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LEGENDS OF ROCK - # 23 - Thin Lizzy
13/03/2013 (3111 letture)
Lo si dice spesso a sproposito ed in riferimento a gruppi e personaggi che non sempre lo meritano, magari per questioni di revival di un certo periodo che tende poi a mettere un po' tutti sulla stessa linea, artisti di primo piano e mestieranti. La costante sottovalutazione in vita dei Thin Lizzy e di Phil Lynott rispetto ad una gran massa di gruppi coevi non sempre altrettanto meritevoli invece, è un fatto oggettivo, così come la scoperta della loro opera da parte di una certa fascia di ascoltori solo dopo la coverizzazione di Whiskey in the Jar (che era già una cover all'origine, come vedremo) da parte dei Metallica; una triste realtà che dovrebbe far riflettere. Eccovi allora un piccolo, doveroso ricordo della storia di una band che ha stabilito alcuni canoni fondamentali per lo sviluppo dell'heavy metal, nelle forme che avrebbero reso mitici gli anni '80.

TRA BECK E LA FORD T
Il primo nucleo della band viene fondato nel '69 a Dublino da Eric Bell, Eric Wrixon, Phil Lynott e Brian Downey. Inizialmente il gruppo si aggrega intorno alle figure del chitarrista Eric Bell e dell'organista Eric Wrixon -ambedue ex Them- i quali, durante una serata in un pub, decidono di dar vita ad un nuovo gruppo. Alla line-up mancano però due musicisti, la scelta ricade su elementi provenienti dagli Orphanage, ossia il cantante Phil Lynott ed il batterista Brian Downey, i quali pongono come condizioni l'uso di alcune canzoni da loro composte e soprattutto l'utilizzo di Lynott anche come bassista; condizioni accettate. Il neonato progetto musicale venne dapprima battezzato Thin Lizzie, nome derivato da un fumetto ed indirettamente dalla Ford mod. T, mutato di lì a poco in Thin Lizzy. Come spesso accadeva a quei tempi ed in quei luoghi, riescono in breve tempo ad incidere un singolo -The Farmer- che però passa praticamente inosservato. Forti comunque di un contratto firmato con la Decca i Nostri si presentano in studio già orfani di Wrixon per la registrazione di un album che vede la luce nel 1971. Il disco intitolato semplicemente Thin Lizzy presenta un sound tipicamente riferibile al periodo 67/69, ossia un psych-rock blues in debito con la lezione dei Cream, di Hendrix, ma in particolare di Jeff Beck. Il mercato però, non si accorge di loro.

UN WHISKEY DI SUCCESSO
A questo punto il gruppo si sposta a Londra, mecca musicale del tempo, dove fa uscire un EP intitolato New Day, che ancora non ottiene riscontri di vendite rilevanti, per usare un eufemismo. Oggigiorno questo sarebbe largamente sufficiente a troncare i rapporti con la casa discografica, ma all'epoca dei fatti queste erano davvero tali e non era raro che aspettassero che un artista maturasse fino a garantire vendite decenti, investendoci sopra tempo e denaro, talvolta anche per anni. La Decca pertanto, finanzia un nuovo album, Shades of a Blue Orphanage, che esce nel '72 per venire ancora una volta ignorato da tutti, anche per il suo essere fortemente irlandese. Sempre nel 1972 registrano su commissione un L.P. di cover dei Deep Purple intitolato Funky Junction Play a Tribute to Deep Purple, edito poi nel '73 sotto il nome di Funky Junction, in collaborazione con gli Elmer Fudd. La svolta, però, avviene proprio nel 1972 con lo zampino della Decca, autrice di una mossa tanto contestabile dal punto di vista della correttezza, quanto efficace da quello commerciale. Senza curarsi di informare la band, la casa discografica decide di dare alle stampe il singolo Whiskey in the Jar, già cover di un pezzo della tradizione irlandese databile tra la fine del 17° e l'inizio del 18° secolo. I Thin Lizzy rimangono contrariati dall'iniziativa che non rispecchia presso il pubblico il vero sound del gruppo, ma il successo di vendite dell'operazione è notevole, con conseguente esposizione mediatica dei quattro che comprende un passaggio a Top of the Pops, trasmissione che, tanto per dirne una, imporrà qualche anno più tardi i giovanissimi Iron Maiden. Segue Randolph's Tango, singolo originale edito per battere il ferro finché caldo, che però risulta ancora una volta incapace di imporsi sul mercato.

VAGABONDI SENZA PACE
Nel '73 è il turno del nuovo album, Vagabonds of the Western World. Nonostante buone critiche, anche stavolta il successo commerciale non arriva. Gli attriti in seno al gruppo crescono e sfociano nella rinuncia di Eric Bell, complici anche alcuni problemi di salute; i Thin Lizzy sono davanti ad un bivio. La sostituzione di Bell porta in forza al gruppo il 22enne Gary Moore, proveniente dagli Skid Row, band nella quale militò brevemente lo stesso Lynott. La sua permanenza però è breve e si risolve in una serie di concerti e la composizione di alcuni pezzi. Già all'inizio del 1974 ai Thin Lizzy serve un nuovo chitarrista; tanto per non sbagliare ne prendono due: Andy Gee, ex Ellis e John Du Cann, ex-Atomic Rooster, ma è una soluzione temporanea per il tour. Un'altra tegola però è dietro l'angolo, ad abbandonare stavolta è Downey, ma il dimissionario viene convinto in breve tempo a rientrare nei ranghi. Servono chitarristi fissi e pure bravi. La scelta di Downey e Lynott sembra proprio quella giusta: lo statunitense Scott Gorham ed un imberbe Brian Robertson. Con questa formazione la band chiude il '74 pubblicando anche un nuovo album intitolato Nightlife; un altro insuccesso commerciale. Le cose però, stanno per cambiare.

I RAGAZZI SONO TORNATI IN CITTA'
La prima parte del 1975 vede i Thin Lizzy all'opera in tour conquistandosi una certa fama che prescinde dai dischi fin qui pubblicati, ma Fighting centra finalmente il bersaglio, anche a causa della maggiore definizione della personalità HR/HM della band, merito sia del songwriting di Lynott che del lavoro dei due chitarristi, autori di armonizzazioni in anticipo sui tempi. I Thin Lizzy sono maturi a sufficienza per imporsi sul serio. Il 1976 è l'anno di Jailbreak e di The Boys Are Back In Town, un album ed un singolo che finalmente sembrano dare alla band la giusta visibilità nel panorama rock internazionale, sfruttando l'evoluzione e la maturazione delle caratteristiche già evidenziate in Nightlife. La band (ri)parte alla conquista degli USA, ma quando tutto sembra essere finalmente dalla loro parte è un attacco di epatite che colpisce Lynott a limitare fortemente i risultati dei loro sforzi. La malattia, frutto della sua vita privata devastata da alcol e droga, contribuirà negli anni a portarlo alla prematura dipartita. Sempre nel '76 esce Johnny the Fox, ma cominciano anche a manifestarsi i lati meno gestibili del carattere di Robertson. L'album comunque è un buon successo, ma il nuovo tour negli USA viene annullato per l'indisponibilità di Robertson, il quale si ferisce ad una mano durante una rissa al celeberrimo Speakeasy Club, locale frequentato anche da Lemmy, che qui conoscerà Robertson, il quale anni dopo militerà brevemente proprio nei Motorhead. Ovviamente Lynott non prende benissimo la faccenda e Robertson si trova fuori dal gruppo, che nel frattempo ha già richiamato Moore per un nuovo giro negli States con i Queen al termine del quale, però, Moore decide di dedicarsi ai Colosseum II; tutto da rifare. La soluzione? Richiamare Robertson.

TRA L'AMERICA ED IL PUNK
Il '77 saluta l'uscita di Bad Reputation, album "americano" con Tony Visconti in veste di produttore e Gorahm ad occuparsi quasi totalmente del lavoro alle sei corde; buon successo di vendite anche grazie al traino del singolo Dancing in the Moonlight (It's Caught Me in Its Spotlight), tanto bello quanto adatto all'airplay radiofonico. Un nuovo tour è obbligatorio, ma anche utile per registrare quello che si rivelerà come uno dei live-album rock più belli di sempre: Live and Dangerous, che sarà sugli scaffali dei negozi nel 1978. Niente pace per i Thin Lizzy però. Ancora fuori Robertson, ancora dentro Moore. Per Phil Lynott è tempo di battere anche altri sentieri. Comincia a suonare con i The Greedy Bastards, gruppo punk (è il '77) allestito con Steve Jones e Paul Cook dei Sex Pistols più Chris Spedding e Jimmy Bain, poi con Dio, tra gli altri. Altri piccoli progetti paralleli portano Lynott ad affrontare il 1978 portando avanti diverse collaborazioni ed un nuovo tour senza Downey, stanco della vita raminga del musicista. Rientrerà nel '79 per l'incisione del nuovo Black Rose: A Rock Legend, ma a questo punto è necessario aprire una parentesi fondamentale.

ALCOL, DROGA E MATRIMONIO
La dipendenza di Lynott dall'alcol e soprattutto dall'eroina, nata dalla sua difficilissima giovinezza da meticcio abbandonato subito dal padre ed affidato alla nonna dalla madre, il tutto nella bigottissima Dublino degli anni '50, è ormai difficilmente controllabile, ed alla fine lo condurrà alla morte nel giro di pochi anni. La cosa crea parecchi problemi durante la registrazione di Black Rose: A Rock Legend, anche perché nemmeno gli altri si caratterizzavano come modelli comportamentali da consigliare. L'album comunque va bene e Phil ha anche una figlia dalla convivente Caroline Crowther. Nel '79 Moore abbandona ancora e viene brevemente sostituito da Midge Ure, poi noto in tutt'altri ambiti musicali: Visage, Ultravox e come solista (Breathe). La formazione instabile, altri progetti cui Phil lavora, come ad esempio il ritorno dei The Greedy Bastards, il suo album solista Solo in Soho e le già citate condizioni di salute del nostro, sono l'inizio della fine sia dei Thin Lizzy che dello stesso Lynott. Nonostante ciò il 1980 vede l'uscita di Chinatown con Snowy White (ex turnista dal vivo per i Pink Floyd) alla chitarra. Lavoro che ottiene buoni risultati di vendita ed è seguito da un tour di successo e dal matrimonio di Phil con Caroline Crowther. Il 1981 però, non reca buone notizie per la band.

LA FINE DI UN GRUPPO, LA FINE DI UN UOMO
Lynott comincia ad occuparsi del suo secondo lavoro da solista, al quale parteciperà -tra gli altri- anche Mark Knopfler, e contemporaneamente ad un nuovo album dei Thin Lizzy. La N.W.O.B.H.M. è ormai esplosa e il gruppo può sfruttare un sound contiguo al movimento, ed un certo credito frutto del lavoro negli anni, ma stavolta le condizioni di Phil, unite al super-lavoro necessario per agire sui due fronti, producono soltanto confusione ed attriti. L'uscita della raccolta The Adventures of Thin Lizzy non contribuisce a modificare la situazione. Nell'arco di pochi mesi tra l'81 e l'82 escono Renegade dei Thin Lizzy e The Philip Lynott Album di Lynott. Renegade non va bene, per di più in seno al gruppo ognuno cerca di "svicolare" dalle proprie responsabilità compositive, inoltre sia Downey che Gorham sono costretti a fermarsi. Il primo per le conseguenze di un pestaggio, il secondo -tanto per cambiare- per problemi di droga, è non è tutto. Mentre Phil porta in giro il suo album solista, Snowy White getta la spugna; troppi casini nei Thin Lizzy. Il sostituto è John Sykes, già Tygers of Pan Tang. La band riesce a ripartire di buon passo. Thunder and Lightning dell'83 riporta il gruppo all'attenzione generale con un suono pienamente heavy ed un tour di successo. Vengono anche effettuate registrazioni per un successivo album da vivo. Phil va inoltre in tour col moniker The Three Musketeers assieme a Sykes e Downey. La parabola dei Thin Lizzy però, mai pienamente compresa nella prima parte della loro carriera e schiacciata dalle nuove leve metalliche connotate da un sound decisamente più sulfureo, si aggroviglia con quella personale di Lynott, sempre più schiavo della droga e dell'alcol. Dopo la conclusione del tour al Monsters of Rock di Norimberga il gruppo va mestamente incontro allo scioglimento; i Thin Lizzy non esistono più, forse proprio nel momento in cui potevano finalmente raccogliere i frutti del lavoro degli anni precedenti.
Nel 1985 Lynott, dopo il tentativo di continuare con un progetto denominato Grand Slam ed un buon singolo ancora con Moore intitolato Out in the Fields, fa uscire il singolo Nineteen, che però non vende granché. Soprattutto però, il suo consumo di eroina, aumentato ulteriormente dalla delusione provocata dalla fine dei Thin Lizzy, vera ragione di vita per lui, è ormai incotrollabile. La moglie lo ha ormai lasciato portandosi via la figlia, quando non è sotto eroina c'è sempre una bottiglia vicino a Phil. Il giorno di Natale dello stesso anno Lynott viene rinvenuto esanime a causa di una overdose. Dopo un ricovero presso l'ospedale di Salisbury e sempre con la madre al fianco, il fisico devastatissimo lo abbandona; spira il 4 gennaio successivo.

UNA STORIA -POSTUMA- DIVERSA DAL SOLITO
I Thin Lizzy, dopo vari tributi ed uscite talvolta di dubbia utilità, si riuniscono nel 1996 con Skyes, Scott Gorham, Brian Downey e Darren Wharton più Marco Mendoza -già coinvolto in un precedente tour tributo- al basso, il tutto con la "mission" di riproporre la canzoni del gruppo senza comporre nulla di nuovo, andando avanti con varie formazioni fino al 2009. Nel 2010 il lancio di una nuova line-up con Ricky Warwick alla voce. Poteva sembrare la solita ruffianata per ramazzare un po' di soldi sfruttando un moniker celebre con un nuovo album che poco avrebbe avuto del sapore dei vecchi tempi, invece l'annuncio riportato anche qui del cambio del nome in Black Star Riders per rispetto della memoria di Lynott, viene salutata positivamente da addetti ai lavori e semplici appassionati, come evento tanto raro da leggere quanto opportuno. I Thin Lizzy non ritorneranno mai più, come è giusto che sia.

CONSIDERAZIONI SU UN'INGIUSTIZIA
C'è qualcosa che va assolutamente detto a proposito di questo gruppo e riguarda la sua importanza per le influenze sia compositive che esecutive su band fondamentali venute in seguito -quindi su un intero movimento e già a partire dal '74/'75- pur provenendo dal blues e dalla psichedelia, e sul suo essere quasi costantemente sottovalutato dalla gente, quasi sempre sopravanzato nelle preferenze del pubblico da parte della "big thing" di turno. Europe, Metallica, Iron Maiden, Mastodon, Anthrax, Crowbar, sono solo alcuni dei gruppi che molto devono ai Thin Lizzy ed a Phil Lynott, compositore della stragrande maggioranza del materiale della band, in particolare. In generale c'è un senso di amarezza che è legato al nome dei Thin Lizzy. E' forse una costante della storia della musica e della vita quella di essere spesso relegati ai margini pur non meritandolo, quella di non veder riconosciuti nella giusta misura i propri meriti quando si stabiliscono nuove coordinate nell'ambito di un certo settore, e non è certo infrequente vedere uomini mai correttamente ripagati dai propri sforzi, magari con una storia personale già difficile, ripiegarsi su se stessi ed imboccare strade sempre più strette che alla fine schiacciano il viandante che le percorre. Tuttavia, la frequenza con cui si possono leggere certe storie non mitiga l'amarezza che il senso di ingiustizia genera nel lettore che si interessa alle storie stesse. I Thin Lizzy non hanno mai raccolto in proporzione a quanto meritato e Lynott dovrebbe oggi essere un 64enne riverito come un punto di riferimento musicale al pari di Lemmy, invece è morto giovane e solo come l'outsider figlio della working-class, sempre in lotta contro una società ostile, quale egli si dipingeva nei suoi testi. Ma come nessuno dovrebbe lasciare questa terra, in nessun caso. Poco incidono anche i riconoscimenti postumi come la statua eretta in suo onore a Dublino. Forse è solo la vita, ma a certe cose non dovremmo mai abituarci.

DISCOGRAFIA UFFICIALE
Thin Lizzy - 1971
Shades of a Blue Orphanage - 1972
Vagabonds of the Western World - 1973
Nightlife - 1974
Fighting - 1975
Jailbreak - 1976
Johnny the Fox - 1976
Bad Reputation - 1977
Black Rose - A Rock Legend - 1979
Chinatown - 1980
Renegade - 1981
Thunder and Lightning - 1983



Agnostico
Sabato 14 Maggio 2016, 23.59.16
16
Nonostante sia una decade che ci ha regalato dei capolavori irripetivoli,considero Thunder and lighting uno dei massimi capolavori,oltre che testamento artistico del mitico Phil (che ha vissuto la vita a modo suo al massimo fino a implodere su se stesso)
Mulo
Sabato 14 Maggio 2016, 18.54.33
15
Immensi,una band unica!! Phil Lynott era un talento esagerato e se cii fate caso (se conoscete gli U2) Bono lo scimmiotta cantado su quelle tonalità (specialmente nel repertorio U2 anni '80). Aspetto di leggere la recensione di quel super capolavoro di " Thunder and lightning "
Maurizio
Giovedì 21 Marzo 2013, 16.22.32
14
...e per chi non li conosce ed è incuriosito, se volete vedere di cosa erano capaci su Youtube c'è tutto il concerto del Rockpalast con una ottima qualità audio; superbo.
Maurizio
Giovedì 21 Marzo 2013, 14.48.50
13
Sto guardando il video di Sidney 1978 con 100.000 spettatori presenti (gratutamente) e con Gary Moore. Il batterista non è Downey ma il sostituto se la cava degnamente. Resta poco da aggiungere, genio a tonnellate e sregolatezza di contorno per il mio gruppo preferito insieme ai Savatage. Fenomenali; ho visto il concerto al Live di Trezzo con altri 300 fortunati,c'era solo Gorham del blocco originale, ma con gente come Mendoza e Campbell in formazione era goduria unica. Rest in peace Phil, your spirit will go on.. x luci di ferro ,Renegade è sottotono anche se la titletrack e Angel of Death sono superbe, gli altri due sono da avere; Johnny the fox è dieci anni avanti per la sua epoca, e Chinatown è tremendamente sottovalutato, ma splendido.
Vittorio
Venerdì 15 Marzo 2013, 0.04.40
12
Aggiungo: "...e poi ci sono quelli come Phil Lynott, che scrivevano poesie e ci costruivano attorno grandi canzoni" by James Hetfield
Vittorio
Giovedì 14 Marzo 2013, 23.39.03
11
Dico solo questo: grazie mille per questo articolo. I Lizzy, seppure onorati e rispettati, sono troppo poco conosciuti al grande pubblico rispetto ai vari Sabbath e Purple. Eppure, hanno contribuito a formare gran parte del metal melodico attuale.
LUCI DI FERRO
Giovedì 14 Marzo 2013, 22.34.20
10
GRAZIE, The Nightcomer & Raven
Jemini
Giovedì 14 Marzo 2013, 14.11.43
9
una cosa che non ho mai sopportato riguardo ai commenti su thin lizzy e phil lynott è la nauseabonda presenza di incisi del tipo "gli iron maiden hanno preso molto da loro" o "Murray-Smith usano l'armonizzazione così come Robertson e Ghoram". Certo, è vero. Ma non è forse questa una dichiarazione di sottomissione dei PL?! Insomma, non si può ricordare una band spaziale come quella di Phil solo perchè ha permesso ai maiden poi di utlizziare l'armonizzazione! Amo gli Iron, sia ben chiaro, ma i TL credo siano molto di più. Sia per i testi incredibili di Phi sia per la grandezza della musica composta. Heavy metal? sì e no a mio avviso. Personalmente, apprezzo molto di più il periodo prettamente rock (al massimo, ma proprio tirato, hard rock). Dischi come jailbreak e J. the fox a mio avviso non sono heavy. Ok. c'è qualche pezzo qua e là più duro (mi viene in mente Warriors, quinta traccia se non mi ricordo male di Jailbreak), ma la maggioranza di brani sono rock puro (basti pensare a the boys, johhny the fox, don't believe a word, romeo and the lonely girl, ecc) con addirittura qualche ballad (fight or fall) ! Stiamiamo ed amiamo i TL per quello che sono, una grandissima band il cui frontman (che stimo talmente tanto da chiamare Filippo, manco fosse il mio vicino di casa) rappresenta quello che un vero rocker dovrebbe essere. Ciao ragazzi!
ENRI SIXX
Giovedì 14 Marzo 2013, 12.06.01
8
GRANDE GRUPPO E GRANDE PHIL LYNOTT , HO TUTTI GLI ALBUM ORIGINALI E ANCHE I SOLISTI DI PHIL , UN GRUPPO CHE MERITAVA VERAMENTE TANTO DI PIU'
Sambalzalzal
Giovedì 14 Marzo 2013, 11.51.36
7
Bellissimo articolo!!! Grandissima, immensa band che ha lasciato un segno indelebile nella musica. Purtroppo, rispetto ad altri che peraltro gli devono molto, sottovalutatissimi. Spero che la nuova incarnazione della band possa portare alla riscoperta dei vecchi classici ed alla visibilità che meritano!!! Finalmente!
Radamanthis
Giovedì 14 Marzo 2013, 10.31.12
6
I miei complimenti Raven per l'articolo per una band che ha in qualche modo creato la NWOBHM e quelle armonizzazioni che si troveranno nel decennio anni 80 nelle più classiche heavy metal bands. La loro musica che è un pò troppo spesso facilmente classificata come hard n' heavy spazia dal rock al blues passando per il rock psichedelico. Poi nel passare degli anni sempre più prettamente heavy ma senza disdegnare di toccare qua e là il country, il soul, il blues, il folk e addirittura la musica popolare (irlandese naturalmente, essendo loro una band dell'Irlanda...). Una band fondamentale per quello che è il metal di ieri e di oggi, grandi Thin Lizzy! Ricordo quando li ho conosciuti: la cover dei Thin Lizzy fatta dai Gamma Ray del brano Angel of death mi fece letteralmente impazzire e da lì iniziai a documentarmi, ad informarmi ed ascoltare i Thin Lizzy che prima conoscevo solo di nome, ora fortunatamente li conosco anche di fatto!
KENSHIRO ( Hokuto Shinken )
Giovedì 14 Marzo 2013, 10.18.20
5
Band fondamentale della scena rock Britannica ed Euorpea
Raven
Giovedì 14 Marzo 2013, 9.02.15
4
@Lizard: Si, Blacmore diceva che Lynott era l'unico capace di stipare 5 riff nello spazio di 4, se non erro. @Luci: x me JTF. @TN:Lo spero anch'io, lo meritano veramente. IN particolare contestualizzando le loro uscite rispetto agli anni in cui sono state edite.
The Nightcomer
Giovedì 14 Marzo 2013, 8.58.04
3
Bell'articolo, che sintetizza efficacemente la carriera di uno dei gruppi più sottovalutati ed influenti nella scena musicale (tenendo conto particolarmente della produzione rilasciata a partire da metà anni settanta). Spero vivamente che in molti, leggendo queste righe, prenda forma il desiderio di approfondire, non solo per i motivi indissolubilmente legati a considerazioni di carattere storico, bensì soprattutto in rapporto alla qualità della musica presente in gran parte della produzione dei Thin Lizzy. @ LUCI DI FERRO: personalmente ritengo che Johnny The Fox e Chinatown siano tra i migliori albums dei nostri: non esitare ad acquistarli!
LUCI DI FERRO
Giovedì 14 Marzo 2013, 1.27.24
2
@ Lizard, io ho Fighting - 1975 Jailbreak - 1976 Bad Reputation - 1977 Black Rose - A Rock Legend - 1979 Thunder and Lightning - 1983 che secondo me sono dei super capolavori, e anche il live del 1978 Live and Dangerous, per me il miglior live album di sempre. Cosa mi consigli di prendere tra Johnny the Fox - 1976 Chinatown - 1980 Renegade - 1981 sono album alla pari di quelli citati sopra? La domanda la rivolgo a tutti anche a te Raven, grazie anticipatamente.
Lizard
Mercoledì 13 Marzo 2013, 23.57.42
1
Gruppo stupendo, commovente nella sua grandezza sottovalutata e poco capita. La capacità di gestire sempre la doppia identità hard rock e heavy metal, i frequenti salti nel ramo folk, la vena rock pura e libera, i grandi problemi interni, di droga, di personalità. La straordinaria figura di Lynott, una della coppie chitarristiche più belle di tutti i tempi, la grande verdatilità di Dawney alla batteria e un filotto di album incredibili e pieni di vita e di idee... Ricordo che uno dei più accaniti fan di Phil Lynott fu Ritchie Blackmore, uomo notoriamente parco di complimenti. Gruppo da conoscere e amare incondizionatamente.
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Articolo
LEGENDS OF ROCK
# 1 - Jimi Hendrix
 
 
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