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LEGENDS OF ROCK - # 24 - Van Der Graaf Generator, prima parte
06/06/2013 (3489 letture)
I Van Der Graaf Generator rappresentano una delle migliori espressioni prodotte dal movimento progressive anglosassone negli anni settanta. Sono stati fautori di una musica complessa, umbratile e tormentosa in contrapposizione con gli stili più solari e melodici di band contemporanee quali Yes, Gentle Giant e Genesis. Il monicker si ispira al generatore elettrostatico ideato dal fisico americano Robert Van de Graaff e si sono formati nel 1967 all’Università di Manchester su iniziativa del batterista e cantante Chris Judge Smith. Il primo nucleo, oltre a Smith, comprendeva Nick Pearne all’organo Hammond e il talentuoso Peter Hammill alla voce e alla chitarra. Pearne ben presto se ne andò e furono reclutati Hugh Banton alle tastiere, Guy Evans alla batteria e Keith Ellis al basso. Nell’ottobre 1968 venne pubblicato per la Polydor il singolo People You Were Going To/Firebrand (la prima canzone la ritroveremo nell’album di Hammill Nadir's Big Chance del 1975). Smith, relegato ormai ad un mero ruolo secondario –si occupava dei cori e cantava il ritornello in Firebrand-, preferì desistere. Il progetto, tuttavia, non decollò ed il combo si sciolse già alla fine del 1968. L’anno seguente Hammill stava lavorando su un proprio vinile e fu l’occasione per far risorgere i Van Der Graaf Generator anche per volontà della sua casa discografica Mercury Records. Il debut album, anticipato dal singolo Afterwards/Necromancer, uscì nel settembre del 1969 e si intitolava The Aerosol Grey Machine. Comprendeva nove tracce, tutte composte da Peter Hammill (sarà praticamente una consuetudine) eccetto Black Smoke Yen scritta da Banton, Ellis e Evans. Le parti di flauto, per completezza di informazione, sono di Jeff Peach. Si tratta di un lavoro anomalo rispetto a tutta la loro produzione (sotto tale aspetto può essere paragonato a From Genesis To Revelation dei Genesis) che passò inosservato, strutturalmente caotico e immaturo in cui confluiscono sezioni semiacustiche, parti psichedeliche e altre rockeggianti. L’articolazione più complessa di alcune song rispetto, ad esempio, ai due brani citati fanno, però, intravedere le strade avveniristiche che saranno in seguito intraprese. Il disco, poi, a causa di beghe contrattuali fu inizialmente distribuito solo in America dalla Mercury Records e in Germania dalla Fontana Records. In Italia fu reperibile addirittura solo nel 1974 grazie alla Vertigo Records. La line up, intanto, cambia ancora con l’innesto di David Jackson al sassofono e al flauto e di Nic Potter al posto del dimissionario Ellis. Nel febbraio 1970 esce per l’etichetta Charisma Records il secondo vinile The Least We Can Do Is Wave to Each Other, titolo enigmatico preso da un aforisma del pittore neromantico John Minton morto suicida nel 1957, in cui ci si distanzia dalla psichedelia virando sul rock progressivo con influenze jazzistiche e atmosfere cupeggianti. In Italia verrà stampato solo nel 1972. Nel complesso è ancora acerbo con alcune composizioni di rilievo, tra cui l’inquietante Darkness (11,11), la triste ballata Refugees e l’articolata After the Flood.

Nonostante lo scarso successo ottenuto (nelle classifiche di vendita arrivò mestamente alla posizione 47 in madrepatria), i Van Der Graaf Generator iniziarono a destare curiosità per il taglio ostico, aggressivo e ossessivo per quell’epoca della loro musica e per la scelta coraggiosa di sostituire in pratica la chitarra con i fiati. Jackson suonava spesso addirittura due sassofoni contemporaneamente con dei transistor posti sulla cintura e collegati a pick up e amplificatore. Aveva un aspetto davvero stravagante con il suo il basco nero con le spillette d’oro. Altro punto di forza era costituito dall’ugola avvolgente, dolce e nello stesso tempo angosciosa di Hammill da considerare a tutti gli effetti uno strumento aggiuntivo. Robert Fripp si accorse di loro e lo troviamo a suonare la chitarra elettrica nella splendida epicheggiante The Emperor In His War Room contenuta in H to He, Who Am the Only One, terzo full lenght con riferimenti alla fisica moderna sfornato nel dicembre 1970 e distribuito in Italia solo alla fine del 1971. Nic Potter è presente in tre pezzi perché durante le registrazioni lascia la band. Sarà cura di Hugh Banton sostituire il basso utilizzando i pedali dell'organo Hammond. Tra i vari brani da segnalare l’ottima Killer, dall’andamento schizoide -uno dei pezzi più famosi di Hammill e compagni-, la sognante House With No Door e la romantica Lost.

Dopo una tournée insieme ai Genesis e ai Lindisfarne denominata Six Bob Tour (si riferisce al costo esiguo del ticket, solo sei scellini!) , i Van Der Graaf Generator realizzano il loro capolavoro assoluto con il monumentale Pawn Hearts considerato unanimemente uno degli apici dell’intero movimento progressive. L’opera, uscita nell’ottobre 1971, li rese famosi all’inverosimile in Italia al punto che entrerà nella top ten dei dischi più venduti. Concepito in origine come un doppio album, Pawn Hearts si compone di tre articolate suite che con disinvoltura passano da sezioni melodiche ad altre più movimentante, oniriche, dark-gotiche e psichedeliche in un caleidoscopio sonoro complesso e di rara bellezza. Fripp è ancora presente con la sua sei corde in Man-Erg e in A Plague Of Lighthouse Keepers. Anche il singolo Theme One, brano strumentale composto da Sir George Martin negli anni sessanta e presente nella versione americana (era il tema d'apertura e chiusura della BBC Radio 1), ottenne da noi un grande successo. Ascoltare ancora oggi pezzi come Lemmings (Including Cog) è un’esperienza a dir poco estatica.

L’affermazione per certi versi clamorosa dei Van Der Graaf Generator nel nostro paese è senz’altro dovuta al sostegno della rivista Ciao 2001 e della trasmissione radiofonica Per voi giovani, ma il merito maggiore va ascritto a Maurizio Salvadori, il fondatore della Trident Agency. Grazie a lui, infatti, nel 1972 il gruppo sbarcò in Italia per una numerosa serie di indimenticabili concerti divisi in tre tour. Ricorda David Jackson quando arrivò all’aeroporto di Rimini: Vedevo questi ragazzi che sventolavano bandiere e non capivo a chi si rivolgessero. Ci dissero ‘Sono qui per voi, perché siete arrivati in Italia!’...e noi non riuscivamo a crederci.. Queste le riflessioni di Hugh Banton: ’Fummo presi completamente di sorpresa. A Milano facemmo due concerti nello stesso giorno, ma non potemmo lasciare il teatro tra un concerto e l’altro, perché tutto intorno stava succedendo un casino’. Memorabile fu lo show tenutosi nella Capitale a Villa Pamphili il 26 maggio 1972 (prezzo del biglietto 300 lire!), altri tempi e altra cultura musicale! Fu proprio durante le date italiane che il generatore iniziò ad avere problemi. I musicisti erano tesi, spesso litigavano tra di loro anche per futili motivi ed economicamente le cose non andavano bene. Così al ritorno in Inghilterra accadde l’imprevedibile e il gruppo si sciolse per la seconda volta. Sembrerebbe assurdo, ma la causa reale va ricercata nell’enorme stress accumulato durante gli show italiani e nel fatto di trovarsi totalmente impreparati ad essere considerati solo qui da noi delle autentiche star da venerare come Dei. Tutto ciò visto in un’ottica attuale ha dell’inverosimile.



matteo d'errico
Giovedì 7 Aprile 2016, 0.31.46
38
Il 3° album conferma l'originalità e la spinta a sperimentare del gruppo. Incuranti del ridotto successo commerciale , legato all'effetto un pò a " carta vetrata ", tirano dritto per la loro strada per regalare a chi sa apprezzare: voli pindarici,audaci cambi di ritmio e puntate verso l'ignoto a tipo free jazz. Andare in alto per scoprire quando arrivano le vertigini. Ma...senza dimenticare pezzi come House with no door ,da iscrivere tra gli slow di primo livello. Tutti i grandi gruppi cesellavano di tanto in tanto pezzi simili, coinvolgenti e trascinanti ,addirittura ballabili. Come usavamo negli anni '70. Se uno slow era buono, lo era anche per la scaletta dei ballabili. Era firmato da scate- nati rockers ? meglio ! Sbagliavamo a fruire di grandi musicisti anche per i lenti ? Al contrario : li gratificavamo. Stavano affilando le armi e il pentagramma per l'expolit successivo? Credo di si. Era in gestazione il boom di Pawn Hearts, tanto straordinario da andare al n.1 anche in Italia. Una maiuscola dimostrazione di sensibilità del pubblico italico . Voto 92
Le Marquis de Fremont
Venerdì 21 Giugno 2013, 20.19.44
37
Parte seconda del commento: l'environment. E' vero, lo sapevamo noi in Francia e vi invidiavamo. In Italia in quel periodo c'erano i concerti delle migliori band progressive e lo stesso movimento prog Italiano era fatto di grandissime band e di grandi album. Con Monsieur Raven ne ho parlato spesso in questi post e ci sono almeno una quarantina di band, inclusi i nomi "famosi" citati, che meritano di essere approfondite. Qualcuno, per esempio ascolti i Saint Just (sono di Napoli) e anche il loro ultimo Prog Explosion, del 2011, se non erro. Una cultura dilagante, concerti pieni e spesso gratuiti. Venivamo apposta da Parigi o da Amboise per sentirli. Poi sono arrivate le TV di Berlusconi con addirittura la "culturale" RAI che copiava i programmi di Berlusconi e questo ha rimbambito gli Italiani. "Vai a casa in tutta fretta, c'è il biscione che ti aspetta...". E giù Festivalbar, stacchetti veline, quiz e show e questo è il risultato. Molti non sanno neanche che alcune band mitiche del prog Italiano siano mai esistite. Ma addirittura Gino Castaldo, su Repubblica online qualche giorno fa, si meravigliava che pochi conoscono i Lacuna Coil! Qualcuno ha mai visto i Lacuna Coil sulla TV generalista? Speriamo che il metal Italiano che, come allora, è un prodotto di cultura sopra al comune e poco commerciale, non faccia la stessa fine. Comunque onore sempre, ai grandissimi Van der Graaf Generator.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 21 Giugno 2013, 20.00.32
36
Wow! Per un pelo mi perdevo questo articolo e ci sono arrivato dalla seconda parte... Sono in assoluto il mio gruppo preferito di sempre, soprattutto quello de periodo descritto qui. Anche perché in quel periodo avrò visto, tra Francia e Italia almeno trenta concerti dei VDGG. Ho anche presentato il testo di House with No Door in Inglese e Francese nella mia composizione letteraria (che voi chiamate "tema") all'esame finale del liceo dove studiavo a Parigi, lasciando esterefatti i professori (soprattutto quello di Inglese) che non conoscevano questo gotico e profondo poeta Inglese e niente di lui si trovava nel Le Figarò Littéraire... Sono sempre presenti nelle mie playlist e proprio la scorsa settimana ascoltavo Pawn Hearts, una musica immortale e di emozioni profonde. Molti gruppi metal, a mio avviso, hanno tratto qualcosa, dal modo di cantare di Hammill, dai contenuti dei suoi testi, dalla cupa disperazione e follia lucida delle sue canzoni. Anche in Francia hanno avuto grande successo. Hammill era spesso a Parigi. Solo quando sono andato a studiare a Cambridge, mi sono accorto che in UK pochissimi li conoscevano. Forse perché, come ha detto Monsieur JTG al commento 9. loro sapevano cogliere essenzialmente tutto il dramma esistenziale che in fondo esiste in chi si guarda dentro. Band assolutamente immensa.
Sambalzalzal
Venerdì 14 Giugno 2013, 10.14.00
35
hm is the law@ è vero, però penso sia anche vero che magari in una scena dove tutto è appiattito dalle leggi discografiche magari (e ne sono certo) chi rifiuta quelle regole potrebbe venire fuori con qualcosa che se non è proprio "nuovo" perlomeno è suonato con il cuore... a proposito di personaggi che hanno suonato con il cuore fregandosene delle leggi di mercato... conosci Sixto Rodríguez, conosciuto anche come Sugar Man? Spero in futuro possiate parlare di questo grandissimo personaggio su metallized!
Mrs.Sands
Venerdì 14 Giugno 2013, 9.44.19
34
Glisso sulla polemica,comunque,Fabio sono pienamente d'accordo con te in quanto alla qualità,di elevato livello tra l'altro,di gran parte dei musicisti contemporanei. Anche Anderson non ha tutti i torti,forse è stato detto tutto,ma per fortuna si può ascoltare ancora dell'ottima musica post anni '70,sopratutto nel panorama progressive
hm is the law
Giovedì 13 Giugno 2013, 9.46.11
33
La verità è che in quei tempi l'artista si poteva esprimere liberamente, mentre oggi le case discografiche intervengono pesantemente con correttivi tesi ad evitare il rischio di mancate vendite. In sostanza i musicisti contemporanei non sono inferiori qualitativamente a quelli degli anni 70 è che non sono completamente liberi di esprimersi come vorrebbero ed hanno scarsi margini per inserire elementi innovativi visto che, come ha avuto modo di dire Anderson dei Jethrto Tull in una recente intervista, "nella musica è stato detto tutto".
Sambalzalzal
Mercoledì 12 Giugno 2013, 20.51.53
32
Sono d'accordo con quelle parole al 100%. Sta proprio in questo la differenza tra "ieri" ed oggi, raffamina@ ma guai a dirlo...
raffamina
Mercoledì 12 Giugno 2013, 19.07.43
31
Per combinazione,oggi , su FB, la pagina di Pistoia Blues, posta un a foto di Peter Hammill, riportando una sua dichiarazione, questa che segue: "La musica è espressione , auto esame.E' espressione artistica, aiuta l'individuo a conoscersi, a scavare dentro se stesso. Sicuramente, in passato, una maggiore sperimentazione era permessa e richiesta da musicisti e dal pubblico. La musica, a quei tempi, aveva un significato del tutto diverso , era posseduta dal pubblico, piuttosto che essere un arredamento della loro vita." Spietato e sincero, come sempre
Sambalzalzal
Mercoledì 12 Giugno 2013, 9.15.51
30
è per pochi, raffamina@ è per pochi la ricerca a ritroso di cui parliamo. specie di questi tempi dove appunto gli animi sono stati piegati agli standards imposti. ma comunque si va avanti come si può e molte volte indietro quando uno non ne può più e vuole una boccata d'aria fresca
raffamina
Mercoledì 12 Giugno 2013, 2.21.58
29
Sambalzalzal ...nostalgia...anche...qualche volta, passaggio del testimone..attraverso cose apparentemente minimaliste, come i vinili dello zio, se non del padre o del nonno...parlo al maschile, perchè , in genere, e sempre per questioni di cultura e costume, le mamme o le nonne prog, sono minoritarie, come minoritaria ne è la presenza ai concerti, ad esempio dei VDGG....la saturazione di tanta musica confezionata, propinata, consumata predigerita, porta qualche animo sensibile a cercare o a prestare l'orecchio a quello che magari, in famiglia, si ascolta ancora...poi esiste un'attualità del prog, come esistono tante altre cose valide di tutt'altro genere, nella musica attuale...importante è avere gli strumenti per poterle riconoscere e riconoscersi in esse, se questo è ancora un parametro che interessa, beninteso...la musica può anche trasformarsi in altro, in altro modo da viverla, fruirla, ma il discorso porta lontano ...
Mrs.Sands
Martedì 11 Giugno 2013, 16.44.53
28
Bene ! Grazie a te Fabio!
hm is the law
Domenica 9 Giugno 2013, 13.02.36
27
@ Mrs.Sands: grazie! Presto troverai la seconda parte
Sambalzalzal
Domenica 9 Giugno 2013, 11.31.24
26
raffamina@ bell'intervento e sono d'accordo con te. Il disagio sociale va di pari passo con il degrado artistico. Chiudi poi con una frase che si riaggancia un po' con la polemica sul fattore "nostalgia" che a detta di molti ha "rovinato" la scena musicale... senza i "nostalgici" io credo che oggi come oggi la situazione potenzialmente sarebbe ancora più disperata...
Mrs.Sands
Domenica 9 Giugno 2013, 2.20.03
25
"Generatori" di capolavori del progressive: deliranti,strazianti,eleganti e sorprendenti!! Grandi e raffinati musicisti..Hammil immenso!! Grazie Fabio,questo tuo articolo è un regalo per noi che li amiamo..A quando la seconda parte?? ...waiting...
raffamina
Sabato 8 Giugno 2013, 17.06.40
24
Mah,forse siamo messi male un pò da tutte le parti..Hammill, tempo fa, ha pubblicamente dichiarato che le opportunità avute da loro,di poter incidere dischi agli esordi, ecc, oggi non sono più fattibili. Il mondo musicale è cambiato ,come è cambiato il mondo in generale. E quello fu un periodo di grande creatività e di ricezione.In Italia, concorsero al declino diversi fattori:i disordini e le aggressioni durante i concerti dalla metà degli anni 70 che fecero scappare i gruppi stranieri per un pò, il clima degli anni di piombo e degli attentati,le nuove musiche imposte dai mass media, e un sempre più diverso modus operandi dell'industria discografica. E poi un Paese che immette così poca cultura musicale nelle scuole dell'obbligo e ancor prima, fa presto a perdere dei colpi nella materia. Nonostante tutto ciò, gli affezionati non hanno dimenticato
Sambalzalzal
Sabato 8 Giugno 2013, 17.04.48
23
si,hm is the law@ questa è la vera cosa incomprensibile perché appunto non si parla di "canzonette"... per me si spiega con un rincoglionimento totale magari è scontata come spiegazione ma penso efficace! battute a parte... se la situazione non fosse peggiorata oggi avremmo a che fare con una nazione non certo prona a teatrini patetici quali amici ed x factor e non in crisi con il mercato musicale (neanche con quello monetario ma questo è un altro discorso.....). Cazzo che darei per tornare indietro e vivere il fermento di quegli anni! Intanto nei prox giorni vedrò di prendere questi albums!
hm is the law
Sabato 8 Giugno 2013, 16.37.56
22
Consiideriamo oltretutto chia siamo al cospetto di una musica colta e complessa sia sotto il profilo lirico che prettamente musicale per cui soiegarsi il crollo verticale accaduto in Italia è anche più difficile.
Sambalzalzal
Sabato 8 Giugno 2013, 16.24.50
21
hm is the law@ purtroppo causa età non sono riuscito a gustarmi quel tipo di scena la anche se tramite i racconti di mia sorella (tutt'ora in fissa con i genesis) un'idea di come andavano le cose me la sono fatta. Così anche tramite articoli tipo questo qui su metallized... solitamente uno pensa che col tempo le persone acquistino tramite esperienza una mentalità più aperta... in Italia chissà come mai è successo l'esatto contrario...
Raven
Sabato 8 Giugno 2013, 16.12.50
20
Purtroppo non posso che quotare Cmq se si parla con qualunque musicista prog straniero di un grande gruppo, vi confermerà il ruolo dell'Italia nell'imporre i gruppi stranieri e la grandissima qualità delle nostre band, da sempre le più varie ed intellettuali. I VDGG comq fondamentali in tutti i sensi.
hm is the law
Sabato 8 Giugno 2013, 16.09.16
19
@ Sambalzalzal: l'Italia all'epoca sostenne non solo i VDGG, ma anche altri gruppi progressive inglesi quali Genesis e Gentle Giant che nella madre patria stentavano. Non solo ma qui da noi il movimento progressive era florido con band tipo PFM, Banco, Orme e Area stimatissime all'estero. Già sembra di stare a parlare non tanto di un'altra nazione quanto di un pianeta sconosciuto a tutti.
Sambalzalzal
Sabato 8 Giugno 2013, 15.57.58
18
Non li conosco benissimo ma dopo aver letto questo articolo mi è venuta voglia di approfondire. Del concerto a Rm ne avevo sentito parlare... veramente inverosimile raven@ sembra di parlare di un'altra nazione...
Andy '71
Sabato 8 Giugno 2013, 10.32.01
17
Band ostica,ma una volta entrati nel loro mood non se ne esce più....Richiedono ripetuti ascolti e poi.......Che il viaggio inizi!Essenziali!
Raven
Sabato 8 Giugno 2013, 8.30.41
16
Fondamentali per inquadrare la storia di un certo periodo. La chiusura del pezzo conferma per l'ennesima volta il ruolo chiave dell'Italia nel consacrare una intera scena a livello mondiale.
raffamina
Sabato 8 Giugno 2013, 1.06.29
15
per chi non li ha mai sentiti...non sono facili da digerire, anche perchè non hanno mai indugiato su compiacimenti stilistici, perseguendo, invece percorsi di ricerca e di rigore, anche a scapito della popolarità(e dei contratti). Tant'è vero che Hammill si produce da solo da anni...la produzione da solista è sterminata,ed i testi possono definirsi opere di poesia(nel 2005 partecipò al Festival Internazionale di poesia a Genova) e scatole cinesi al tempo stesso,disseminati di doppi e tripli significati, rompicapi per i traduttori...comunque, vale la pena, salire"sulla nave dei folli", tanto per parafrasare, e farsi un giro...
Delirious Nomad
Venerdì 7 Giugno 2013, 21.36.10
14
@dri: parti con H To He Who Am The Only One e poi passa al più ostico Pawn Hearts... Come prima canzone ovviamente ti consiglio Killer .
ayreon
Venerdì 7 Giugno 2013, 19.53.08
13
consigliatissimo dell'ultimo periodo con Hammill anche "Still life"e il doppio live "Vital",per la cronaca mi sembra siano live a Pistoia blues a luglio
Ubik
Venerdì 7 Giugno 2013, 18.25.09
12
Killer è una delle canzoni più belle del prog e Pawn hearts è un capolavorone,
ayreon
Venerdì 7 Giugno 2013, 15.30.27
11
gran bell'articolo per una band oltre ogni limite che ha sempre rifiutato soluzioni commerciali,grandiosi,Hammill è un genio assoluto,"pawn hearts"uno dei più bei dischi prog di sempre
Delirious Nomad
Venerdì 7 Giugno 2013, 15.04.59
10
"So you live at the bottom of the sea and you kill everything that comes near youu" ... Geniali, un inchino.
Jimi The Ghost
Venerdì 7 Giugno 2013, 12.16.49
9
I VDGG sono i "veri" rappresentanti del lato psichico più esistenziale, profonda e razionalmente drammatica della musica progressive. Gli altri sognavano tra finzioni e merletti, e contorni leggiadri, loro sentivano tutto il dramma dell''esistenza. Bravo Fabio. Jimi TG
Gabriel
Venerdì 7 Giugno 2013, 12.11.34
8
ah dimenticavo: peter hammill è una delle voci più incredibili degli ultimi 50 anni.
Gabriel
Venerdì 7 Giugno 2013, 12.08.20
7
fan del prog-metal lasciate perdere, questa non è roba per voi.
Ocean (fu Zarathustra)
Venerdì 7 Giugno 2013, 11.23.29
6
Ignoravo completamente l'episodio italico, pur conoscendo e apprezzando i dischi dei VdGG. Attendo la seconda parte perché sul periodo tra le due reunion so pochissimo.
d.r.i.
Venerdì 7 Giugno 2013, 11.20.37
5
Sentiti solo nominare. Vorrei un consiglio su cosa ascoltare per iniziarmi a questo gruppo! Grazie
Radamanthis
Venerdì 7 Giugno 2013, 10.44.40
4
Ahah HM is the law...
il vichingo
Venerdì 7 Giugno 2013, 10.37.24
3
Leggenda e Pawn Hearts è uno dei migliori dischi di sempre, qualsiasi altro commento è superfluo.
hm is the law
Venerdì 7 Giugno 2013, 10.08.11
2
@ Radamanthisei una pagina bianca su cui scrivere
Radamanthis
Venerdì 7 Giugno 2013, 10.00.37
1
Sarò sincero: mai sentiti nominare....mi sento ignorante!
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