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Deep Purple - Concerto for Group and Orchestra
( 7156 letture )
L'incontro festoso tra Orchestra Classica e Band Rock/Metal è un evento che ricorre spesso nella storia della Musica, e di questo ero consapevole. Ciò che non sapevo era quanto potesse essere difficile narrare di tale incontro, come nel caso di Concerto for Group and Orchestra, disco dal vivo dei Deep Purple datato 1969. La data di produzione è già un segnale, un campanello d'allarme che deve mettere qualsiasi recensore sul chi va là: non stiamo parlando di un disco recente, rodato da anni di esperienza e di dialogo tra le due realtà musicali, ma piuttosto di un esperimento seminale, soggetto a rischi e scelte azzardate. Le musiche sono opera di Jon Lord e i testi di Ian Gillan, per la prima volta dietro al microfono della band inglese: ecco un'altra novità di cui tenere conto.
La release su CD (1990) include, oltre ai tre movimenti registrati con la Royal Philarmonic Orchestra condotta da Malcolm Arnold, anche due pezzi noti del gruppo, vale a dire Child In Time in apertura e Wring That Neck in chiusura, ed è la versione che abbiamo preso in esame in questo caso: la scelta è ricaduta su questo "extended play" perchè aiuta ad immergersi meglio nell'atmosfera dell'epoca ed a capire come suonassero i Deep Purple in quegli anni anche con la formazione classica.

In merito a quest'ultimo aspetto, la conclusione a cui si arriva subito ascoltando l'esecuzione è: i Deep Purple suonavano da dio e Gillan cantava anche meglio. D'altro canto Concerto for Group and Orchestra mette in risalto una vena solista dei musicisti un po' troppo barocca e forzata, spesso spinti dalla dimensione live del lavoro in esame ad esibirsi in lunghi assoli ed in uno sfoggio tecnico forse fine a se stesso. Naturalmente ad ogni nota spavalda delle chitarre o ad ogni rullata di batteria corrisponde un (sacrosanto) scroscio di applausi del pubblico, e chi sono io per negargli questo piacere? Eravamo alle soglie degli anni '70 e queste trasgressioni ci stavano tutte.
Concerto for Group and Orchestra è un buonissimo album live, ma sono riuscito a riscontrare in esso tanti pregi quanti difetti. Per quanto riguarda le partiture, dopo decine e decine di ascolti ed il tentativo di assimilarle in ogni loro parte mi resta sulla lingua solo un brutto aggettivo: sconclusionate. Non sono certamente brutte musiche, e nemmeno sono poco ispirate, tuttavia si fatica a focalizzare il punto centrale da cui ogni movimento è stato sviluppato e i temi portanti... sono poco portanti, esigui e scarsamente incisivi. La cosa positiva è che, tra canzoni vere e proprie e sezioni strumentali, l'album vanta una durata non indifferente, e vi terrà impegnati a lungo.
Per quanto i temi non siano sempre emozionanti (anzi, direi che con l'esclusione del Terzo Movimento l'adrenalina ed il trasporto emotivo restano quasi sempre ai minimi storici), ho trovato numerosi passaggi molto rilassanti, e anche se non credo fosse intenzione dei cinque "crudeli" rocker rilassare l'ascoltatore, il sottoscritto considera questo aspetto come un lato inedito ed appassionante della band.
Infine c'è da rilevare il problema del dialogo tra la Royal Philarmonic Orchestra ed i Deep Purple. Entrambe le parti suonano divinamente, come già rilevato, eppure raramente riescono a sovrapporsi efficacemente, preferendo alternarsi e lasciando dei vuoti dinamici abbastanza spiazzanti. Nei rari momenti in cui il dialogo avviene l'intesa resta grande, e credo che molte nuove band -come ad esempio i Therion- abbiano molto da imparare da questo disco per quanto riguarda la costruzione di un'esecuzione orchestra-compatibile: spesso si tende a suonare sovrapposti ma in disaccordo, ad esempio introducendo tecniche chitarriste che nulla hanno a che fare con i tempi espressivi degli archi (per dirne qualcuna: i vibrati moderni, i palm muting e gli armonici)... ogni strumento va per la sua strada, e chi s'è visto s'è visto.

Insomma, se vi piace il genere, dimenticate aborti come The Miskolc Experience e buttatevi a pesce su pezzi di storia come Concerto for Group and Orchestra: con tutti i suoi difettucci resta comunque una spanna sopra alla maggior parte della concorrenza ed un esempio di classe sopraffina da cui ogni musicista dovrebbe trarre insegnamento e giovamento.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
51.48 su 27 voti [ VOTA]
DP
Giovedì 22 Agosto 2019, 10.47.22
10
Paice mi racconto' : " Jon con i sui studi classici desidero' fortemente quella esperienza e incuriosi' tutti noi coinvolgendoci totalmente . Ci sentivamo pronti ma quando salimmo sul palco al cospetto di tutti quei maestri di orchestra assorti nei loro spartiti e pronti a scatenarsi ci intimorimmo......io invece dello spartito avevo un foglietto ripiegato piu' volte con sopra scritto intro / stop / 4 giri / solo Jon / solo chitarra etc e tutto sommato fecemmo la nostra degna figura......che esperienza "
Rob Fleming
Giovedì 21 Gennaio 2016, 18.27.47
9
All'epoca era un esperimento che han tentato in tanti con alterne fortune. 75
Weston-super-Mare
Giovedì 3 Ottobre 2013, 22.08.22
8
Opera affascinante e suggetiva, ingiustamente sottovalutata da gran parte della critica, che però ne ha sempre riconosciuto il valore sperimentale e il coraggio. Ma io dico che oltre al coraggio qui c'è anche della bella musica, suonata in maniera impeccabile, considerando che è un live... voglio vedere quale gruppo rock o prog all'epoca sarebbe stato in grado di suonare così bene dal vivo insieme a un'orchestra.
DP
Giovedì 5 Settembre 2013, 23.00.49
7
completamente scritto e musicato dal maestro Lord e' la sua testimonianza d'amore verso la musica classica. Inizialmente nessuno dei restanti Purple aveva pero' espresso giudizio positivo su questa avventura per il binomio orchestra-gruppo rock ma Jon li convinse nel modo piu' semplice dicendo loro che sarebbe stata una esperienza unica di crescita artistica e che il gruppo ne avrebbe beneficiato negli anni. I primi a fare una cosa del genere. Riproposto integralmente nel 1999 (gia' era Morse) con il bellissimo doppio cd-dvd alla Royal Albert Hall di Londra.
toni
Mercoledì 30 Novembre 2011, 10.39.21
6
E' un disco da cui avevo molte aspettative ma chi in realtà mi ha deluso. In seguito I DP abbandonarono le velleità progressive e si dedicarono a creare quel suono roccioso e granitico che li ha consacrati tra i miti della musica moderna. Esperimenti simili (gruppo rock + orchestra) erano già stati fatti dai The Nice di Keith Emerson in precedenza. Tra i più riusciti connubi tra gruppo rock ed orchestra segnalo il concerto grosso per i new trolls.
B-DEEP
Lunedì 18 Aprile 2011, 13.21.33
5
a prescindere da qualsiasi valutazione il lavoro merita comunque rispetto per il grande coraggio che i Purple hanno dimostrato (siamo nel 1969) nella realizzazione di un cosi' grosso impegno dall'incognita insidiosa. Se non ricordo male mai prima di allora un gruppo HardRock si e' esibito con una delle piu' grandi e importanti (tutt'ora) orchestre sinfoniche del mondo (bissato nel grandioso remake del 1999). O sbaglio ? Rock
Matocc
Lunedì 8 Novembre 2010, 18.13.59
4
io ce l'ho in DVD... quando ho fatto autografare il libretto a Ian Paice lui l'ha guardato e mi ha detto: "Oh, good!"... è un concerto strano e particolare, un esperimento che verrà più avanti copiato da altri gruppi (Kiss, MetallicA) e come giustamente fatto notare si tratta di un pezzo di storia della musica
Renaz
Lunedì 8 Novembre 2010, 13.09.03
3
ahah
Khaine
Lunedì 8 Novembre 2010, 12.54.45
2
Sante parole. Renato Papa subito!
Zarathustra
Lunedì 8 Novembre 2010, 11.07.02
1
"molte nuove band -come ad esempio i Therion- hanno molto da imparare da questo disco per quanto riguarda la costruzione di un'esecuzione orchestra-compatibile". Questo è vangelo.
INFORMAZIONI
1990
Eagle Rock Ent
Rock/Classica
Tracklist
1. Child In Time
2. First Movement: Moderato-Allegro
3.Second Movement: Andante
4. Third Movement: Vivace-Presto
5. Wring That Neck
Line Up
Jon Lord: keyboards
Ritchie Blackmore: guitar
Ian Gillan: vocals
Roger Glover: bass
Ian Paice: drums
Royal Philharmonic Orchestra, Malcolm Arnold
 
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