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KISS - Le Maschere del Rock - la recensione
24/09/2011 (3732 letture)
Non il solito libro. Questo mi sento da dire sin dall’approccio di questa analisi. Chi si aspetta l’abitudinaria genesi pre-Kiss e lo sviluppo di una carriera folgorante e mascherata dei quattro cavalieri newyorchesi, rimarrà spiazzato e piacevolmente sorpreso. A volte questo volume sembra più un saggio o un trattato privo, però, dell’insopportabile deferenza saccente imperniata su una semantica da professoroni che spesso trasuda inopinatamente da ogni riga di certe pubblicazioni. Un punto in più insomma, anzi almeno tre. Non sopporto davvero i critici che si crogiolano dietro pagine inchiostrate sparando bordate linguistiche, spesso interpretabili.

Lo stile scorrevole incoccia positivamente con il primo capitolo, dove si tratta dei Beatles e della British Invasion che condizionerà per sempre Eugene Klein e Stanley Eisen, i futuri Gene Simmons e Paul Stanley. Esaurienti anche i paragrafi inerenti le riflessioni e le cause della sparizione della hippie generation, l’ascesa del glam, l’esaurimento del filone della canzone politica, la diffusione dello shock rock e il ritratto del guru Alice Cooper. In scansione cronologica tutti questi importanti fattori vengono mixati e alternati con la già nota storia della nascita del nucleo dei Kiss. Inutile soffermarsi sui contenuti del primo demo registrato con Eddie Kramer o sul primissimo tour effettuato o sulla figura di Bill Aucoin (manager del gruppo) o sul geniale Neil Bogart (fondatore della Casablanca, label dei Kiss); di questi episodi, persone, situazioni, tutto è già noto. Il nucleo del discorso, ovviamente, analizza in maniera accurata le tappe e la carriera che hanno innalzato agli altari mondiali la musica, lo spettacolo, le maschere e la follia performante legata a Gene, Paul, Ace e Peter. Quindi niente di nuovo potrebbe dire qualcuno? Eh no, qui vi sbagliate: i colpi di coda sono presenti e appaiono non da poco. Un paio di scoop che rendono questo libro decisamente appetitoso ci sono, che credevate. Tra botti, zeppe, lustrini sangue finto, cerone ed esaltazione sull’Olimpo delle megaband, appare, tra nuvole di ghiaccio secco, una dichiarazione che mette per sempre fine alle diatribe su Alive!. La rende lo stesso Eddie Kramer, produttore del superplatinato album dal vivo che cambierà le sorti della band e dei futuri album catturati in sede live. Insomma, album registrato fedelmente sul palco della Cobo Hall di Detroit o ritoccato in studio? Kramer è chiaro più del solleone di Ferragosto:

Francamente, alcuni brani sono stati svuotati e lasciata solo la batteria, sono stati poi ri-registrati immettendo basso e chitarra ritmica di Paul. La chitarra di Ace generalmente non era male, ma anche in quel caso abbiamo dovuto sostituire qualcosa. Non abbiamo toccato la batteria e abbiamo usato le voci del pubblico presente, le abbiamo amplificate e reso il sound più grande e corposo, in modo che l’album suonasse bene

. Insomma, non una leale riproduzione del sound live, ma arrangiamenti e registrazioni postume in modo da rendere l’lp una bordata micidiale. Al contrario di quanto aveva sempre affermato la band nel corso dei decenni, compresa l’autobiografia su carta di Gene Simmons uscita anche da noi nel 2002. L’ulteriore bomba la si rinviene a pag. 87 con la dicitura Payola. Di cosa si tratta? Vale la pena anticipare che i Kiss come gruppo non c’entrano assolutamente nulla, loro manco sapevano di come si sviluppavano le pianificazioni e il marketing discografico. E’ Larry Harris, vicepresidente della Casablanca, a spiegarci come funzionava questo sistema corrotto e di connivenza. Io ti do questo e tu mi dai quello. Harris ci informa che:

La Payola era tipica di quei giorni (come se oggi non funzionasse ancora così), poteva riguardare, donne, dischi o droga. Il fenomeno è stato usato con i Kiss per le radio Top 40 (il mezzo promozionale più diffuso prima dell’avvento di MTV) cosiccome per le altre grandi band dell’epoca. Contattavamo le persone giuste per far arrivare i nostri dischi nelle stazioni radio e ottenere l’airplay necessario per un certo periodo. Facevamo spesso accordi con una stazione radio di Miami: se trasmettevano i nostri dischi noi gli procuravamo i gruppi, le esclusive e date live gratis. La Casablanca ha partecipato alla Payola con un grado minore rispetto alle altre major label perché non avevamo molti soldi.

Con questo sistema i grandi discografici creavano un giro d’affari a molti zeri in grado di arrivare in alto nelle classifiche e vendere centinaia di migliaia di copie alla grande distribuzione, spesso in prenotazione, accaparrandosi corposi anticipi milionari. Una diavoleria che però si associava, indiscutibilmente, alla bravura di una band, altrimenti tutto si sarebbe sgonfiato istantaneamente. E i Kiss vendevano biglietti a bizzeffe per i loro show, senza contare il loro merchandising pazzescamente esteso, il primo nella storia del rock.

Ci sono anche altri capitoli interessanti, più o meno noti, come la paternità dello show non vada ascritta ai due membri fondatori ma a Sean Delaney, in quei momenti il vero quinto Kiss, oppure la presa di posizione di Bogart che decise di assumere, direttamente in prima persona, il timone della produzione del terzo album Dressed To Kill. Molto attraente questo paragrafo con arcani svelati e totalmente inediti. I Kiss stavano per mollare la Casablanca a fronte di un’offerta astronomica da parte dell’Atlantic Records, poi….Sì, insomma, leggetelo da voi, non resterete di certo delusi. Mica posso svelare tutti gli altarini io? Il libro attraversa tutte le fasi dei makeuppati giungendo sino a Sonic Boom e completando un arco temporale quasi quarantennale. Alcune imprecisioni esistono e anche alcuni errori, giusto rimarcarli. Ace Frehley si presentò all’audizione per i Kiss non con i lacci spaiati ma direttamente con due scarpe di diverso colore, una arancio e l’altra rossa, Gene Simmons non è ancora sposato, lo farà ufficialmente tra pochi giorni e la sua compagna venticinquennale si chiama Shannon Tweed e non Sharon come indicato. Giusto per la precisione. Mi permetto di contestare anche alcuni giudizi personali dell’autore su alcuni lavori editati dai fantastici quattro: definire Lick It Up il più brutto dei dischi del periodo 80-83 mi pare azzardato, cosiccome Crazy Nights bollato come pop privo di contenuti, foraggiare Hot In The Shade come un coacervo di ampio respiro aperto a varietà di proposte, beh, mi risulta francamente difficile. Ma è ovviamente la mia idea contrapposta a quella dell’autore, quindi nulla di oggettivo, solo opinioni. Invece non mi trovo assolutamente d’accordo sulla denominazione di Carnival Of Souls, tratteggiato come: ..” una tra le cose migliori che i Kiss abbiano prodotto negli ultimi 15 anni ma che suona assolutamente fuori luogo”. Carnival, sempre a giudizio del sottoscritto, è un abominio insalvabile, basti pensare che da anni, Gene e Paul non riconoscono quel platter come loro. Del tipo, croce sopra e andare.

Il volume riserva ancora una grande sorpresa nel finale, a conclusione di una dettagliata discografia, le ultime 115 pagine vengono popolate da pura manna scesa dal cielo per tutti i Kiss maniacs. Kiss Day By Day (1970-2011) è un capitolo favoloso. Facendo riferimento prevalentemente al volume di Gooch e Suhs intitolato Kiss Alive Forever, vengono inseriti tutti gli spettacoli suonati dai Kiss prima della formazione della band e sopratutto quelli dopo l’assunzione del monicker definitivo. Tutte le date, le band di spalla, gli headliner, gli spettatori, i luoghi, i biglietti venduti. Dati mirabolanti che dimostrano insindacabilmente i cicli di nascita, crescita, ascesa vertiginosa, stallo, caduta e risalita dei quattro individui più caldi dell’inferno del rock. Curioso notare, ad esempio, come la band inizi a fare da guest agli Argent (poi cacciata dal tour per come riducevano lo stage) per poi capovolgere la situazione in poco più di due anni.

Le Maschere del Rock è davvero un libro molto bello e degno di nota che va a colmare una lacuna nella vasta bibliografia dei Kiss, ed è per questo che sinceramente lo consiglio a tutti i Kissomani ma non solo a loro. La Odoya Edizioni si conquista un grande plauso per l’operazione, parimenti l’autore per la stesura agile, fluente e mai sopra i toni. Per me pollice decisamente alto.

::: RIFERIMENTI :::
Titolo: KISS - Le Maschere Del Rock
Genere: musicale
Periodo di pubblicazione: giugno 2011
Autore: Daniele Follero
Editore: Odoya
Numero di pagine: 317
Prezzo di vendita: 18,00 €



Argo
Sabato 8 Ottobre 2011, 9.00.40
17
Si, ma non sottovalutare l'analfabetismo! (che sulle parole con le Z miete ancora molte vittime)
Frankiss
Venerdì 7 Ottobre 2011, 23.36.36
16
mai sentito parlare di refusi Argo?
Argo
Venerdì 7 Ottobre 2011, 23.34.47
15
Giudizi con 2 Z? Gesù...
BILLOROCK fci
Martedì 27 Settembre 2011, 13.38.57
14
Non ci sono scuse, I kiss fanno parte dell antologia mondiale del rock, altro che storie !!
Compagno di Merende
Martedì 27 Settembre 2011, 9.24.47
13
Ottimo libro pieno di curiosità. Caro Beduino, a che pro incollare qui una pagina intera di nonciclopedia? Google è di dominio pubblico, non solo di tuo zio.
Beduino Crudele
Martedì 27 Settembre 2011, 1.02.55
12
Cmq mio Zio ha scritto anche la vera biografia dei Kiss che è questa: Le origini [modifica] I KIϟϟ sono il frutto di esperimenti genetici fatti da John Wayne incrociando dei panda con dei pipistrelli. Purtroppo qualcosa andò storto e vennero fuori semplicemente dei panda vestiti da pipistrelli in grado di tenere in mano uno strumento. Deluso dell'accaduto John decise di abbandonarli in un parco a Hiroshima il 6 agosto 1945, (data che poi divenne storica a causa della ciambella più grande del mondo, cucinata da Amedeo Minghi durante il suo tour mondiale). Appena il presidente degli Stati Uniti dell'epoca, Pupo, scoprì la loro posizione in un sogno fece bombardare Hiroshima per ripagare i favori sessuali offerti da John Wayne. Purtroppo i quattro panda sopravvissero perché in quel momento erano un attimo al bagno. Il giorno dopo a causa di un anormale allineamento dei pianeti ebbero tutti e quattro in sogno il presidente Pupo che si limonava con John Wayne mentre loro dietro facevano finta di suonare la chitarra, e fu a causa di questo evento che fondarono il famoso gruppo di lavavetri. Il gruppo [modifica] Mozart ha cominciato con i KIϟϟ. I membri della band, che originariamente si chiamavano Panda1, Panda2, Panda3 e Panda4, cambiarono rispettivamente nome in "Gino Simpson", conosciuto anche con il nome di Bart, "Paolo Stanlio" vecchio amico di Ollio, "Accio Frillio", tipo di olio che serve per friggere (ed eterno nemico dell'olio Monini), e "Pietro Cristo" che sarebbe Gesù sceso in terra per la seconda volta. Dopo di che comprarono su eBay un pacco di abiti luccicanti e vistosi come quelli che avevano visto nel film: "la febbre del sabato sera", si scoparono qualche produttore che si vendeva a poco e a quel punto, erano già sulla cresta del gallo. Con un volto da pipistrello inciucato, riuscirono ad avere successo fino a oggi (che siamo nel 2011), solo perché con loro c'era Pietro Cristo che ha mostrato alla gente che li avrebbe portati alla somma sparizione di qualsiasi peccato. Ancora oggi i fan dei KIϟϟ a ogni loro concerto aspettano la confessione da parte di Pietro Cristo non sapendo che ora non fa più parte del gruppo: ora c'è "Erico il Singolo a vita". Anche il nostro amico Accio, purtroppo, è scomparso (perchè tua madre l'ha usato per friggere ciò che mangerai stasera): adesso c'è Tommi Teglia, ma non è la stessa cosa di un'olio. Gli anni d'oro [modifica] Il loro periodo d'oro durò dalle 10:34 alle 11:06 di giovedì 14 luglio 1979, quando ci fu un record di persone che per sbaglio scaricarono una loro canzone dal nome: "I WAS MADE FOR LOVIN YOU" , credendola un film porno, da quel giorno i KIϟϟ si montarono la testa con panna montata credendosi i migliori. Pochi anni dopo, verso gli anni 80, con l'arrivo dei " B-Jeans" e la "disco music" i KIϟϟ capirono che facevano schifo, e capirono l'equivoco del video della canzone scaricata per la quale erano diventati famosi. La Seconda Identità dei KIϟϟ [modifica] I KIϟϟ in procinto di trasformarsi in Megaloman. È stato recentemente scoperto un segreto che ha sconvolto miliardi di fan in tutto il mondo, e che spiega il motivo delle numerose defezioni di musicisti all'interno del gruppo: i KIϟϟ combattono da anni per la salvezza del mondo, trasformandosi nel androide gigante Megaloman. Discografia [modifica] * KIϟϟ (notare la fantasia) * Caldo come l'inferno (album scritto dal chitarrista dopo la sua estate passata a Molfetta) * Vestito così per uccidere (Luca Giurato) Diffidate dagli imitatori! questi sono i veri KIϟϟ! * Distruttore di autocarri (album in cui Accio Fehlei ci parla del suo passato da carozziere) * Roccia che rotola dall'altra parte (Gino Simpson narra la sua disavventura sul cavalcavia) * Pustola d'amore * Miusic from "Alto Adige" * 30° all'ombra. * Asilo (scritto da Gino per i suoi figli) * Creature della notte (concept album sugli amichetti immaginari di Burzum) * Notti sceme giocando in lan (album dedicato a tutti i fan nerd) * Rivincita a briscola * Leccalo (un concept sul sesso orale) * Circo Pissicologico (che guarda io ci ho provato ma proprio niente) * Esplosione Sonica (dei coglioni dei fans che non ne possono più di Tommi Teglia) Curiosità [modifica] * Gino Simpson s'è fatto trapiantare la lingua di una mucca. * Durante un loro concerto tenutosi a Pizzo Calabro l'altro ieri a mezzogiorno, il chitarrista Paulo Stanlio ha ingoiato la sua chitarra intera in segno di protesta contro lo strapotere dei coreani che giocano a Starcraft. * Il loro nuovo indirizzo musicale è orientato verso il genere meglio noto come "Sold Rock". * Accio Fehlei ex componente dei KIϟϟ è rimasto paralizzato su una sedia a rotelle in seguito alla caduta da uno dei due trampoli che indossava, come da tradizione, all'ultimo conc
Beduino Crudele
Martedì 27 Settembre 2011, 0.59.13
11
ok, ok...non è vera la storia dei Cugini, ho esagerato: si, in raltà loro sono proprio i Cugini di campagna, ma in realtà mio zio lo sa perché ha riconosciuto il bassista Gino Simoni (che diverrò poi Gene Simmons) in quanto è l'unico che non riesce ad fare una semplice scala di Do.
AdemaFilth
Lunedì 26 Settembre 2011, 14.03.05
10
Lo leggerò con calma quando avrò tempo, seduto sulla poltrona di qualche libreria megastore.
Raze
Lunedì 26 Settembre 2011, 13.58.09
9
Buona panoramica dei seventies sia a livello di Kisstory che di storia del Rock,quando comincia a parlare degli eighties è un susseguirsi di bocciature,spesso incomprensibili, su quanto fatto dai 4 mascherati il tutto condito da errori sulla loro storia da conoscitore dei 4 Newyorkesi di livello medio basso. A parer mio conviene lasciarlo negli scaffali delle librerie Voto 4/10
BILLOROCK fci
Lunedì 26 Settembre 2011, 12.40.26
8
Fabio ll : hola !!! da caleidoscopio ?? eheehe questa mi mancava !!
fabio II
Lunedì 26 Settembre 2011, 12.31.51
7
Un titolo così banale non è di certo edificante, ma se il buon Frankiss dice che è bello....perche no? Amo i Kiss, mi ricordano il periodo in cui non riuscivo nemmeno a scindere i supereroi della Mervel con la band, mi sembravano un tutt'uno, un caleidoscopio di colori, forza, gioia e f..a! Ciao Billo! Anche tu sei un tipo da caleidoscopio!
BILLOROCK fci
Lunedì 26 Settembre 2011, 9.55.28
6
Beduino: seee magari che i cugni di c. fossero i kiss, gli farei un monumento...
Frankiss
Domenica 25 Settembre 2011, 21.52.03
5
Battutona Beduino....
Beduino Crudele
Domenica 25 Settembre 2011, 4.57.32
4
Non ditelo a nessuno: Mio zio li ha visti senza il cerone, e dice che in realtà i Kiss sono i Cugini di Campagna....non lo dite in giro però raga...
Ace
Sabato 24 Settembre 2011, 13.11.16
3
Che poi adesso Kramer se ne esca fuori con affermazioni del genere non mi fa nessun effetto visto poi che in Alive II Hard Luck Woman e Tomorrow and Tonight vennero completamente registrate in studio e poi aggiunte le voci del pubblico. Altro motivo per cui non mi fa alcun effetto questa notizia (che continuo a reputare alquanto falsa) perchè dopo averli visti live non si ha più nessun dubbio su l'energia che possano trasmettere. Non commento il resto perchè altrimenti me la prendersi troppo con gli autori del libro, ultima cosa, anche sul day by day ho qualcosa da controbattere perché in un concerto dell'89 (almeno credo) il libro riporta che ai KISS viene impedito di bestemmiare sul palco e a meno che la memoria non mi inganni "Le Maschere del rock" di queste cose non ne hanno mai fatte. Voto al libro : 3. Veramente brutto purtroppo ancora non abbiamo una buona biografia dei KISS.
Ace
Sabato 24 Settembre 2011, 12.05.04
2
Ho comperato il libro nei primi di agosto, ovviamente da quel buon KISSomane che sono, e credevo finalmente di avere tra le mani quella che si possa definire una biografia della band fatta come si deve, ovviamente sbagliavo, il libro a mio avviso è un insieme di idee espresse molto male, di giudizzi troppo marcati come sottolinea molto bene Frankiss e di una grandissima stupidagine, ovvero le quattro parole di Kramer messe in un contesto sbagliato, è stato detto moltissine volte da lui e dagli stessi KISS che il suono era stato prima ripulito e che in alcune piccole sezioni della ritmica era stato reincisa qualche sfumatura
BILLOROCK fci.
Sabato 24 Settembre 2011, 10.42.06
1
cosa dire dei Kiss ?? band fondamentale e forse unica nel suo genere !! chi non conosce le loro maschere e le proverbiali linguaccie rock n roll..... kiss.. alive ..
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