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CASEIFICIO LA ROSA - POVIGLIO (RE)

Slayer - Decade Of Aggression
( 8150 letture )
Fotografare con un live album monumentale una prima parte di carriera da antologia, cogliendo la band in un momento di forma straripante ed in azione con i calibri migliori del proprio repertorio: è quanto gli Slayer si propongono di fare, nel 1991, con Decade of Aggression, un ideale testamento spirituale della line-up storica, appena abbandonata -per la seconda volta- dal drummer Dave Lombardo. Un tributo ad un grande ciclo che si conclude, quello che va dal blasfemo proto-thrash di Show No Mercy a quello più intricato ed articolato di Hell Awaits, dalla violenza rapidissima e glacialmente perfetta del devastante Reign In Blood, alle truci melodie e modulazioni sonore di dischi come South Of Heaven e Seasons In The Abyss, che segnarono la completa maturazione stilistica del quartetto di Los Angeles. Uno scrigno di dischi che hanno fatto la storia e la leggenda del thrash estremo e vengono qui sintetizzati in un live sincero, privo di sovraincisioni, nel quale l'act californiano sferra le sue mazzate più letali con la consueta efferatezza. Il lavoro raccoglie le migliori esibizioni registrate durante il Clash of The Titans Tour: nel primo dischetto è impresso lo show tenutesi al Coliseum di Lakeland nel luglio 1991, mentre nel secondo si trovano tracce relative a due date, la prima a Londra (datata 1990) e la seconda in California (San Bernardino, marzo 1991), per un totale di quasi novanta minuti di musica senza compromessi, contenenti autentici pezzi seminali del genere thrash resi con energia straripante e velocità, a tratti, ancor più elevata di quanto era stato su vinile.

L'antologia del massacro s'apre con la famigerata intro di Hell Awaits, titletrack del secondo studio album -che segnò un incredibile passo avanti nell'architettura del songwriting- eseguita in versione tiratissima e con un Tom Araya immediatamente ringhioso nella sua opera di adulazione. L'implacabile assalto ritmico è subito da headbanging: si passa senza sosta alcuna alla leggendaria The Antichrist, col suo riffone al vetriolo e le linee vocali da delirio, che trascinano la folla alla pazzia cerebrale, mentre Kerry King e Jeff Hanneman danno sfoggio immediato delle loro celebri ed incendiarie sezioni soliste che però -come in questo pezzo- sanno talvolta modularsi anche in qualcosa di più 'ragionato'. La tensione resta sempre altissima: come da tradizione, il terzo brano è War Ensamble, annunciato dal primo preludio 'parlato' di Araya ed eseguito superbamente, con una potenza, una carica ed una violenza implacabili, dall'impatto frontale clamoroso; veloce, compatta e sostenuta da riff taglienti come lame imbevute nel veleno, la canzone mostra una corazzata capace di infiammare le platee come pochi altri. Riascoltando questo disco sovverrà più volte la sensazione di trovarsi proprio là, sotto il palco, dinnanzi ai Signori delle Tenebre, e le emozioni che si susseguiranno saranno incontenibili. Si rallenta parzialmente con l'intro sinistra (ed inconfondibile) di South of Heaven, che lascia salire l'adrenalina prima di scatenarsi in un pezzo ancora poderoso, alla faccia di chi -all'uscita del platter di cui è titletrack- storse il naso dinnanzi ad un parziale cambio di stile che, pur sembrando ammorbimento era, in realtà, intelligente evoluzione. Il grugnito di Araya, che per tutto l'arco del disco sarà autore di una prestazione-monstre, esprime al meglio il tipico sound dell'act americano, che si trascina alla quinta traccia con gli inconfondibili rintocchi di batteria che annunciano l'apocalittica Raining Blood, la canzone per eccellenza di questa band: meglio ripararsi la testa, perchè sta per piovere uno dei riff più assassini e splendidi della storia della musica estrema, assieme ad una sassaiola massacrante che scatena definitivamente la violenza del mosphit. È il momento più cruento, perchè senza fermarsi un istante la band esegue con urgenza anche Altar of Sacrifice e Jesus Saves, un fomento crescente che coincide con un brano tra i più discussi (dai perbenisti) ed amati (dai fan), musicalmente terremotante nella sua sfuriata anticlericale. Un trittico spaccaossa teso a omaggiare lo storico masterpiece Reign In Blood: il primo, nel thrash, che godeva di una produzione nitida e tecnicamente priva di sbavature, nonostante l'asticella della brutalità si fosse alzata in maniera esagerata. Capolavoro che, nel 1986, permise alla band di issarsi tra i Quattro Pilastri del thrash; alla fine di queste tre bordate, s'innalza sincero il coro "Slayer! Slayer!" e la pelle d'oca è garantita. A questo punto, i quattro squartatori iniziano ad attingere a piene mani dal recente Seasons In The Abyss, un po' per omaggiare l'ennesimo discone e un po' per dare respiro -eufemismo- alla folla: la terna costituita da Dead Skin Mask, Seasons in The Abyss e Mandatory Suicide concede guizzi di melodia senza pregiudicare l'energia, che torna a fibrillare intensamente con le bordate di Angel Of Death, un'orgia di sangue che folgora definitivamente i neuroni ancora carbonizzabili, un'esecuzione di massa a ritmi incessanti che chiude il primo disco senza far prigionieri.

Si ricomincia con Hallowed Point e Blood Red, altri riferimenti doverosi all'ultima fatica in studio: ben otto sono infatti i pezzi tratti dall'album datato 1990, mentre il secondo piazzato per numero di estratti risulta, ovviamente, Reign In Blood, con cinque brani. Die By The Sword e Black Magic, schegge infernali risalenti al debut, e Captor of Sin, dall'EP Haunting The Chapel, riportano indietro le lancette del tempo e dimostrano l'altissimo potenziale live di cui godono. Gli Slayer le suonano con ancor più crudezza delle originali, senza perdere un solo grammo di feeling, anzi, guadagnando in fascino, eseguite da chi il thrash metal ha pesantemente contribuito a inventarlo. È fondamentale sottolineare la spinta robusta conferita al four pieces dal drummer Dave Lombardo: il tempo dimostrerà come sia un ingranaggio insostituibile nell'economia di questa formazione, senza nulla togliere a chi lo rileverà. La cinica furia che emerge dalla sua performance dietro alle pelli è impressionante e crea, unitamente agli assoli atonali al fulmicotone di King ed Hanneman, una vera macchina da guerra, indelebilmente impressa nei solchi di questo disco. Si torna a note recenti con Born of Fire, Spirit in Black e Expendable Youth nelle quali si pesta, comunque, durissimo: fa quasi sorridere il pensiero che i dischi post-1986 venissero bollati come più leggeri e melodici, e basta riascoltare queste mazzate -intervallate da un altro classicissimo come Postmortem, con le sue scorribande da headbanging, la ritmica da orgasmo, i suoi riff mozzafiato e le improvvise accelerazioni- per accorgersene. I pezzi ottantiani, indubbiamente, restano i più validi, e non ci si potrebbe mai stancare di ascoltarli; chiusura affidata al secondo estratto da Haunting The Chapel, quella Chemical Warfare che ribadisce l'incredibile attaccamento alle proprie radici del popolo di cuoio & metallo. Gli stop'n'go e l'immancabile "Fuck it up!" lasciano sgorgare le ultime stille di adrenalina: il massacro è terminato.

Se volessimo cercare il pelo nell'uovo, punteremmo il dito contro la scelta di attingere poco da un capolavoro come Hell Awaits (solo un pezzo), probabilmente a causa dell'eccessiva lunghezza e complessità delle tracce incise in quel full length; ma almeno una Kill Again non avrebbe sfigurato, magari se preferita ad uno dei tantissimi episodi più recenti. Non ci sono altre 'grandi escluse', anche se Ghost of War, Evil Has no Boundaries o Metal Storm/Face The Slayer, tanto per dirne alcune, avrebbero significato moltissimo per non pochi fans dell'act californiano. Inoltre, nonostante la registrazione sia ottima, forse pecca dal punto di vista dei volumi, che non sono sufficientemente alti da garantire la totale soddisfazione dei thrashers alla ricerca di decibel ribelli. Ad ogni modo, le venti tracce registrate sintetizzano efficacemente la grandissima forza d'urto di questo quartetto brutale e dal sound urgente, che conferma la sua straordinaria bravura anche on the road e si lancia nel proprio futuro dopo aver riccamente celebrato il proprio passato: Decade of Aggression è un live-gioiello, assolutamente immancabile nella collezione di ogni fan del thrash e dell'heavy metal in generale, una preziosissima testimonianza di quello che una band mitologica come gli Slayer è capace di fare; un'antologia 'vera', genuina e verace che rende ancor più completa ed invidiabile una discografia fino a quel momento perfetta.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
68.06 su 61 voti [ VOTA]
zakyzar
Lunedì 31 Luglio 2017, 18.51.27
39
altro che big four..questi sono il big one!!!eccezionali un disco incredibile,un assalto frontale inaudito grandi slayer 95
Newsted Head
Domenica 2 Aprile 2017, 21.05.05
38
Voto lettori imbarazzante comunque...capisco ci sia qualcuno che non abbia digerito la produzione,ma la performance della band in quest'album è incriticabile,bah...
d.r.i.
Mercoledì 19 Ottobre 2016, 14.02.44
37
mmmh mmmh per me numero uno (cit.)
AL
Mercoledì 19 Ottobre 2016, 13.24.27
36
Con live after Death degli iron e alive in athens degli iced earth fa parte della mia top 3 !
Il Marchese Del Grillo
Mercoledì 19 Ottobre 2016, 13.16.48
35
E io quoto Metal Shock! Per tutti quelli che non hanno questo fantastico live....nel reparto musica di una grande catena di librerie praticamente ve lo tirano dietro!!!!😁
Metal Shock
Mercoledì 19 Ottobre 2016, 13.10.00
34
Quoto i commenti sotto, e dico che questo disco live e` uno fra i piu` belli e distruttivi di sempre. Hail Slayer!!!
lisablack
Mercoledì 19 Ottobre 2016, 13.01.38
33
Sono d'accordo con te, anche se per me i Big 4 non hanno senso, il thrash è anche altre band.
MetallaroRosso
Mercoledì 19 Ottobre 2016, 12.26.12
32
onore agli Slayer, l'unica banda tra i big four a mantenere ancora la bandiera del Thrash vero
HERMANN 60
Sabato 4 Giugno 2016, 17.19.24
31
i migliori distanti anni luce dalle altre bands .
Maurone
Lunedì 2 Maggio 2016, 20.53.54
30
Oggi son 3 anni dalla morte di Jeff, R.I.P.
rik bay area thrash
Lunedì 2 Maggio 2016, 19.46.32
29
Immensi ! Araya, King, Lombardo, Hanneman (rip), così voglio ricordare gli SLAYER !!! ....and the hell awaits ....
Macca
Lunedì 20 Aprile 2015, 15.10.02
28
Riascoltato ieri dopo averlo trovato in vinile ad una fiera. Tracklist ottima, loro delle macchine da guerra come sempre e Araya lo preferisco live che in studio. E in dolby 5.1 i decibel ci sono, eccome! Spettacolare.
Alessandro Stella
Venerdì 21 Novembre 2014, 21.36.06
27
Non riesco a dimenticare Araya su The Antichrist assolutamente devastante!
Philosopher3815
Lunedì 28 Luglio 2014, 8.43.39
26
Un altro live da consegnare alla storia,suonare a questi livelli è qualcosa di inumano,cosi' come assistere ad un loro concerto..
Jesus
Mercoledì 15 Maggio 2013, 19.47.20
25
Grande live, concordo in plenum con il recensore sul pelo nell'uovo, e aggiungo la mancanza di un'altra traccia stupenda, criminally insane, che avrei molto apprezzato.. :/ tuttavia amen, voto 95!
Macca
Domenica 24 Febbraio 2013, 18.18.27
24
Fantastico...basterebbe per dargli 100 solo il fatto che racchiude pezzi da No Mercy a Seasons, tutti capolavori. Uno dei migliori live del metal.
manaroth85
Martedì 26 Giugno 2012, 22.55.29
23
capolavoro...peccato non ci sia il dvd...voto 10!!!!!!!!! da paura south of heaven\raining blood\altar of sacrifice\jesus saves
d.r.i.
Mercoledì 7 Marzo 2012, 16.08.53
22
Gran disco, grande scaletta...peccato la registrazione non proprio ottima!
The Nightcomer
Venerdì 25 Novembre 2011, 18.48.52
21
Visti dal vivo a Milano nel 1989 (South of Heaven tour) e nel 1991, all'epoca del servizio di leva. Ricordi indelebili... Concordo con la recensione: qualcosa in più da Hell Awaits (ma anche da South of Heaven) avrebbe reso la scaletta più varia e completa.
SNEITNAM
Lunedì 22 Agosto 2011, 22.28.09
20
Micidiale e fantastico! Esattamente come loro!
MAIDEN 65
Lunedì 8 Agosto 2011, 8.44.05
19
Ottimo live
Lizard
Mercoledì 13 Luglio 2011, 21.14.12
18
Uno dei dieci live album di tutti i tempi. Punto.
AL
Martedì 12 Luglio 2011, 8.45.26
17
@maxslayer: grande! la mia prima volta slayer è stata solo nel '98...
the Thrasher
Lunedì 11 Luglio 2011, 21.58.53
16
@MAXSLAYER: concordo pienamente, l'heavy metal in tutte le sue forme è una vera e propria scelta di vita, una fede da condividere giorno dopo giorno. METAL RULEZ!
MAXSLAYER
Lunedì 11 Luglio 2011, 21.32.21
15
Ragazzi questo e tra i piu grandi live del matal ma scherziamo questo doppio e tra i piu enormi live della storia della musica e i ricordi ancora tra i piu fantastici della mia vita perche ho visto la data dal vivo di questo album a milano e giuro che e un vanto per chi entra con vera pasione in questa scelta di vita perche e piu forte di qualsiasi fede
jeffwaters
Lunedì 11 Luglio 2011, 19.36.30
14
Anche il mio primo album degli Slayer è stato questo, amore a primo udito
forbiddenevil
Lunedì 11 Luglio 2011, 17.08.51
13
@AL .....ottima scelta per iniziare a conoscere gli SLAYER!!
AL
Lunedì 11 Luglio 2011, 16.54.35
12
lo messo in stereo proprio ieri.. da pauraaaa!!! il mio primo album degli slayer!!
alzailcorno93
Domenica 10 Luglio 2011, 22.29.59
11
grandissimo album!!! l'ho visto l'altro giorno nel mio negozio di fiducia a 9.90€ però ero senza soldi....a giorni sarà mio
Radamanthis
Domenica 10 Luglio 2011, 14.16.34
10
Pauroso!
Sbiriguda
Domenica 10 Luglio 2011, 12.46.39
9
Solo una parola: onnipotenza.
Nightblast
Sabato 9 Luglio 2011, 21.09.19
8
Spettacolo!
Flag Of Hate
Sabato 9 Luglio 2011, 21.09.18
7
Il meglio degli Slayer. Personalmente, io avrei trovato un posticino anche per "Spill The Blood", brano che ho sempre amato, ma è un piccolo dettaglio. 90/100
hm is the law
Sabato 9 Luglio 2011, 17.57.56
6
Una bomba! Gli Slayer al top!
Orso
Sabato 9 Luglio 2011, 17.06.14
5
Fantastico, una bomba sonica oltremodo assassina...Il live thrash per antonomasia\m/
Matocc
Sabato 9 Luglio 2011, 15.08.13
4
una botta... ricordo che quando uscì vidi l' LP in vetrina in un negozio della mia città- mai avrei pensato che li avrei visti dal vero e in 3 occasioni (10, 15 e 20 anni dopo!!!!)- e rimasi molto colpito nonostante ai tempi li conoscessi solo per sentito dire, di lì a poco cominciai ad ascoltarli. la setlist è magnifica e in questo doppio live si percepisce tutta la potenza e la furia che la band sprigiona ad ogni nota. magnifico
MyCoven
Sabato 9 Luglio 2011, 12.58.48
3
Un doppio capolavoro......
BILLOROCK fci.
Sabato 9 Luglio 2011, 12.48.33
2
non ce l ho questo cd !! ma vedendo la scaletta e per il fatto di essere un doppio cd, sicuramente dev essere un mezzo capolavoro !!
Metal4ever
Sabato 9 Luglio 2011, 12.23.07
1
Che scalettone!!! uno dei più bei live album che abbia mai sentito!
INFORMAZIONI
1991
Def American Records
Thrash
Tracklist
Disco 1
1. Hell Awaits
2. The Antichrist
3. War Ensemble
4. South of Heaven
5. Raining Blood
6. Altar of Sacrifice
7. Jesus Saves
8. Dead Skin Mask
9. Seasons in the Abyss
10. Mandatory Suicide
11. Angel of Death

Disco 2
1. Hallowed Point
2. Blood Red
3. Die By The Sword
4. Black Magic
5. Captor of Sin
6. Born of Fire
7. Postmortem
8. Spirit in Black
9. Expendable Youth
10. Chemical Warfare
Line Up
Tom Araya (Voce, Basso)
Kerry King (Chitarra)
Jeff Hanneman (Chitarra)
Dave Lombardo (Batteria, Percussioni)
 
RECENSIONI
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