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FATAL PORTRAIT - # 33 - Type O Negative
02/01/2019 (860 letture)
Sebbene siano stati considerati, almeno all'inizio, gli eredi dei Carnivore e quindi possessori di un background ottantiano, i Type O Negative sono uno dei gruppi più importanti della decade successiva, quegli anni '90 che molto spesso sono frutto di discussioni tra appassionati, ma che, a conti fatti, hanno regalato alla musica dischi epocali. Categoria nella quale i lavori dei Type O Negative rientrano con pieno merito, essendo riusciti a cogliere il successo di pubblico e l'apprezzamento della critica.
La storia dei Type O Negative è legata a doppio filo con quella di Peter Steele, leader, volto, voce, basso e principale compositore del gruppo, le cui esperienze, inquietudini, delusioni e paure si sono riversate nei testi delle canzoni del gruppo.
Per questo motivo è difficile riuscire a tracciare una cronistoria della band attraverso solo quindici canzoni, nonostante il gruppo non esista più da otto anni e l'ultimo disco in studio risalga al 2007: tagliar fuori alcuni brani equivale a non raccontare qualcosa, quindi la scelta su cosa escludere è stata molto dura.


1. Unsuccessfully Coping with the Natural Beauty of Infidelity
La fine dei Carnivore e delle sue due relazioni (con tanto di divorzio nella prima e di un tentativo di suicidio nella seconda) lasciarono il nevrotico Peter colmo di rabbia, delusione, paura e tutta una serie di sentimenti negativi da riversare nel suo nuovo progetto, messo su assieme a Sal Abruscato, Kenny Hickey e l'amico d'infanzia Josh Silver. Dopo un breve periodo col nome New Minority, il gruppo si battezzò Repulsion e mise in musica il tutto nel demo None More Negative, che recava in copertina il futuro simbolo dei Type O Negative. Quel misto di odio e vendetta incorporava un nuovo stile musicale, che abbracciava le vecchie pulsioni hardcore, il doom dei Black Sabbath, l'industrial, il gothic e l'heavy metal; ben presto le etichette si fecero avanti, ma la Roadrunner Records deteneva ancora la prelazione sui lavori di Peter, decidendo di puntare sulla nuova creatura del gigante. L'unico problema fu la contemporanea pubblicazione del disco di esordio degli omonimi Repulsion, gruppo grindcore di Flint, cosa che spinse i quattro a cercare un altro nome: scartato Sub Zero, la scelta cadde su Type O Negative, nome che a posteriori risultò ancora più centrato. Al demo dei Repulsion venne aggiunta una canzone e divenne quindi Slow, Deep and Hard, il primo disco dei Type O Negative. Come detto, era un album ricolmo di rabbia e nella maggior parte dei pezzi si sente l'odio ed il desiderio di vendetta verso una donna colpevole di tradimento. Unsuccessfully Coping with the Natural Beauty of Infidelity è in tal senso il pezzo più rappresentativo di questi sentimenti, con un testo esplicito che sarà censurato per il lancio radiofonico (provocando le ire di Josh Silver) ed una struttura divisa in parti, scelta che poi sarà ripresa successivamente anche su altri brani.

I know you're fucking someone else

2. Der Untermensch
La particolarità della proposta dei Type O Negative mise in difficoltà parecchi addetti ai lavori, in primis quelli della casa discografica, per quanto fossero a conoscenza di quanto fosse difficile lavorare con Peter. E se stranezze come la firma del contratto con sangue e sperma, i crediti dell'album, oppure l'idea del fotogramma di film porno pesantemente rielaborato e messo in copertina, non rappresentarono in fin dei conti dei grossi problemi, i testi colmi di collera e di vendetta di Peter lo furono. Le critiche arrivarono, alimentate anche dai trascorsi di Steele con i Carnivore e gli Agnostic Front: accuse di razzismo, misoginia e perfino nazismo piovvero sul capo dei Type O Negative. In particolar modo Der Untermensch fu oggetto di critiche, dato che esprimeva in maniera esplicita ciò che Steele (lavoratore integerrimo per il New York Department of Parks and Recreation) pensava su chi viveva a spese del governo. E, alla luce di questo, fu incomprensibile la scelta di mandare il gruppo (assieme ai Biohazard) in tour con gli Exploited, dato che un pubblico di punk anarchici non era propriamente il bacino di utenza adatto per i Type O Negative e il tutto fu ovviamente un fiasco, interrotto dai problemi di salute di Wattie degli Exploited. Peggio ancora andò in Europa, dove il gruppo fu affiancato dagli austriaci Pungent Stench e la loro fama li precedette, scatenando proteste ed annullamenti in serie, alimentate anche dal fatto che il sarcasmo greve delle dichiarazioni precedenti di Peter non fu compreso. Risultati non proprio incoraggianti, ma che tutto sommato portarono (nel bene o nel male) pubblicità gratuita al gruppo.

Hey you on public assistance
Why don't you get a job?


3. Christian Woman
Da persona inquieta e perennemente insoddisfatta quale era, Peter Steele nel 1992 non era più contento del lavoro fatto su Slow, Deep and Hard e quando la Roadrunner Records gli chiese qualcosa da pubblicare per sfruttare la recente popolarità, il leader dei Type O Negative decise di rimettere le mani sull'esordio creando un finto live, Origin of the Feces. Oltre ad essere una provocazione mai nascosta, era il primo sintomo del cambiamento interiore di Peter, non più accecato dal desiderio di rivalsa sfociato in Slow, Deep and Hard. Conclusasi la terapia ed asciugatasi la rabbia, era il momento di voltare pagina, sia come approccio musicale che come immagine. Bloody Kisses sin dalla copertina mostrava qualcosa di diverso, di sensuale e completamente diverso dall'umorismo crasso ostentato su Origin of the Feces. Peter era maturato da quel punto di vista, pur mantenendo la voglia provocare e scherzare, magari non in maniera esplicita. Christian Woman era la rappresentazione di questo nuovo stato: il testo incentrato sull'amore proibito provato da una devota per Gesù Cristo mischiava sacro e profano in maniera sensuale, grazie anche ai toni soft del brano, il quale mantiene la suddivisione in parti già vista su Slow, Deep and Hard. Il video realizzato per la versione editata del singolo (questa volta approvato dal gruppo) giocava ancora su questi fattori e Christian Woman divenne un successo.

Feel her God
Inside of her--deep inside of her


4. Black No. 1 (Little Miss Scare-All)
L'immaginario gotico era diventato preponderante nella musica dei Type O Negative, ora meno arrabbiati e più sensuali. Peter Steele decise di giocare il ruolo del vampiro, cosa che già la chioma corvina ed il fisico statuario rendevano credibile, facendosi impiantare nei canini due zanne da vampiro, ben visibili nel video di Black No. 1. Tutto questo molto prima che le turbe adolescenziali vampiresche di Twilight diventassero di moda, ispirandosi invece alle atmosfere dei libri di Anne Rice. I Type O Negative si rivolgevano al pubblico gothic, visivamente (la clip di Black No. 1 è in tal senso esplicativa), musicalmente e testualmente. Il testo è infatti un omaggio ad una ragazza con riferimenti espliciti a quel mondo e ad Halloween, festa preferita dal gruppo che in seguito ricorrerà ancora nelle loro canzoni. Il titolo stesso fa riferimento alla tinta per capelli nera adottata dagli amanti del gotico. Il fascino magnetico del vampiro Steele attirò anche l'interesse di Playgirl, che offrì a Peter la possibilità di posare nudo per la rivista, il quale accettò a patto di poterlo fare in piena... erezione. Quello che sembrava un gioco diventò una enorme mossa promozionale per l'album che divenne il primo disco di platino della Roadrunner Records, con il cantante che diventò assoluto protagonista di quel numero, con anche risvolti inaspettati. Playgirl era, infatti, letta anche da parecchi gay, i quali negli anni seguenti mostrarono il loro apprezzamento a Peter, che dovette rifiutare le più o meno cortesi avances. Anni dopo scriverà anche una canzone su questo, ovviamente nel suo stile ironico e senza peli sulla lingua.

She's got a date at midnight
With Nosferatu


5. We Hate Everyone
Nonostante Bloody Kisses sia considerato all'unanimità un album gothic metal, al sua interno troviamo ancora parte di quel retaggio hardcore da cui i Type O Negative provenivano. Kill All the White People e We Hate Everyone si può dire che fossero gli ultimi strascichi della rabbia di Slow, Deep and Hard, alimentati in questo caso dalle polemiche posteriori a quell'album e dai successivi tour. Sebbene la prima sia composta praticamente dal solo provocatorio titolo, il significato dei due brani è molto semplice: noi odiamo tutti, quindi non rompeteci il cazzo con le vostre accuse. Accuse che comprendevano anche il nazismo, cosa quasi comica considerando le origini di Josh Silver e quanto fosse ben voluto il Peter di quartiere dalla comunità ebraica. Su questi due brani si può discutere molto, il fatto che spezzino l'atmosfera cupa di Bloody Kisses è visto sia come un pregio che come un difetto ed infatti lo stesso Steele le tagliò dalla versione digipack dell'album, rielaborata secondo l'insoddisfazione del momento. Ma è proprio questa varietà a rendere Bloody Kisses il disco più rappresentativo dei Type O Negative, ponte ideale tra la prima rabbiosa fase e tutto ciò che è seguito.

The left they say I'm a fascist
The right calling me communist
Hate hate hate hatred for all--one and all
No matter what you believe
Don't believe in you--and that's true


6. Green Man
Il successo di Bloody Kisses aveva dato l'occasione ai Type O Negative di andare in tour con nomi grossi del calibro di Pantera (con cui strinsero una forte amicizia), Motley Crue, Nine Inch Nails e Queensryche, aumentando il loro bacino di utenza e, di conseguenza, l'attesa per il nuovo album, per il quale si dovette attendere fino al 1996. E senza Sal Abruscato, dato che il batterista lasciò il gruppo alla fine del 1993 per dissidi riguardanti i tour con Peter, venendo sostituito dal suo allievo Johnny Kelly. October Rust proseguì sulle coordinate stilistiche del precedente, smussando i tratti più spigolosi e risultando infine più maturo, pur conservando alcuni giochi, scherzi o stranezze tipici della personalità della band. In particolar modo venne fuori una vena naturalistica/pagana quasi inedita rispetto ai lavori precedenti, con Peter che, invece di sfruttare il personaggio vampiresco che si era costruito, divenne un dio pagano amante della natura. I riferimenti ad essa nel corso dell'album sono tanti, a cominciare dalla copertina con i quattro gambi di rosa a simboleggiare i componenti del gruppo. In particolar modo è l'autunno ed i suoi colori ad essere omaggiato: lo stesso titolo ci riporta lì, dato che la ruggine di ottobre altro non è che le foglie ingiallite cadute dagli alberi. Green Man è in tal senso un pezzo autobiografico, dato che quello era il soprannome di Peter Steele quando lavorava per il New York Department of Parks and Recreation e doveva vestirsi appunto di verde. Quel lavoro che il cantante/bassista amava e che dovette abbandonare a malincuore per dedicarsi interamente ai sempre più pressanti impegni dei Type O Negative. Un tributo bucolico alle piccole cose della sua vita, che Peter Thomas Ratajczyk fu costretto a lasciarsi indietro per diventare definitivamente Peter Steele.

Autumn in her flaming dress
Of orange, brown, gold fallen leaves


7. Red Water (Christmas Mourning)
Il periodo di successi e soddisfazioni fu però squarciato da quello che fu uno degli avvenimenti chiave della vita di Peter, la morte del padre avvenuta nel 1995, proprio nel mezzo del tour con i Pantera. Nonostante si fosse costruito un'immagine forte e dissacrante, prima negli anni '80 da barbaro moderno con i Carnivore e poi da vampiro negli anni '90, l'uomo Steele conservava un forte attaccamento alla casa ed alla famiglia ed un lutto così importante non poteva non avere delle ripercussioni sulla sua musica. Red Water è la prima di una serie di trasposizioni di quel dolore, che in seguito passerà diverse fasi: paranoia, rabbia, rassegnazione, tributo alla memoria. Il titolo diviso in due parti richiama il vino rosso, unico modo conosciuto dal bassista (fino a quel momento) per scacciare i fantasmi e vincere anche la paura del palco che si portava dietro sin dai tempi dei Carnivore. Fin troppo evidente, invece, il gioco di parole tra Morning e Mourning, dove la gioiosa mattina di Natale della gioventù diventa col passare degli anni la conta di chi non può più sedere davanti a quella tavola imbandita. Questa presa di coscienza negli anni diventerà un punto fisso della produzione Type O Negative, mettendo completamente a nudo le incertezze e le inquietudini dell'essere umano davanti ai cambiamenti della vita ed alla perdita delle persone care.

My table's been set for but seven
Just last year I dined with eleven


8. Die with Me
October Rust è anche un disco pieno di passione ed amore, degno successore del precedente Bloody Kisses in brani sensuali, ammiccanti ed ambigui come Be My Druidess, My Girlfriend's Girlfriend o la cover di Cinnamon Girl di Neil Young. Ma la passione portava anche alla sofferenza di Love You to Death e Die With Me, indubbiamente tra le punte di diamante di quest'album e ad oggi ancora due tra i brani più amati dell'intera carriera. In particolare quest'ultima è il doloroso saluto di Peter alla sua fidanzata Elizabeth, trasferitasi in Inghilterra per studiare ed in generale uno dei pezzi più intensi scritti dal bassista/cantante. Che non perde l'occasione neanche qui di giocare con le parole, citando nel finale la compagnia aerea KLM, quella telefonica AT&T ed il servizio postale inglese, gli unici mezzi nel 1996 in grado di mantenere i contatti tra due persone in continenti diversi. Il dolore tangibile che emerge nei sette minuti di Die with Me è in contraddizione con la fama del Peter donnaiolo a cui siamo abituati, ma fa tutto parte dell'uomo in perenne contrasto con sé stesso ed in equilibrio precario tra l'essere il ragazzo di Brooklyn amante della famiglia e la rockstar dissoluta di successo.

Still I miss her
Yeah I miss her
Since she's gone


9. White Slavery
Il successo di October Rust portò i Type O Negative in tour sempre più lunghi e frequenti, acuendo lo stress per un Peter già profondamente scosso dalla morte del padre, dalla sua situazione sentimentale e cronicamente soggetto alla depressione. Tutto ciò avvicinò nel 1997 il cantante verso il vizio della cocaina, tentazione fino a quel momento evitata, ma sempre a disposizione nella vita on the road e che in breve tempo passò dal semplice scopo ricreativo a vera e propria dipendenza.
Tutta questa serie di fattori portò il gruppo verso il disco più nero, pessimista e negativo dell'intera carriera, World Coming Down, lavoro nel suo insieme intenso e concettualmente pesante, in cui Peter condivide il suo lato più oscuro: il mondo che sta crollando è il suo e quel carico di paure, insicurezze e autocritica viene riversato sull'album. Le dipendenze sono uno dei temi principali di World Coming Down, con i tre intermezzi che richiamano la morte causata dai "vizi" (droga, alcool e fumo) che i membri del gruppo si portano dietro. Subito dopo l'intro/scherzo, White Slavery ci porta in un mondo di dolore dove Peter racconta i suoi problemi con la cocaina, ancora non propriamente pubblici. Nel testo è angosciante il suo essere lucidamente consapevole di quell'enorme problema, senza però riuscire a liberarsene, ricadendoci sempre; la musica nera e lenta è l'accompagnamento funebre e rassegnato di un uomo che non ha la forza per combattere quella dipendenza. Ed infatti, nonostante la presa di coscienza, Peter ci metterà degli anni a disintossicarsi completamente.

I've lost myself again

10. Everything Dies
Tra i solchi di World Coming Down emerge preponderante la cupa rassegnazione che tutti, prima o poi, dobbiamo morire. Quest'idea per Peter era ancora più straziante se riferita ai suoi cari, specialmente dopo la perdita del padre, come si è già visto in Red Water. Il carico emozionale dell'album (sebbene alleggerito in alcuni passaggi) era tanto ed è per questo che solo pochi brani furono poi portati dal vivo. Anche il singolo principale Everything Dies era un pezzo emotivamente difficile, così tanto da essere, in un primo momento, tagliato da Peter dalla versione definitiva di World Coming Down. Il suo inserimento fu, invece, spinto dagli altri del gruppo e, curiosamente, venne anche girato un video con tanti riferimenti familiari, diventando uno dei più amati dai fans dei Type O Negative. Una volta accettata l'idea di non poterlo più nascondere, tanto valeva per Peter mettersi completamente a nudo, questa volta in maniera solo simbolica. World Coming Down è il riflesso fedele di un momento difficile, per questo risulta tanto ostico e non bissò i successi di vendite dei due precedenti, pur rimanendo uno dei dischi più amati dai fans dei Type O Negative.

I still dream of Dad
Though he died


11. It's Never Enough
Sebbene le session di World Coming Down fossero state inizialmente difficoltose a causa di un Peter bloccato in fase di scrittura, il gruppo si vide costretto alla fine a tagliare ben tre brani pronti e registrati. Queste tre tracce finirono nella raccolta celebrativa The Least Worst of Type O Negative, pubblicata nel 2000 dalla Roadrunner Records. Per quanto un best of non fosse propriamente uno dei desideri di un gruppo emancipato come i Type O Negative, va detto che come soluzione di compromesso può essere considerata soddisfacente, sicuramente più di quello del 2006. Assieme alle versioni editate dei singoli troviamo tre inediti, alcuni mix alternativi e la cover dei Black Sabbath presente nel tributo Nativity in Black. La copertina richiamava New York come World Coming Down, anche se questa volta si trattava del Parachute Jump di Coney Island. I tre inediti erano, chiaramente, la parte più succosa della raccolta e non si parla di scarti come succede di solito, ma di pezzi validi rimasti fuori per vari motivi. In particolar modo It's Never Enough è un piccolo gioiello che continua la presa di coscienza verso la morte, questa volta scegliendo la strada della rabbia, scagliata anche verso Dio. L'idea di non poter far nulla per salvare la madre da quel destino scatena prima l'amarezza e poi l'ira di Peter verso un Dio così crudele da lasciarlo impotente di fronte a ciò.

No matter what I do
It's never enough


12. I Don't Wanna Be Me
Il nuovo millennio iniziò per i Type O Negative tenendo un basso profilo: dopo il tour di supporto a World Coming Down, il gruppo e soprattutto Peter si trovarono a gestire i tempi morti tra una tournée e l'altra, cosa che non fece particolarmente bene alle dipendenze del cantante, oramai a disagio in qualsiasi situazione. A causa di questo ci fu anche un primo tentativo di disintossicazione in una struttura, ma la cosa funzionò per poco. Nel frattempo il nuovo disco stava venendo fuori e, malgrado il periodo non proprio incoraggiante, era meno cupo del precedente. Nonostante il titolo (cambiato rispetto all'iniziale The Dream is Dead), Life is Killing Me era un album meno disturbante e con più melodia, forse più schizofrenico nel suo andamento e nei temi trattati. C'era del divertimento al suo interno, in pezzi come I Like Goils, How Could She?, la cover di Angry Inch ed il video di I Don't Wanna Be Me. Ma anche autocritica, tristezza, rabbia e mancanza di fiducia nel futuro, rendendo Life is Killing Me un curioso saliscendi musicale e tematico, alternando pezzi più diretti ad altri lenti ed introspettivi, tra quali ad esempio spicca Anesthesia. I Don't Wanna Be Me sarà anche l'unico singolo estratto e lanciato, complice anche un appeal minore verso il pubblico del nuovo millennio percepito dalla Roadrunner Records, nonostante il divertente video che vede protagonista Dan Fogelman, oggi sceneggiatore nell'industria cinematografica.

I don't wanna be me anymore

13. Nettie
In un disco con molte sfaccettature come Life is Killing Me è difficile trovare un filo conduttore, anche a causa delle condizioni di salute di un Peter a cui sarà diagnosticato il disturbo bipolare proprio in quegli anni. A questo andrebbero aggiunte le dichiarazioni di Josh Silver riguardanti l'album, ritenuto dal tastierista un collage di vecchie idee. Comunque la si voglia vedere, non è certamente il momento migliore del gruppo, ma la tematica familiare tanto cara al bassista/cantante è sempre presente, qui però più matura, passando dallo struggersi per una perdita al tributo vero e proprio. Al padre in Todd's Ship Gods (Above All Things) -il Todd Shipyards era il molo dove lavorava-, ad un amore del passato su (We Were) Electrocute, fino alla madre su Nettie, le cui condizioni di salute erano sempre peggiori. Il pezzo è uno dei più commoventi in tal senso ed una delle punte dell'album, mostrando l'uomo Peter che ringrazia la madre per tutto quello che ha fatto, promettendole il suo sostegno incondizionato per sempre. Un legame che andava ben oltre le sole parole, dato che Steele abitava ancora nel seminterrato della casa di sua madre, un mondo da cui non riusciva a separarsi. Ma che a breve sarebbe stato nuovamente sconquassato.

If you fall, I will catch you
When you're lost, I'll be there soon


14. Dead Again
Il periodo successivo a Life is Killing Me portò diversi avvenimenti che cambiarono il corso delle cose per Peter Steele e per i Type O Negative. I continui problemi con le dipendenze e la fine ufficiale della storia con Liz fecero toccare il fondo al gigante di origine polacca, che finì anche in carcere per l'aggressione del fidanzato di lei e la successiva violazione della libertà condizionata. Da quel punto più basso Peter cercò di risalire, provando a disintossicarsi, riformando i Carnivore con una nuova formazione e giocò un brutto scherzo ai suoi fans, annunciando la sua morte il 13 maggio del 2005. Purtroppo per lui, un paio di mesi dopo, la madre morì, lasciandogli per sempre un vuoto dentro. In questo caos di sentimenti e sensazioni, buttarsi nel lavoro era per Peter l'unica soluzione e la scrittura del nuovo disco dei Type O Negative era la valvola di sfogo che necessitava. Dead Again uscì nel 2007 per la prima volta sotto la SPV ed era molto diverso dal precedente: il gruppo si riappropriò di un suono più naturale e vicino a quello del primo disco, abbinato alla maturità sviluppata negli anni. Peter Steele non era l'unico ad aver avuto problemi personali nel corso del tempo e durante le lavorazioni ci furono anche discussioni e litigi, nonostante i quattro si stimassero reciprocamente. La titletrack e traccia di apertura è anche la canzone più corta dell'album con i suoi poco più di quattro minuti ed è la fotografia del periodo, con la battaglia del leader contro la droga e l'alcool ammessa in questa canzone. Il titolo è un riferimento al macabro scherzo giocato due anni prima, ma anche al fatto che, dopo aver fatto pace con Dio, Peter scherzosamente dicesse di non essere rinato ma ri-morto.

I can’t believe I died last night, Oh God I’m dead again

15. September Sun
Dead Again riusciva nel non facile intento di chiudere dal punto di vista musicale il cerchio iniziato nel 1991 e, contemporaneamente, dare uno sguardo fiducioso verso il futuro che, purtroppo, il destino non ci ha dato la possibilità di vedere. Come detto, c'erano stati tanti cambiamenti e si erano riflessi nelle tematiche dell'album: il tentativo di disintossicarsi, la fede abbracciata dopo venti anni di testi caustici contro la religione (The Profit of Doom, These Three Things, An Ode to Locksmiths), l'abbandono affrontato senza risentimento. C'era il ritorno del sarcasmo nella copertina e nel booklet, non più grezzo e volgare, ma pur sempre affilato. Sapendo oggi ciò che, purtroppo, è successo nel 2010 sarebbe opportuno citare le quasi profetiche ultime parole di Hail and Farewell to Britain, ma September Sun è il pezzo che rappresenta meglio l'evoluzione emotiva di Peter, il quale saluta la sua ex ragazza Liz con un brano struggente, senza più cattivo sangue. Ciò che una volta sarebbe stato una dura invettiva hardcore piena di sete di vendetta, qui diventa un triste saluto della durata di quasi dieci minuti, forse perché quella vendetta era già stata provata fisicamente e alla fine non aveva risolto niente.
Il percorso ventennale dei Type O Negative aveva portato Peter a fare pace con Dio, desiderare una famiglia dopo aver visto i suoi amici sistemarsi e provare a vivere senza le sue dipendenze. Purtroppo non sapremo mai cosa tutto ciò avrebbe portato, dato che il 14 aprile del 2010 Peter Thomas Ratajczyk ha lasciato per sempre questo mondo. A noi non rimane altro che far ripartire ciclicamente quei dischi, ascoltarli cercando sempre nuovi spunti e sentirci un po' vicini a quell'uomo così grande fisicamente e così fragile emotivamente.

Yet in the dark, still he screams your name
Nights living death with witch rhymes insane
Ten years amassed, para toda mi vida?
Lost man in time, was his name Peter?



ObscureSolstice
Domenica 13 Gennaio 2019, 19.23.37
15
Anche lui un tipo contestabile per diverse vicissitudini fatte in vita, ma si dá addosso sempre ai soliti...mentre io che sono una persona che guarda solo la musica, l'ho sempre reputato un frontman e una voce eccezionale, molto personale. Prima Carnivore, dopo cambio Type O Negative...il vero gothic insieme a pochi altri..Danzig, Paradise Lost... Peter Steele è stato uno che non sono riuscito a vederlo per un soffio con i Type O Negative ed è un rammarico che ancora arde. Tra i miei leader indiscussi insieme a pochi altri. Sicuramente una delle piú talentuose presenze degli anni '90, e non solo se si guarda indietro
Rob Fleming
Giovedì 10 Gennaio 2019, 15.30.53
14
Di Peter Steele ricordo sempre la frase sul retro di copertina di Bloody kisses: "Don't mistake lack of talent for genius". Quanta verità in poche parole...
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 10 Gennaio 2019, 15.02.20
13
(era il giorno del mio compleanno, nel 2003)
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 10 Gennaio 2019, 15.00.24
12
me lo ero perso questo inizio anno col botto... mammamia i T0N, quanta fantastica musica ci hanno regalato... una delle più belle sorprese in assoluto fu trovare "life is Killing me" in vetrina al negozietto di dischi vicino a piazza Guala dove abitavo all'epoca, sembrava lì per me e... come al solito era un discone della madonna... ciao pete, riposa in pace, la lezione la ricordiamo tutti: "base not your joy upon the deeds of Others, 'cause what is given can be taken away"
EveryPictureTellsAStory
Sabato 5 Gennaio 2019, 20.55.54
11
Ogni loro canzone è un colpo al cuore...Ciao Peter!
ledb
Venerdì 4 Gennaio 2019, 22.25.18
10
Portrait che rende onore ai TON, come del resto tutte le loro recensioni presenti su questo sito.
Testamatta ride
Venerdì 4 Gennaio 2019, 22.24.28
9
Non aggiungo altre parole a quanto detto nei commenti precedenti. Ribadisco solo che mancano, mancano davvero tanto.
AkiraFudo
Venerdì 4 Gennaio 2019, 16.13.54
8
...band grandiosa, proprio a natale mia moglie mi ha regalato la ristampa su lp di Bloody Kisses e lo metto su quasi ogni giorno, anzi sera... come altri hanno già osservato erano unici nella capacità di amalgamare in modo coerente spunti e influenze apparentemente lontanissime... immortali
Sadwings
Giovedì 3 Gennaio 2019, 20.12.49
7
Uno dei pochi gruppi unici ed originali capace di saper usare con intelligenza le molteplici influenze musicali. Secondo un gruppo la cui assenza pesa più di quanto sembri.
tino
Giovedì 3 Gennaio 2019, 16.19.53
6
fino alla morte di steele sono stati uno dei miei gruppi preferiti, specie epoca worlds coming down qunado li vidi anche a bologna assieme agli opeth e ai blind guardian. Un gruppo straordinario di un genio visionario che ha saputo creare un mix di generi apparentemente in conflitto ma che gli ascolti ripetuti e non distratti ripagano con un bombardamento di emozioni contrastanti e in perenne mutamento, almeno per me. Da segnalare anche gli musicisti oltre al defunto che sono sempre stati un valore aggiunto.
Rob Fleming
Giovedì 3 Gennaio 2019, 16.12.28
5
Un gruppo magnetico: ogni volta che metto su un loro album resto incollato. Come già detto da altri Bloody kisses e October rust dovrebbero essere nelle case di chiunque. Ma anche i successivi hanno momenti che meritano di essere ricordati. Tra i tanti, il medley dei Beatles su World Coming Down
Poison Ivy
Giovedì 3 Gennaio 2019, 15.41.52
4
Grande band, magari gli album più Doom sono un po' difficili da digerire per me ma Bloody Kiss ed October rust sono due capolavori enormi.
Ad astra
Giovedì 3 Gennaio 2019, 15.16.18
3
Sono entrato in contatto con la band solamente nel 2007, quando li vidi dal vivo a Wacken, ricordo il concerto al calare del sole in un caldo agosto. Suonarono molti brani da dead again (giustamente) e ne rimasi folgorato, september Sun su tutti. Iniziai un cammino lento e faticoso perché entrare in contatto con il mondo di Peter non è affatto facile. Ad oggi, e grazie anche ai tuoi suggerimenti Diego, mi sono innamorato di questa band e mancano, mancano moltissimo poiché nessuno sarà mai come loro. Bravo, parole sentite e vere!
Sha
Giovedì 3 Gennaio 2019, 12.47.45
2
A mio avviso tra i pochi ad aver assorbito veramente il goth rock e ad essere riusciti a portarlo nel metal. Grandissimi.
InvictuSteele
Giovedì 3 Gennaio 2019, 12.08.52
1
Geniali e unici, i primi a suonare gothic metal, ancora prima della scena gothic doom inglese. Pochi album ma tutti capolavori, Peter Steele anima solitaria e geniale. Una perdita incolmabile per la scena musicale. Mi mancano tanto.
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World Coming Down
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The Least Worst of Type O Negative
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Life Is Killing Me
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Dead Again
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08/09/2017
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# 28 - Agalloch
19/06/2017
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# 27 - Dimmu Borgir
07/06/2017
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# 26 - The Cult
23/03/2017
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# 25 - Bathory
30/10/2016
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# 24 - Helloween
26/09/2016
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# 23 - Marduk
17/06/2016
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# 22 - Tool
29/04/2016
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# 21 - Immortal
28/03/2016
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# 20 - Pantera
01/03/2016
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# 19 - Sepultura
17/02/2016
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# 18 - Kreator
21/01/2016
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# 17 - Savatage
19/01/2016
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# 16 - Deep Purple
20/11/2015
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# 15 - Megadeth
03/11/2015
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# 14 - Mercyful Fate
20/10/2015
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# 13 - Kiss
09/10/2015
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# 12 - Led Zeppelin
23/02/2015
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# 11 - Scorpions
30/12/2014
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# 10 - Guns N` Roses
25/11/2014
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# 9 - Queen
27/10/2014
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# 8 - AC/DC
22/08/2014
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# 7 - Motorhead
18/03/2014
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# 6 - Metallica
16/02/2014
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# 5 - Manowar
21/11/2013
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# 4 - Death
23/10/2013
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# 3 - Judas Priest
07/10/2013
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# 2 - Slayer
04/09/2013
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# 1 - Iron Maiden
 
 
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