porca miseria non si puo' sputare m***a su sto' disco. A parte un paio di brani secondo il mio modesto parere e' ad alti livelli.
Metal Shock
Venerdì 18 Maggio 2018, 12.49.03
54
Perché Kiske ha fatto qualcosa di decente dopo gli Helloween (a parte i dischi in cui ha solo prestato la voce)???? Se questo disco, tolte un paio di canzoni, fosse uscito a suo nome lo si valuterebbe come un buon disco, ma a nome Helloween è insufficiente.
Area
Venerdì 18 Maggio 2018, 12.40.33
53
Per chi ascolta e compra tanta musica diversa questo album é ben fatto. Gli Halloween han saputo dimostrare di essere dei grandi musicisti mettendosi in gioco anche con qualcosa di diverso. Ho decisamente preferito questo al precedente. Secondo me é un disco che va bene anche per chi ha apprezzato le cose che Kiske ha fatto dopo gli Helloween.
Rei di Nanto
Mercoledì 8 Novembre 2017, 18.34.02
52
Chi critica negativamente questo disco, a mio parere di musica capisce molto poco!
Luky
Martedì 15 Agosto 2017, 17.41.40
51
L'heavy metal è un altra coaa, ma a me comunque questo disco non è mai dispiaciuto, ovviamente prendendolo per quello che è e non per un keeper pt 3. Composizioni non male e un Kiske che è sempre un dio a cantare, almeno un 70 ci sta tutto.
lisablack
Martedì 15 Agosto 2017, 16.57.00
50
Be' negli anni 90 andarono in crisi pure gli Helloween..!!! No dai, poi si sono rifatti alla grande, l'ingresso di Deris ha dato nuova vita alla band. Sarà che come singer a volte lo preferisco pure a Kiske..questione di gusti ovvio.
Andrew Lloyd
Martedì 15 Agosto 2017, 16.49.27
49
In questo disco NOn c'è NULLA da rivalutare neppure nel 2017. Peggio ancora del precedente. Non c'è nulla del sound epico e glorioso degli Helloween. Un disco noioso, inutile. E non si può parlare neppure di gusti. L'Heavy metal è un'altra cosa. Per fortuna lpanno dopo iniziarono a risalire la china.
Stark
Giovedì 29 Giugno 2017, 3.03.53
48
Come cambiano i punti di vista a distanza di 25 anni... e con questo ho detto tutto credo
ivancarli86
Lunedì 31 Ottobre 2016, 10.49.38
47
Così...solo perchè oggi è Halloween e Radamanthis lo scriverà sicuro: happy happy Helloween!!!
Maurizio
Martedì 26 Gennaio 2016, 15.51.22
46
Capitolo a se, va giudicato senza tenere conto di cosa fatto prima dalla band. Disco notevole e innovativo, chi mastica solo metal in 4/4 non può capire il valore di questa gemma. Voto 90
Wtf
Domenica 27 Dicembre 2015, 3.33.01
45
Ottimo per conciliare il sonno. Capolavoro di sonnolenza.
Galilee
Lunedì 14 Dicembre 2015, 15.28.34
44
Ma difatti in generale lo è....
Togno89
Lunedì 14 Dicembre 2015, 15.25.55
43
Cioè critichiamo tanto le band che si ricopiano negli anni e poi quando esce un album del genere (coraggioso, ambizioso, completamente nuovo) lo disprezziamo così? Sinceramente sono perplesso e contrariato. Pensavo che oggi, dopo 20 anni, questo fosse considerato un gran disco.
paju
Sabato 5 Dicembre 2015, 19.20.30
42
grandissimo disco... coraggioso e forse uscito in un momento sbagliato. koske fa la sua parte nel songwriting ma non era i lsolo a comporre chameleon, album che all uscita fu molto difeso anche da Weikath. un ottimo platter di hard rock....sicuramente da ascoltare.
Buona
Giovedì 6 Agosto 2015, 10.22.35
41
Complimenti al recensore, in tanti anni è l' unico a cui ho sentito dire che il cambio di rotta di Chamaleon è stato voluto, principalmente da Kiske. In genere, di Kiske, tutti ricordano solo il lavoro fatto sui due Keeper, ma tutti, chissà perché, dimenticano che è stato il principale compositore di Chamaleon che sui Kepper non ha conposto praticamente nulla. Molti denigrano Weikath x questo album, ma il suo proncipale ideatore fu Kiske (che successivamente , infatti, si dedicò al pop ed a progetti fallimentari vari come i Supared)
Galilee
Mercoledì 17 Giugno 2015, 16.40.05
40
Dopo quella porcheria di Pink, gli Helloween si presentano con questo Chamaleon, un disco hard rock dalle mile sfaccettature che però, secondo me soprattutto a causa della stampa, non riusci a far breccia nell'animo dei fans.. Eppure è un grande disco. Ogni canzone merita ed è un tripudio di personalità, e cosa non poco importante, Kiske torna a cantare come dio comanda. Voto: 85
sadwings
Martedì 24 Febbraio 2015, 15.15.58
39
Trovo questo lavoro molto sottovalutato sopratutto perchè a volte se non spesso ho la percezione che viene stroncato solo per non è un album metal o nello classico stile helloween. Invece secondo me ha molti pezzi validi e sicuramente nel complesso lo trovo superiore anche a lavori successivi.
Radamanthis
Venerdì 31 Ottobre 2014, 15.09.50
38
Come lo scorso anno: Così...solo perchè oggi è Halloween: happy happy Helloween!!!
Radamanthis
Giovedì 31 Ottobre 2013, 10.56.20
37
Così...solo perchè oggi è Halloween: happy happy Helloween!!!
Arj
Lunedì 14 Ottobre 2013, 14.06.39
36
Album del 'Perché l'hai fatto e chi è stato soprattutto', ma che col senno di poi così orribile non è, anzi. Alcuni momenti pregevoli e di classe, belle First Time e Revolution, un esperimento che si poteva fare, a quel punto, e che tutto sommato non è stato un disastro, visto che a molti è piaciuto.
Togno89
Mercoledì 7 Agosto 2013, 15.07.36
35
se dopo 20 anni siamo ancora qui a parlare di questo album vuol dire che ha qualcosa da raccontarci... io in macchina ancora mi ascolto il cd nella mia schifosa autoradio
Curte
Mercoledì 1 Maggio 2013, 8.59.57
34
Secondo me un album coraggioso e freschissimo. Una boa che ha fatto rinascere in gruppo, dandogli forze e inventiva! E poi contiene alcuni pezzi tra i più belli di tutta la discografia Helloween! Da non sottovalutare assolutamente! Senza contare la presa per il culo del Black album dei Metallica, cosa che da sola meriterebbe una lode
Maurizio
Sabato 13 Aprile 2013, 11.16.46
33
Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Il pregiudizio è una brutta bestia; ammetto che quando uscì mi deluse atrocemente. La frase "si sono sputtanati a morte, questi sono finiti" mi uscì in automatico e questo cd finì nel dimenticatoio per anni. Poi dal cofanetto di treasure chest anni dopo mi riascoltai Windmill e si riaccese la voglia di riascoltarlo. Erano passati tanti anni e alle mie orecchie è sembrato di sentire un altro disco. Fresco, originale, che si spinge a toccare vari generi in modo elegante e creativo. E oggi posso dire che è un disco eccellente; non è metal, però. Ai tempi era una colpa inaccettabille, ma le cose non sono comunque cambiate, basta vedere l'accoglienza che è stata fatta ad Unarmed.
AlinoSky
Venerdì 8 Febbraio 2013, 13.47.56
32
64 a questo capolavoro ROCK??? che insulto cavolo. Album suonato e cantato alla grande. Il mio voto è 90. Windmill sarà la ninna nanna per il mio futuro figlio. La mia ragazza lo sa già , quando aspetteremo un bimbo le metterò le cuffie in pancia con solo le canzoni di kiske =)
Red Rainbow
Giovedì 17 Gennaio 2013, 11.03.23
31
Premesso che sostengo da sempre che il vertice della produzione delle zucche non sia nei due Keeper (capolavori) bensì in Walls of Jericho (capolavorissimo letteralmente consumato in questi quasi 30 anni dall'uscita), dovrei essere a maggior ragione lontano da questo "esperimento", uscito oltretutto dopo un orrore come Pink, passato direttamente dalla puntina del primo ascolto al cassonetto... E invece... Chameleon mi inchiodò letteralmente alle cuffie, album di una "disuguaglianza & disomogeneità" senza pari ma alla fine più che promosso, oserei dire con punte di eccellenza... Certo, da incallito amante delle loro sonorità più urfide (alla Gorgar o Phantoms of Death) un pezzo come I don't Wanna Cry no More provocava più di qualche brivido di indignazione, ma alla fine a ripulire tutto pensava la triade Giants/Music/I Believe sul versante delle architetture articolate, o l'atmosfera di Longing (e, perchè no, anche della bistrattata Windmill) o ancora il "joke" di When the Sinner (d'accordo, non sarà una Future World o una Dr. Stein, ma non è nemmeno fuffa brada...). Insomma, un ottimo album, lapidatemi pure ma per me è ai piedi del loro podio ipotetico...
Hab666
Martedì 15 Gennaio 2013, 16.48.34
30
Da fan delle zucche fin dagli esordi direi che è un buon album con alcune ottime canzoni. Nè una ciofeca da scambiare per un disco degli Stratovarius, nè tantomeno una pietra miliare dell'hard rock. Voto 75. Quando uscì Master of the rings ero entusiata! Finalmente un ritorno alle origini, al power, con un buon cantante e... Pur avendo quasi tutti i dischi con Deris alla voce e aspettando il prossimo, non posso che constatare che senza Kiske, Hansen e con qualche annetto di troppo, gli Helloween sono diventati dei mestieranti del power. Qualche buon pezzo, ottime registrazioni, ma poche idee. Ripercorrendo al rovescio la loro carriera bisogna arrivare a questo album per trovare qualcosa di memorabile, qualcosa su cui discutere, nel bene o nel male. Considerando i due Keeper un album doppio, fino a Chameleon hanno sfornato dischi uno diverso dall'altro ma, tutti di ottimo livello. Dopo hanno seguito una linea retta, con alcune divagazioni più happy, più dark (ride), ma tutto troppo standard. Per quanto riguarda la EMI, non so, non credo che una grande etichetta voglia cambiare troppo il sound di una band che vendeva molto con una piccola. Anzi probabilmente la EMI avrebbe voluto un album fofotocopia dei Keepers piuttosto che un album sperimentale.
Diego
Martedì 15 Gennaio 2013, 13.13.27
29
Indubbiamente Chameleon è pagina a se stante della produzione degli Helloween, l'eccezione della discografia come possono esserlo Endorama per i Kreator o Cold Lake per i Celtic Frost. Mi viene in mente anche Music from the elder dei Kiss, come episodio talmente diverso da quello che il gruppo era solito proporre, che a stento riconoscevi la band. In effetti su Chameleon non diresti che sono gli Helloween a suonare, se non per l'inconfondibile voce di Kiske, che, all'epoca, ritenni il principale responsabile della svolta, che terminò con lo split successivo. Se si guardano i brani scritti da Kiske su questo disco, però, si scopre che la famigerata Windmill e le altre songs "sperimentali" sono il frutto di Weiki e Grapow...E allora chi sono i responsabili di tutto questo? Come ben recensito, fu un insieme di cose e credo che la Emi centri molto... A distanza di anni alcune canzoni reggono ancora e quello che all'epoca ritenevo uno "sgarbo" ora è un buon disco che separa due ere ben distinte del gruppo tedesco.
lux chaos
Lunedì 14 Gennaio 2013, 17.34.28
28
@painkiller: è questo il bello dei gusti diversi, ed il bello di certi utenti di metallized come te è di poterne parlare in modo civile anche se si hanno visioni (in questo caso) opposte! Alla prossima!
HeroOfSand_14
Lunedì 14 Gennaio 2013, 14.27.07
27
I miei commenti su questo disco gli ho già espressi, quindi dirò poche cose. Secondo me, la colpa (se di colpa di può parlare) è da imputare per una grande parte alla EMI e alla voglia sua di far andare la band nelle radio o comunque di renderla più commerciale. Solita manovra di alcune label. Poi, che Kiske volesse sperimentare altro è cosa nota, e secondo me hanno fatto benissimo, hanno avuto il coraggio che ad altri è mancato, riuscendo a comporre alcune grandi canzoni. Certo, come ha detto Roberto, ci manca lo spirito happy, e questo lascia un vuoto. Però dopo Chameleon sono tornati al caro vecchio power, dimostrando che questo album era un tentativo di cambiare direzione. Poi dico che Windmill è secondo me una buona ballata, che però non mi prende molto per via della tonalità bassa di Kiske, sicuramente lo preferisco sui toni alti dove fa sfracelli. Longing la metto sullo stesso livello, Giant è una signora canzone, e Crazy Cat la immagino nei bar anni 30 in America, puro ritmo da ballare e grande prova del solito Kiske. Insomma, io questo album me lo tengo stretto anche se non è musica da Zucche, ci ho messo un pò a capirlo (come PBGA) e adesso vado fiero di quello che hanno fatto in Chameleon. Band che non delude praticamente mai, unici, divertenti e fenomenali artisti! Voto 83
claudio
Domenica 13 Gennaio 2013, 23.15.30
26
concordo con tutto quello detto da radamantis ad eccetto che music sia un flop x me è un dei capolavori dell' album insieme a giants, i believe e longinig
Me Stesso
Domenica 13 Gennaio 2013, 22.22.33
25
@painkiller sul black album due pezzi della madonna oltre a enter io ci metterei anche sad but true. Sul disco degli halloween, devo dire che è un bel disco hard rock coraggioso con sprazzi pop altri blues. voto:84
Painkiller
Domenica 13 Gennaio 2013, 21.27.56
24
@rob&lux: rispetto il vostro parere ma la mia opinione é proprio che qualche pezzo di alto livello qui c'è per i miei gusti. Trovo I believetuno dei pezzi più belli e intensi che abbia mai sentito, a 18 anni di distanza ascoltarla e cantarla mi fa venire ancora i brividi. Longing, crazy cat, when the sinner mi piacciono tantissimo. Non sto dicendo che sia una pietra miliare ma facendo il parallelo con il black album noto lo stesso andamento. É un gran bell'album hard rock che contiene una canzone inutile (step out of hell), diverse buone canzoni ed un paio di capolavori almeno. Lux, la penso esattamente all'opposto di te. L'unico pezzo della madonna del black album per me resta enter sandman, ci sono qua e la buone canzoni e una inascoltabile, nothing else matters...ognuno ha i suoi gusti...
lux chaos
Domenica 13 Gennaio 2013, 15.52.06
23
Quoto al 100% il commento di Rob qua sotto...painkiller@ in questo caso (almeno per me) non è questione di apertura/chiusura mentale, che spesso utilizziamo come autodifesa quando viene criticato un disco che ci piace, ma di qualità dei pezzi, di prestazione, di registrazione, di coinvolgimento...io il black album (e anche load magari...) non lo boccio perchè è pieno di pezzi della madonna che resteranno nella storia della musica...qui di pezzi cosi neanche l'ombra, come dice rob. Poi son d'accordo con te nel premiare il "coraggio". Ma da qui a definirlo "memorabile" in campo hard rock...hai voglia...
Rob
Domenica 13 Gennaio 2013, 13.25.56
22
Ragazzi, ci tengo a sottolineare che il disco non è stato giudicato per ciò che non è, cioè un disco heavy metal, né tantomeno sono un intregalista , ma semplicemente io non credo che questo disco possa essere definito una pietra miliare dell'hard rock, a differenza dei suoi predecessori in campo power. Non ho mai ritenuto questo disco di valore assoluto in campo hard rock (comprese tutte le sue influenze), e quindi il voto che vedete qui sotto è solo il frutto della recensione qui sopra. Ripeto, non credo ci siano pezzi memorabili su questo album, a prescindere dal genere e del logo che campeggia in copertina. Ovviamente, si tratta poi di gusti personali, ma non credo che in campo hard rock questo sia un disco memorabile...
Steel Tormentor
Domenica 13 Gennaio 2013, 13.11.06
21
Non sono solito fare commenti, ma qui devo rompere il mio silenzio.... Purtroppo, in particolar modo in Italia, gli Helloween vengon visti solo come gli autori dei due Keeper. Lo dimostra il voto dato dal recensore e dai lettori per questo disco e dai voti che vedo qui a fianco su tutta la discografia. Gli Helloween hanno scritto due pagine importantissime con quei due dischi, in particolre con il Keeper II (dai voti che vedo qui a fianco il Keeper II viene ritenuto inferiore al Keeper I, incredibile, il Keeper II è l'apice compositivo degli anni 80 degli Helloween, se il primo prende 95 , il secondo dovrebbe prender 110... il primo è più piatto le canzoni le ha composte Hansen, songwriter inferiore e con meno influenze da cui attingere rispetto a Weikath e Kiske), ma non sono solo quei due dischi. Con gli album sfornati successivamente hanno sperimanto, si sono arricchiti (artisticamente parlando) e sono tornati a fare ciò che li ha resi famosi sfornando una serie di dischi che definire clamorosi è dire poco.... Una band con la b maiuscola, una band che compone musica prima che metal, ma purtroppo ste cose non si capiscono. Poi si sa che in musica il metallaro è una persona coi paraocchi e appena qualcosa va fuori da certi binari è per lui inoncepibile. Approvo in toto quanto detto da Radamanthis e Painkiller e sapere che c'è altra gente che ha una visione un po più ampia fa solo piacere. Chiudo dicendo che per me gli Helloween, con l'arrivo di Deris, c'hanno solo guadagnato. Un compositore di prima fascia (Occasion Avenue parla chiaro) uno che fa la differenza con le sue linee vocali e sfrutta la sua voce in tutta la sua estensione, utilizzando tutte le sue ottave anzichè restando solo su tonalità elevatissime. Poi è logico, se gli chiediamo di cantare i pezzi di Kiske va in difficoltà, Deris è un baritono Kiske un tenore, è come chiedere ad un motociclista che guida un harley di gareggiare in velocità con uno che guida una R6... Chi ha orecchi per intendere....
Painkiller
Domenica 13 Gennaio 2013, 9.51.07
20
Quoto ogni singola parola di Rada, ogni virgola! Ci troviamo di fronte all'annosa questione del nome sulla copertina...se la regola é che una band che ha avuto successo e ha contributo alla nascita/crescita di un genere debba attenersi solo a quello allora và bocciato di sicuro il black album no? Se invece si dice che una band ha fatto un disco diverso e che và giudicato in modo oggettivo e a sé stante allora per me questo album é bellissimo. Mi piacque sin dal primo minuto, e mi piace ancora. Non mi dilungo oltre visto che rada ha già detto molto, se non per dire che un album, una prova diversa dal solito all'interno di una discografia di una band a me piace molto, poi é giusto secondo me che tornino a fare ciò che li ha resi famosi, ma non si può certo dire che manchino di coraggio coloro che fanno album così diversi dal loro illustre passato. Alla fine riconosco certe sonorità presenti negli unisonic...
enry
Domenica 13 Gennaio 2013, 9.21.18
19
A me le rivalutazioni storiche a 20 anni di distanza mi lasciano sempre molto dubbioso. Il disco fu distrutto da tutti, critica e soprattutto fans e adesso scopro che invece parliamo del più grande disco hard rock mai concepito. Forse era talmente grande che neanche loro se ne sono accorti visto che tempo un anno sono frettolosamente rientrati nei ranghi. Perchè non seguire quella strada, per accontentare il pubblico? Delle due l'una: o parliamo di un dischetto hard rock come altri mille oppure parliamo di una band che non suona quello che gli piace ma quello che vuole il pubblico. Io al tempo conoscevo parecchi metallari che avevano già abbandonato la band per poi riprenderla in corner con il disco successivo, da quello che ho visto e sentito io con un altro disco del genere erano morti e sepolti, perchè oltre a far incazzare i fans non è riuscito a far breccia neanche nel mondo hard rock, possibile che nessuno si sia accorto di questa pietra miliare? Infine, il discorso 'se non ci fosse stato scritto Helloween' per me non regge, c'è scritto Helloween, potevano farlo uscire con un altro monicker allora. Personalmente invece non mi pongo neanche il problema, pur avendoli tutti (mi girano le palle lasciare buchi nelle discografie) i dischi che mi piacciono sul serio sono 4, i primi 3 e Better Than Raw...il resto qualche canzone sparsa qua e là, ma se proprio dovessi fare una classifica lo metterei all'ultimo posto, anche perchè non mi piace il genere, però a differenza di quelli che sparano voti e 'merda liquida' su tutto (soprattutto su generi a loro distanti che non sono in grado di valutare) mi astengo da ogni giudizio proprio perchè non è un genere di mia competenza, salvo rare eccezioni tra le quali non compare questo disco.
LAMBRUSCORE
Domenica 13 Gennaio 2013, 8.01.58
18
Me l'avevano regalato e io cos'ho fatto? Sono tornato al negozio (80 km tra andata e ritorno) e l'ho cambiato, aggiungendoci almeno 10mila lire col doppio live degli Stratovarius.....pagina triste, sia per chi mi ha fatto il regalo ( non conosceva bene i miei gusti) che per me, per quell'altro inutile disco....
Radamanthis
Domenica 13 Gennaio 2013, 1.06.41
17
Da quanto aspettavo questa recensione...purtroppo non è stata fatta nei termini che mi sarei aspettato e neppure forse con l'entusiasmo che questo disco merita. Lascio perdere il voto dei lettori che non può essere indicativo mentre la sufficienza data da Roberto mi fa pensare a una valutazione di questo disco per ciò che NON è. Questo non è un disco di heavy metal e quindi andrebbe analizzato, raccontato e valutato per ciò che è ovvero un disco di hard rock, a sprazzi pop rock, a volte tendente al rock-blues, addirittura funky, con una ballata orchestrata da brividi e qualcosa di semi acustico. Valutarlo per un disco metal significa dargli 30 netto e preciso. Ma dato che non è un disco metal e poco c'entra con il resto della strabiliante discografia degli Helloween sarebbe da valutare per ciò che è in realtà. Un album camaleontico che di brano in brano va a toccare con classe e maestria i vari grandi sottogeneri della musica rock e come detto poco sopra anche il blues, il funky, il pop e in alcune parti l'hard n' heavy più melodico. Fare un track by track potrebbe essere lungo e noioso per i lettori del mio post quindi mi limito a esaltare il lavoro di Kiske alla voce, sempre perfetta e coinvolgente, in evidenza su tutti i brani e sugli scudi soprattutto sulle tracce When the sinners, Giants, I believe e Longing; un ottimo lavoro dei due chitarristi Grapow e Weikath (oltre che Kiske che ha suonato pure I believe e la conclusiva Longing) che sanno spaziare da riff e assoli tipicamente heavy a partiture lontane dai loro soliti canoni, mostrandosi musicisti completi; alla sezione ritmica da applausi del due Grosskopf - Schwichtenberg (RIP) capaci di creare un muro di suono intenso e mai banale anche su giri di chitarre molto più soft del solito! Precisazione d'obbligo: la svolta di questo disco non è stata decisa da Kiske ma da tutta la band e dalla Emi e ad avallare questa mia convinzione e certezza (per altre cose che so) c'è anche la divisione in parte equa delle 12 tracce, scritte da Kiske, Grapow e Weikath in egual misura, ovvero 4 brani a testa (tra l'altro, al di là dei gusti personali, le tracce scritte da Kiske credo siano le migliori eccezion fatta per la bellissima Giants). TOP SONGS: First time, When the sinners, I don't wanna cry no more, Giants, I believe, Longing - FLOP SONGS: per me, se proprio dovessi trovare un flop direi Music. Al di là di ciò che uno s'aspetta dagli Helloween, al di là che un amante degli Helloween vorrebbe all'infinito un Keeper pt. 3, 4, 5, 6 ecc ecc, qui stiamo ascoltando un disco di MUSICA suonato con grande CLASSE e BRAVURA, al di là di ogni schema rigido da ARTISTI e MUSICISTI favolosi. Ne uscissero ora dischi del genere! Riguardo alla mancanza di un filo conduttore all'interno del disco non sono d'accordo: la base è una base di hard rock melodico che a tratti strizza l'occhio al pop, al blues ecc ecc (vedi sopra) ma sempre di hard rock molto camaleontico si tratta! Due parole anche sulle bellissime bonus track contenute nei vari sìngoli: I don't care you don't care, Cut in the middle, Get me out of here e Ain't got nothing better sono di livello altissimo (almewno due di queste al posto di Music e Revolution now ci sarebbero state bene nel disco) mentre un pò più scialbe e un pò inutili Oriental journey, Red socks and the smell of trees e Introduction. Comunque il mio voto per questo disco è 100 e non lo dico per buttar lì un numero così a caso o per far clamore ma perchè lo reputo al pari dei due Keeper of the 7 keys l'apice della band, se vogliamo il lato nascosto degli Helloween: una band capace di spaziare da I want out a Crazy cat con una naturalezza che ben pochi sognano di fare e che ben pochi hanno il coraggio e le palle di fare! Ripeto, VOTO 100!
malice
Sabato 12 Gennaio 2013, 19.51.00
16
@ xXx
malice
Sabato 12 Gennaio 2013, 19.47.13
15
Nel 1993 si raggiunge l’apice della carriera della band dando vita ad un album destinato a non morire mai: Chameleon. Un cd dove ogni singola nota è al suo posto e dove gli Helloween danno lezioni di hard rock di classe a tutti pure ai maestri del genere. Che se lo sognano di notte(incubi) un album di tale caratura(''irraggiungibile'' maestri annessi pure)!! vergognoso il voto dei lettori
Hellion
Sabato 12 Gennaio 2013, 18.44.47
14
..mi sembra più una frase da interpretare, tipo Hell bent for leather.
Beastman
Sabato 12 Gennaio 2013, 18.30.21
13
Mah... Direi "le bolle rosa fanno uscire di testa"
xXx
Sabato 12 Gennaio 2013, 18.21.34
12
@hellion: significa Bolle rosa si agitano...
Hellion
Sabato 12 Gennaio 2013, 18.03.15
11
Ma una cosa che mi ha sempre incuriosito, che non c'entra niente con questo disco, ma Pink bubbles go ape, come si potrebbe tradurre?..mi scuso per la domanda.
Surymae
Sabato 12 Gennaio 2013, 18.02.00
10
L'album che più mi incuriosce degli Helloween, proprio in virtù di questo taglio netto con il passato - e con il futuro, ma questa è un'altra storia. Non ho i mezzi per giudicare, ma già l'essersi spinti così lontano dal proprio sound originario per me è una è mezza vittoria...
Giasse
Sabato 12 Gennaio 2013, 16.10.44
9
All'epoca fui totalmente deluso, soprattutto perché si veniva da un'altra mezza ciofeca come PBGA. Chiaro che entrambi sono paragonati ai primi...
xXx
Sabato 12 Gennaio 2013, 15.31.45
8
Si ma io credo bisognerebbe valutare questo disco non per il disco che non è, ovvero un disco che non è power metal, ma per il suo contenuto che è hard rock con tinte blues, jazz, sinfoniche, rock...è ovvio che chi si aspettava un seguito dei Keeper lo valuta male ma se si ascolta senza leggere helloween sulla copertina o almeno senza pensare agli helloween come musicisti power metal o metal in generale ma semplicemente come musicisti ed artisti vedrete che la valutazione sarebbe ben diversa! un pò di apertura mentale...no? E lo dico anche al recensore che invece, pur votandolo sufficientemente, ha dimostrato con le sue parole un pò di integralismo di troppo nonostante abbia detto di non voler passare per integralista!
Raze
Sabato 12 Gennaio 2013, 15.09.03
7
Aspettavo questa recensione e fatalità ci ho pensato proprio un paio di giorni fa che effettivamente mancava il disco più difficile ma tra i più belli degli Helloween intesi come ARTISTI, non come maggiori esponenti del power... e penso con questo di aver detto tutto. Disco da 80 per l'arte contenuta all'interno, da 50 per chi si aspetta un disco dove possa riconoscere al primo riff le mitiche "zucche di Amburgo"
Er Trucido
Sabato 12 Gennaio 2013, 14.44.04
6
Disco che divide e continuerà a dividere
lux chaos
Sabato 12 Gennaio 2013, 14.27.59
5
Molto concorde con la misurata recensione, non concordo invece con Malice: a mio parere tanti gruppi dell'hard rock melodico hanno fatto album immensamente più grandi di questo...pur adorando Kiske, continuo a ritenere questo album un "pesce fuor d'acqua" nella discografia degli helloween e nel loro stile, si vede che non è la loro cup of tea, più che un hard rock di classe metallizzato sembra invece un album di power metal col freno a mano tirato, che perde quindi tutta la sua parte migliore, complice anche la voce di Michael che continuo a ritenere valorizzata al 100% sopra una certa base musicale, che non è certo questa. De gustibus
xXx
Sabato 12 Gennaio 2013, 13.41.16
4
Non posso dire che questo sia il disco migliore degli helloween perchè al cospetto di album POWER METAL come i Keeper, Walls, Pink (comunque ottimo anche se differente) e l'era Deris non c'entra molto ma questo disco è FAVOLOSO! Certo, se si vuole collocare per forza in una valutazione ristretta al power metal il 64 dato da Tirelli e le parole da lui usate calzano a pennello, se invece si valutasse il disco per quello che è, per il suo contenuto, per la musica e per la voce, per la produzione e soprattutto al di là del fatto che sia stato partorito dagli Helloween il voto sarebbe decisamente superiore. Non certamente facile d'ascoltare, non capibile immediatamente e per palati fini, non posso non quotare il post 1 di malice quando dice che altri gruppi dell'hard rock se lo sognano la notte di fare un album del genere. Questa non è una questione di gusti o di integralismo metal ma una questione di saper apprezzare la buona musica e qui di Musica con la M maiuscola di altissima qualità ce ne è in abbondanza. Soffermarsi sulla prova immensa di Kiske sarebbe riduttivo per un disco favoloso che nel suo genere non ha eguali! VOTO 95
marduk
Sabato 12 Gennaio 2013, 13.16.59
3
uno dei più bei dischi degli helloween anche se non di facilissimo ascolto...unico vero limite l'eccessiva lunghezza
Oldmetalheart61
Sabato 12 Gennaio 2013, 12.15.12
2
come diceva fantozzi......una cagata pazzesca!!!
malice
Sabato 12 Gennaio 2013, 12.02.50
1
mi dispiace non essere dello stesso parere della recensione per me Chamaleon è l'apice degli helloween. L'album è un Album con l'A maiuscola, diverso dal passato della band ma allo stesso livello dei capolavori della band. HARD ROCK MELODICO DI CLASSE punto e basta, altri gruppi dell'hard rock se lo sognano la notte di fare un album del genere. In bellezza non ha uguali.
INFORMAZIONI
1993
EMI Records
Hard Rock
Tracklist
1. First Time
2. When the Sinner
3. I Don't Wanna Cry No More
4. Crazy Cat
5. Giants
6. Windmill
7. Revolution Now
8. In the Night
9. Music
10. Step Out of Hell
11. I Believe
12. Longing
Line Up
Michael Kiske (Voce)
Roland Grapow (Chitarra)
Michael Weikath (Chitarra)
Markus Grosskopf (Basso)
Ingo Schwichtenberg (Batteria)
 
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