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DONNE ROCCIOSE - # 10 - Morgana
27/11/2013 (3748 letture)
Non sempre è necessario guardare lontano per riscontrare la presenza di certe figure. A volte, infatti, basta rivolgere lo sguardo in casa propria per imbattersi in donne che poco hanno da invidiare a colleghe le quali, spesso, hanno dalla loro soltanto un "sistema Paese" più in grado di imporle all'attenzione generale. Quando la donna in questione può anche offrire una storia che supera il discorso prettamente musicale e la rende intrigante come persona in sé, allora vale davvero la pena di interessarsene. Il nome che risponde all'identikit appena tracciato è quello di Roberta "Morgana" Delaude.

DA RITA PAVONE A TED NUGENT
Come tutte le persone appartenenti alla generazione che rappresento, anche Morgana è figlia degli anni di piombo. Se poi si ha la ventura di nascere a Torino e di essere figlia di un impiegato FIAT, il quadro è completo. La bambina cresce ascoltando i discorsi dei genitori, relativi alla situazione a dir poco elettrica che si viveva, dalla propria stanzetta, dopo che questi avevano messo a letto lei e la sorella e con una passione irrefrenabile per la musica, ereditata proprio da loro. Nella sua casa sulle colline torinesi sono The Platters, The Beatles, Rita Pavone, ma anche il cantautore dialettale Roberto Balocco a tenerle compagnia. Come tante ragazze, specialmente in anni in cui la percezione femminile del sé era diversa, vive male la propria condizione fisica che già ad undici anni la rende apparentemente più grande di quel che è. Il carattere è introverso, poco incline a condividere qualcosa con -cito- "ragazzine stupide e ragazzini con i loro baffetti da topo, imbarazzanti". Una prima svolta che avrà un ruolo nelle sue scelte future, avviene nel modo apparentemente più improbabile: un regalo per la sua prima comunione. Oggi può essere difficile da capire, ma ricevere in quegli anni un registratore a cassetta è forse paragonabile all'impatto del primo cellulare nella vita di una ragazzina moderna. Seppur in un modo completamente differente, anche quello era un mezzo espressivo, una connessione con un mondo altrimenti irraggiungibile, seppur limitato al proprio privato ed a quelle poche persone che si coinvolgevano direttamente nel suo uso. Per Roberta è l'occasione per dare finalmente sfogo alla propria interiorità, all'impulso irrefrenabile ad estrinsecare ciò che premeva da dentro. Registra la propria voce, trovandola però orrenda. Un timbro oscuro, cavernoso, non troppo femminile, ma niente è in grado di ostacolare una vera passione. Anche se non è per nulla canonica, quella voce ha davanti tanti, tanti anni per esprimersi. La seconda svolta è comune ad almeno il 90% di noi: il classico cugino (o fratello, o amico, a seconda dei casi) che le fa ascoltare Deep Purple, Van Der Graaf Generator, The Doors, Traffic, Pink Floyd, Rolling Stones e Ted Nugent. È proprio quest'ultimo a colpirla in particolare, anche per questioni fisiche e, come dice lei, questo costituisce già una netta differenza con le ragazzine odierne che, nella maggior parte dei casi, prendono la prima cotta per qualche boy band come gli One Direction o la prossima great pop swindle.

MAMMA, POSSO FARE LA METAL QUEEN?
L'incontro col rock di un certo tipo, cambia la sua prospettiva sulla musica e sulla vita. Roberta non tarda ad arrivare a calibri pesanti come i Motorhead ed a scoprire punti fermi come i Kiss. Dopo aver investito a tale scopo la sua paghetta, infatti, fanno il loro trionfale ingresso in casa Overkill e Dynasty. La ragazza è giovane, ma non è tipo da restare con le tonsille in mano (immagine orrenda, non per nulla l'ho evocata io) e nel 1983 decide che è ora di rompere gli indugi: voce poco femminile o meno, la sua vita deve essere dedicata al canto di quella musica strana. Altri tempi: per mettere su una band deve prima chiedere il permesso ai genitori di poter pubblicare un annuncio su un periodico di avvisi economici -e ricordo che parliamo di giornali cartacei, siamo nell'era pre-computer, pre-internet, pre-Minetti, etc.- al fine di cercare musicisti che la vogliano assecondare. A rispondere è Attilio Scalabrini, un personaggio che inciderà sul resto della sua vita. La differenza di età tra i due è notevole, ma la coppia artistica funziona ed i genitori approvano, ma ad una condizione: la ragazza è troppo innocente e piccina per andare in giro a provare in locali o cantine di dubbia fama. Se prove devono essere, saranno a casa o niente. Dopo aver requisito la mansarda dove dorme la sorella ed averla costretta ad accamparsi nello studio del padre, la sala prove è pronta, basta riempirla di ampli, effetti, piatti, tom e quant'altro; nascono così i Damnath.

UNA CANTANTE NUDA ED UNA MELA DA INFERMERIA
L'esordio al microfono per la giovine Delaude è reso decisamente soft dalle rassicuranti parole del suo bassista, il quale, per metterla a suo agio, le dice:

Sul palco tu sei nuda. Noi abbiamo uno strumento dietro al quale nasconderci, tu no. Tu sei nuda.

Il debutto dal vivo avviene al Dottor Sax di Torino. Sala piena e pubblico largamente più anziano di lei. Il terrore è tanto, ma il vocione della ragazzina ed i capelli rossi dietro ai quali si nasconde riescono ad ottenere l'approvazione della gente. A questo seguono molti altri concerti, finché, nel 1984, dall'incontro con Tony Lionetti e Fabrizio Francese nasce uno dei gruppi più ricordati dai vecchi rockers della nostra penisola, i Jester Beast. Un gruppo moderno, connotato da sonorità molto più violente della media nazionale e con l'atout di una ragazza dietro al microfono. La cantina dove provano dalle parti del Rondò della Forca (incrocio tra corso Regina Margherita, corso principe Eugenio e corso Valdocco, dove fino al 1863 venivano eseguite le condanne a morte per pubblica impiccagione) diventa un centro di produzione musicale pesante, cattiva, ed i loro concerti eventi seguiti da una massa di giovani torinesi come oggi non è probabilmente più possibile vedere. Roberta ci mette del suo, oltre alla voce aggiunge un'immagine che prevede dal vivo un vestito strappato e bruciacchiato, tutto avvolto da tulle nero e lei che calca il palco recando un mazzo di fiori ormai marciti di quelli usati per i funerali, con tanto di fiocco viola per le condoglianze ai parenti. Il tutto crea una miscela esplosiva che in quegli anni ingenui è largamente sufficiente, assieme al fatto che la band effettivamente "spacca", beninteso, a creare una piccola leggenda metallica. Le strade, però, sono destinate a dividersi, i Jester Beast diventano sempre più musicalmente radicali, lei è interessata a strade più black, nell'accezione del tempo; con la sua fuoriuscita e quella di Fabrizio Francese nasce un'altra band che molti ricordano, gli Hurtful Witch, i quali, col demo Spectra, creano un altro piccolo, grande caso musicale. Nel 1986 il gruppo viene selezionato per fare da spalla ai Saxon, cosa che crea parecchia invidia nei loro confronti, culminata con un'aperta contestazione durante lo show con tanto di striscioni di insulti preparati contro di lei, orchestrata da alcuni degli esclusi. Biff, però, li (la) apprezza molto e segue l'esibizione seduto su un fly case nel backstage, continuando ad incitarla. I Saxon chiedono loro di seguirli in altre date italiane, ma Roberta va ancora al liceo e rifiuta. Ciò che accade il lunedì seguente serve a chiarire ancora il caratterino della donna della quale stiamo parlando. A scuola sente un ragazzo che la sfotte in cortile. Sale al secondo piano e prende la sua merenda, una bella mela (altri tempi, ve l'ho detto), ne mangia un pezzo e col resto centra in pieno il malcapitato. Finiranno rispettivamente dal direttore ed in infermeria.

MORGANA E LA VITA
Il destino le riserva una brutta botta, Attilio Scalabrini, la persona che l'aveva di fatto introdotta nel mondo della musica, rappresentando un punto di riferimento che andava ben oltre quello, muore vittima di un incidente stradale, se così si può definire. Il conducente del mezzo è ubriaco e lo travolge davanti alla figlia. Lei non va alla cerimonia funebre, perché se non vai al funerale di qualcuno -pensa- questo non è morto. Può sembrare un atteggiamento strano, per qualcuno forse incomprensibile o addirittura infantile, ma dietro quell'atteggiamento aggressivo e quella voce decisa c'è una donna che, forse, usa corazzarsi per mascherare la fragilità e l'insicurezza, come molti, moltissimi di noi. Qualcosa è cambiato, Roberta scioglie gli Hurtful Witch; la ragazza, intanto, è diventata donna. Intrattiene una relazione col manager di una grossa band, ma la cosa non funziona per divergenze di vedute sulla vita. Basta indugi, adesso tocca a lei esporsi in prima persona, tocca a Morgana. Nel 1987 esce il demo Welcome in the Dark, ottenendo ottimi responsi, seguito da un EP che ne ottiene ancor di più. La cosa rimane comunque più un fenomeno sui giornali e le fanzines, ma frutta pochi live, anche a causa di una band che non la sostiene come necessario. Arriva però un contratto con una label tedesca, la GAMA, piccola, ma con la major BMG Ariola alle spalle; sembra la svolta definitiva, invece...

UN ALBUM DI INEDITI EDITI
I tedeschi hanno idee singolari per la testa. Trasformare una potenziale stella del metal in una scialba cantante pop seminuda come oggi vediamo creare ogni dodici minuti netti, ma che all'epoca era decisamente meno frequente. La risposta di Morgana è un secco no e, conoscendola, non fatico affatto a pensare a qualche espressione colorita a supporto di quel diniego. L'etichetta cerca di rescindere il contratto, generando un causa legale che, alla fine, frutta un album che, però, oltre a presentare sonorità AOR di compromesso, ha un difetto di fondo: è fatto di brani già editi da altri, per la precisione Veto ed High Tension, gruppi appartenenti al roster della label. In pratica l'etichetta cerca di truffarla, ma lei, quando si rende conto della situazione, blocca l'uscita del disco che, dopo circa vent'anni, verrà edito dal chitarrista degli High Tension, Armin Weisshaar, senza alcun permesso, col titolo Two Faces e totalmente disconosciuto dalla cantante. La delusione di perdere tutto, per di più in questo modo, quando riteneva di essere ad un passo dalla realizzazione del sogno ed averci anche investito dei bei quattrini, è troppo grande e la donna non è corazzata come sembra, ma un essere umano con un suo limite di sopportazione, ancora una volta, come tutti noi. Morgana rientra in Italia e decide di mollare tutto. Prende tutto ciò che rappresenta il passato -ritagli di giornali, recensioni, lettere e quant'altro- e brucia tutto nel camino; Morgana non esiste più. Una piccola, particolare parentesi solo nel 1994, quando decide di prestare la voce per un curioso esperimento di crossover tra dance e metal (!), ottenendo un buon successo in mezza Europa. A chi la accusa di tradimento risponde semplicemente:

La fede la tradisce chi fa dischi metal di merda, non io.

TRE ANNI DI "PAZZZIA"
La sua vita cambia completamente. Un lavoro normale, poi si sposa, classicamente con un uomo col carattere opposto al suo e, nel 2011, si separa. Nel mezzo un periodo difficile, con importanti problemi personali dei quali sono a conoscenza, ma che non mi pare il caso di rendere pubblici in questa sede, nonostante il beneplacito dell'interessata. Ancora una volta trova la forza di uscirne fuori da sola, come sempre. Intanto viene contattata da Gianni Della Cioppa per fare in modo di pubblicare Three Years of Maddeess (quello con l'errore nel titolo) che doveva originariamente vedere la luce nell'89. L'uscita di questa antologia fa scattare nuovamente qualcosa in lei, perché la passione puoi comprimerla, soffocarla, calpestarla, ignorarla, offenderla, ma lei aspetta, sonnecchia, cova e inesorabilmente, prima o poi torna a bruciare. Le nuove interviste ed i relativi feedback le dimostrano che Morgana non è stata mai dimenticata. Complice anche una relazione che, in qualche modo, la restituisce ad una certa dimensione pur esaurendosi, si affaccia alla vita in maniera nuova e, nel 2010, incontra Tommy Talamanca. Quella che era nata come collaborazione estemporanea diventa un sodalizio artistico continuativo, che sfocia, dopo un periodo di litigi, di tensioni artistiche, di dubbi, ripensamenti, nella pubblicazione di Rose of Jericho, il cui titolo è il manifesto stesso di una vita. La rosa di Gerico, altrimenti detta "pianta della resurrezione", è caparbia, paziente, stoica. Può trascorrere fino a cinquant'anni mostrando uno stato di morte apparente, ma irrorandola con una semplice goccia d'acqua può essere restituita alla vita e, come dice Morgana:

Io sono la rosa, la musica la mia acqua. Inizialmente credi che basti risorgere dagli inferi per riprenderti la corona, ma vent'anni sono tanti, troppi e devi ripartire da zero. Devi inginocchiarti davanti alla musica che hai tradito per orgoglio e presunzione, devi chiederle perdono e per questo ci vuole tempo.

Il 21 Gennaio del 2012 il ritorno su un palco per un concerto dal vivo, l'enorme tensione, la paura di non farcela, la vicinanza di un collega/amico comune che, talvolta, abbiamo anche incontrato sulle nostre pagine in occasioni di recensioni e live report (che non cito perché, proverbialmente schivo, potrebbe non aver piacere di esserlo), ed infine il riconsegnarsi al pubblico, come se il tempo non significasse nulla, proprio come una rosa di Gerico, perché:

Cantare è come fare l'amore, il cervello si spegne obbediente al cuore che accelera di un rumore discreto che non distrae e non disturba.
Cantare è come fare l'amore e nessuno sbaglia mentre fa l'amore.


UNA PASTA DI DONNA
Si potrebbe dire, facendo un po' di psicologia spicciola, che spesso l'essere appassionati di un certo tipo di musica e -soprattutto- il viverla in un certo modo, sono costruzioni difensive dell'id, fortificazioni per l'anima munite di spalti metallici atti a tenere sott'occhio un nemico che, in realtà, abbiamo dentro. Morgana, al di là del lato prettamente discografico, ha fatto della sua vita un servizio ad un demone musicale che brucia dentro, come molti di noi sanno, e lo ha fatto senza scudi che vadano oltre quelli composti di note. Il materiale che ha deciso di mettermi a disposizione per questo pezzo era così intimo, così personale, che ne ho utilizzato solo una parte, perché ritengo che certe cose debbano essere rese pubbliche solo con la firma dell'interessata e questo dice molto di lei, testimoniando come il personaggio in questione sia di una certa pasta. Una pasta fatta di onestà nei rapporti col pubblico, che sotto una crosta persino troppo dura nasconde un ripieno morbido, delicato, in parziale contrasto con una fisicità sfacciata, femminile in un modo forse passato di moda in un mondo in cui la donna ha passato gli ultimi decenni divisa tra la sua mascolinizzazione lavorativa e l'imbarbarimento nel modo di percepirsi. Un tipo di donna del quale, forse, sono le donne le prime ad aver bisogno.



rik bay area thrash
Domenica 28 Febbraio 2016, 11.11.30
16
Posso anche sbagliarmi (spero di no ) , ma qualche notizia sugli hurtful witch era arrivata tramite la rivista rockerilla. Consideriamo che per avere una new su un gruppo conosciuto era un' impresa , quanto più difficile doveva esserlo per una band underground italiana. Ho vissuto a Torino in quegli anni, e conosco quei posti descritti. Non molto tempo fa ho letto un' altra bella intervista a Roberta dove dice che ha molti progetti, non solo Morgana ma anche per gli hurtful witch. Peccato che per questi ultimi non sia disponibile il formato cd. Delaude ha spiegato il motivo, però forse riusciva a divulgare qualche copia in più, una a me ... Gli auguro che tutti i suoi progetti si realizzino in tempi brevi e con ottimi risultati. In bocca al lupo ' streghetta ' .....
mario
Domenica 28 Febbraio 2016, 10.29.43
15
Come abbia fatto a non sfondare una voce cosi' rimarrà' un mistero indecifrabile, lei insieme a Federica De Boni avrebbero meritato migliore sorte, Morgana non sfigura affatto come attitudine, carattere, carisma, timbro e vocale range, la De Boni insieme a Morgana avrebbero fatto vedere i sorci verdi alla sopravalutatissimama Doro Pesh,(dupersta pure dalla bravissima connazionale Jutta Wehinold), sicuramente gli avrebbero aperto un foro lungo come quello del Monte Bianco.Eca tante dmorfiosette nordiche ancora oggi gli imsrtirebbe una lezione esemlare.L'Italia si conferma il paese piu' ammazza talenti del mondo, ma anche a livello europeoposdibile non si accorsero di un voce cosi' talentuosa!?naah! Boh!.poi la sfortuna e approfittatori lucratori senza scrupoli fecero il resto.Ma la sua voce e' qualcosa di sublime, stavo riascoltando poco fa Lady Winter e le mie orecchie hanno sborrato sonoramente parlando che orgasmo musicale per la miseria!.Morgana, una dellemigliori voci femminili a livello mondiale.Taent show, X factor, The Voice e cagate varie, che peste vi colga.
metallo
Venerdì 28 Agosto 2015, 19.59.04
14
Che voce stupenda, l'ho scoperta tardi, questo si che e' cantare per la miseria, L'Italia si conferma il paese spreca talenti che si e' quasi sempre dimostrato di essere, questa donba si che meritava molto di piu', accidenti.Bella e talentuosa.
ObscureSolstice
Sabato 2 Agosto 2014, 19.40.10
13
Bellissima e bravissima...che donna. L'adoro! E che musica!! La bravura di solito non viene pagata, è per quello che ci sono tante band dimenticate di alto valore nei meandri oscuri del passato. Solo l'ep dell'88 vale tutta la discografia di una cristina scabbia dei giorni nostri
Raven
Sabato 30 Novembre 2013, 15.15.24
12
Troppo buoni
Fiery Phoenix
Sabato 30 Novembre 2013, 14.23.25
11
Bellissimo articolo! Raven, tu scrivi da dio!
Unia
Giovedì 28 Novembre 2013, 15.14.07
10
Grande donna sì. Come sempre bel pezzo raven
Raven
Giovedì 28 Novembre 2013, 14.13.47
9
Vero, ma quello era un problema mondiale, non solo italiano. Basta leggere altre bio di questa serie, come quella riguardante Ann Boleyn, tanto per fare un esempio. Da noi c'era addirittura la somma di questo fattore con quelli tipicamente nazionali.
deedeesonic
Giovedì 28 Novembre 2013, 14.08.48
8
@Raven, io aggiungerei anche che in quel periodo,le donne nel metal non erano "accettate" e "sdoganate" come lo sono oggi! Era un ambiente molto machista e misogino, quindi una scelta ancora più coraggiosa di quello che si possa pensare.
Raven
Giovedì 28 Novembre 2013, 11.33.37
7
Infatti. Per inquadrare correttamente la sua valenza al tempo del suo affacciarsi sulla scena, bisogna calcolare di quale epoca si parla e delle reali possibilità di imporsi. Senza internet, con registrazioni che giravano quasi in maniera carbonara tra un ristrettissimo nucleo di appassionati di tape trading ed in un paese refrattario al rock in generale.
infernalia
Giovedì 28 Novembre 2013, 7.13.49
6
l'unica metal queen italiana,venuta fuori in un periodo dove il metal lo vedevi solo su h/m o metal shock. tutti impazzivamo per lei dal siracusa ad aosta,pero'riuscire a trovare una sua registrazione anche duplicata era impresa ardua(per lei si faceva di tutto). rispetto alle varie lita ford,doro etcc etcc,Morgana era qualcosa di piu'arrabbiato,quasi oscuro e misterioso,piu'selvaggia e seducente. qualcosa che forse non si vedra'piu'in italia.
Raven
Mercoledì 27 Novembre 2013, 20.47.41
5
Dovremmo avere una notizia con un video allegato. Poi sul tubo,
Gokronikos
Mercoledì 27 Novembre 2013, 20.30.01
4
Cavolo, molto interessante! Dove si può ascoltare qualcosa di questa divina fanciulla?
Raven
Mercoledì 27 Novembre 2013, 18.27.14
3
Non credo che negli anni 80 fosse possibile. Quando poi le cose si erano messe in un certo modo, la truffa subita ha prodotto i danni descritti nel pezzo. Probabilmente, se l'etichetta fosse stata seria, oggi ne staremmo parlando come della prima italiana famosa all'estero nel mondo del metal.
Cipmunk
Mercoledì 27 Novembre 2013, 18.14.09
2
ok letto la storia con interesse...sembrerebbe un nome nel metal underground italico...di culto..che purtroppo ed è questa la cosa triste...nn è uscita / riuscita a fare il balzo ( tipo Scabbia, Squadrani etc)...Quando nn si riesce nella musica, solo chi suona può capire Qual'è il demone musicale bastardo che ti opprime...
quel mona che sbatte la porta
Mercoledì 27 Novembre 2013, 11.02.49
1
che donna fantastica...
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