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Iron Maiden - No Prayer for the Dying
25/04/2016
( 2633 letture )
Inghilterra, 1990. Gli Iron Maiden si apprestano a pubblicare il loro ottavo studio album, No Prayer for the Dying, successore dello straordinario Seventh Son of a Seventh Son. Ma molte cose sono cambiate tra le due pubblicazioni, le carte in tavola non sono più le stesse e la direzione artistico-musicale è anch’essa in parte mutata. La formazione inglese è ora orfana di uno dei suoi membri più talentuosi, il chitarrista Adrian Smith, il quale ha preferito concentrarsi su una carriera solista (con gli A.S.A.P., acronimo di “Adrian Smith Audio Project”). Al suo posto arriva il mai tanto amato (dai fan e dalla critica) Janick Gers, che si era messo in luce precedentemente nei White Spirit e poi alla corte di Ian Gillan, entrando anche a far parte del progetto personale di Bruce Dickinson, col quale pubblicò nel maggio del 1990 Tattooed Millionaire. È anche grazie al nuovo innesto che gli Iron Maiden voltano faccia abbandonando le sonorità di Seventh Son of a Seventh Son e ritornando alle proprie origini, con un heavy metal puro, grezzo e diretto. Per registrare No Prayer for the Dying la band inglese si affidò alle sapienti mani del produttore di lunga data Martin Birch, che nel 1990 era quasi giunto al termine della propria carriera, coadiuvato da Steve Harris, ai Barnyard Studios, nell’Essex. La diversa e basilare impronta sonora data a questo disco non è da intendersi come una bocciatura nei confronti delle sperimentazioni precedenti, bensì come la volontà di ritornare a fare quello per cui gli Iron Maiden sono maggiormente conosciuti, con canzoni che vanno dritte al sodo, costruite su riff classici, con la grandiosa voce di Dickinson a tagliare in due i nostri apparati uditivi come solo lui sa fare. Di contorno alla parte strettamente musicale, è importante segnalare come l’edizione originale dell’album avesse una copertina differente rispetto a quella oggi maggiormente diffusa della ristampa del 1998. Causa di ciò fu il manager della band Rod Smallwood, che chiese di rimuovere la figura da lui non apprezzata del becchino dal nuovo artwork. Venne inoltre aggiunta un’iscrizione sulla lapide che così recita:

“After the Daylight
The Night of Pain
That is not Dead
Which Can Rise Again”


Ad aprire l’album è una delle canzoni ritenute all’unanimità tra le meglio riuscite, Tailgunner. I ritmi sono abbastanza alti e costanti e il compito dei Maiden è svolto nella maniera più adeguata, ma si capisce subito che non siamo di fronte ad un pezzo che rimarrà più di tanto nei cuori dei fans. Obiettivo raggiunto invece da Holy Smoke, primo singolo estratto e canzone altrettanto diretta ma molto più divertente e coinvolgente, che si lascia cantare a squarciagola ed esalta ancor più le corde vocali di Dickinson, nonché l’operato delle due chitarre. Arriviamo così alla traccia che da il titolo all’album, una canzone riflessiva e dall’andamento assai più contenuto delle due precedenti, almeno nella sua parte iniziale. Il riff principale entra subito in testa e la voce si sposa alla perfezione col fare trasognato delle chitarre. Quando poi, verso la metà, i toni si fanno più decisi e i Maiden partono nella loro classica cavalcata si può intuire subito che abbiamo a che fare con un altro ottimo brano, che ben rappresenta le due facce migliori della band inglese. No Prayer for the Dying è un album che da il meglio di sé nelle fasi iniziali e in quelle finali, e così proprio i pezzi centrali sono quelli che ricordiamo meno volentieri. Public Enema Number One, ad esempio, è certamente gradevole, ma non lascia quell’impronta significativa che altri brani sono invece in grado di lasciare. Fates Warning ha effettivamente troppo poco mordente per incidere come vorrebbe, mentre The Assassin ricorda in certi momenti l’iniziale Tailgunner ed evolve in maniera interessante dal punto di vista vocale, con un Dickinson più cattivo che mai nella pronuncia delle due parole che danno il titolo alla canzone; non si fanno invece particolarmente apprezzare le due chitarre, abbastanza dispersive al di fuori delle strofe principali. Run Silent Run Deep ha un incedere molto aggressivo, ma a parte il buon ritornello e le accattivanti parti soliste non fa molto parlare di sé e si arriva così all’ennesimo -ed anche ultimo- brano mediocre, ovvero Hooks in You, unico su cui svetta anche la firma del defezionario Adrian Smith. I toni si rifanno un po’ alla divertente Holy Smoke, ma il risultato è ben diverso e la grinta necessaria a far spiccare questo pezzo è in parte presente, ma non nella maniera più adeguata. I due brani conclusivi sono anche due dei più famosi nel repertorio maideniano, seppur non più molto considerati ai giorni nostri. Bring Your Daughter... to the Slaughter è il secondo singolo di No Prayer for the Dying e presenta una sezione strumentale finalmente degna di nota, su cui poggia la sempre più tagliente voce di Dickinson. Il pezzo, che venne inserito inizialmente nel primo album solista di Dickinson, fu originariamente composto per far parte della colonna sonora di Nightmare 5 e solo successivamente entrò nella discografia dei Maiden fortemente voluto da Steve Harris. L’imponente Mother Russia pone termine all’album in una maniera più che dignitosa. Suggestiva ed epica nel suo incedere, è sorretta da ritmi marziali e da una voce più che mai trainante, anche se il lavoro maggiore è svolto proprio dalla sezione strumentale.

Il decennio degli anni Novanta non iniziò nel migliore dei modi per la band britannica, l’album infatti ricevette perlopiù critiche negative e viene tutt’oggi ricordato come uno dei meno ispirati della loro discografia oltre ad essere stato sempre notoriamente messo da parte in sede live. Resta il fatto che qualcosa di buono al suo interno c’è e gli spunti positivi non mancano, come abbiamo visto nel paragrafo precedente. Il ritorno alle sonorità dei primi dischi, canzoni più immediate e piccole perle da non sottovalutare sono tutti elementi che per alcuni fans hanno evidenziato risvolti più positivi che negativi. Due anni più tardi gli Iron Maiden avrebbero pubblicato Fear of the Dark, l’ultimo album con Dickinson in formazione, prima che venisse sostituito da Blaze Bayley per i successivi due lavori in studio. Il resto, col rientro alla casa madre di Bruce Dickinson e di Adrian Smith avvenuto nel 1999, come si dice in questi casi, è storia.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
81.13 su 43 voti [ VOTA]
jaw
Giovedì 16 Novembre 2017, 21.31.18
47
Lizard puoi spiegarmi allora perche' esistono commenti come quelli sul terrorista islamico poi vengono tolti commenti non offensivi? Ah poi i comunisti pelosi come li chiama lui sono i Litfiba, non i Manowar
Aceshigh
Giovedì 19 Ottobre 2017, 9.46.21
46
Premesso che reputo alla stregua di capolavori tutto ciò che i Maiden hanno pubblicato negli anni '80 (qualche album più di altri), questo NPFTD non lo trovo di livello tanto inferiore. Certo, anch'io all'epoca ci rimasi un po' stranito, non sono stato mai un fan di Gers e non mi aspettavo certe sonorità, ma rimane comunque un prodotto di altissimo livello, meglio di FOTD, centomila volte meglio degli album con Bailey. Tailgunner, Bring your Daughter To The Slaughter e The Assassin non si discutono... voto : 88
Philosopher3185
Sabato 22 Luglio 2017, 9.34.52
45
Comunque per me di brani decenti si salvano soloublic enema number one(con un assolo favoloso!),hooks in you,mother russia;il resto sono brani abbastanza anonimi,orrenda è holy smoke con un cantanto che sembra uno scioglilingua,tailgunner scontata e monotona anche se dal vivo funzionava bene,the assassins è uno dei peggiori brani mai scritti dalla vergine di ferro.Quanto l'ho accusata la dipartita di Smith,in sede compositiva si sente troppo la mancanza di quell'uomo!
brus
Venerdì 14 Luglio 2017, 11.11.53
44
@max, no max,anche io lo considero uno dei migliori. Li ho scoperti con questo album,avevo una mc registrata di mio fratello in casa senza scritte e niente,non sapevo chi fossero ma ricordo ancora quello che provai appena inserita la mc nello stereo. Avevo 10 anni poi e mi sconvolse la vita
lisablack
Venerdì 14 Luglio 2017, 11.03.53
43
Mi è sempre piaciuto questo album, ho sempre la cassetta originale del novembre 90, di sicuro l'ho apprezzato di più di Fear of the Dark. Ovviamente è inferiore ad un capolavoro stupendo come Seventh Son, comunque la title track, Mother Russia per me sono brani molto belli.. Per me 70 va bene.
max
Venerdì 14 Luglio 2017, 8.47.42
42
a quanto pare solo io lo considero uno dei migliori dischi dei Maiden del periodo Dickinson... probabilmente perchè è il meno classicamente Maideniano e quindi un po' meno prevedibile: il solito giro Mi- Do Re Mi- (o equivalemte in altra tonalità) in questo disco ricorre decisamente meno del solito rendendolo più vario.
Philosopher3185
Venerdì 14 Luglio 2017, 5.12.17
41
Se la produzione fosse stata un po' meno indecente e Dickinson cantasse invece di gracchiare,l'album sarebbe stato sicuramente ben piu' convincente.
Christian Princeps
Sabato 10 Giugno 2017, 11.56.31
40
Vabbè alla fine gli ho messo un voto un tantino più alto:85...
Christian Princeps
Sabato 10 Giugno 2017, 11.51.35
39
L'ultimo grande disco degli Iron Maiden(a parte forse "Dance of death"),da sempre incredibilmente sottovalutato. La title track "No prayer for the dying","The Assassin", "Bring your daughter to the slaughter" e "Mother Russia",meritano di essere considerati dei classici nella carriera del gruppo. Dopo questo disco,sarà un'altra storia...Concordo con il voto di Argo:80
Il Marchese Del Grillo
Domenica 2 Aprile 2017, 20.33.56
38
Dick in son???? Ah ah ah😂forse sei un genio sottovalutato!
ELIO MARRACINY
Domenica 2 Aprile 2017, 20.30.55
37
FATES WARNING CAPOLAVORO INDISCUSSO, L'INIZIO GILMOURIANO DI DAVIDE, LA VOCE GRAFFIANTE DI BRUCE DICK IN SON, IL DRUMMING FORSENNATO DI NICOLA, JANICK CHE CON I SUOI PASSI DI DANZA RENDE TUTTO PIù RITMATO E CADENZATO E INFINE LA PRECISIONE DEGNA DI UN TERRORISTA ISLAMICO DI ZIO STEVE, ASS OLO DA ORGASMO!!!!!!
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 24 Ottobre 2016, 23.00.16
36
Semplicemente è un Troll grande come una casa
il Marchese Del Grillo
Lunedì 24 Ottobre 2016, 22.54.29
35
Elio ma che cazzo sei? un mutilato che digita sulla tastiera a colpi di craniate? o scrivi con la camicia di forza????
Giutreas
Sabato 8 Ottobre 2016, 0.12.10
34
Buon disco, riascoltato oggi. Per me sui livelli di Fear of the dark.
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Martedì 4 Ottobre 2016, 1.41.06
33
Con spunti del genere scriverei un romanzo
ELIO MARRACINY
Martedì 4 Ottobre 2016, 0.42.31
32
E POI IL BALLERINO GENIALE JANICK GERS HA PRESO IL POSTO DI QUEL BUFFONE DI ADRIAN SMITH, CHE POI RITORNERÀ NEL 1999 INSIEME A QUEL BUFFONE DI BRUCE.
ELIO MARRACINY
Martedì 4 Ottobre 2016, 0.36.28
31
SIGNORE MARCO LEI DICE DELLE PUTTANATE IMMENSE, VIRTUAL XI È IL MIGLIOR ALBUM DELLA STORIA
ELIO MARRACINY
Martedì 4 Ottobre 2016, 0.33.27
30
LA COPERTINA È UN CAPOLAVORO DI QUEL GENIO DI DEREK , RISPETTO A QUELLA CAFONATA DI SSOASS CLAIRVOYANT COPIATA DA . DA STO ALTAILGUNNER ALBUME È ASSOLUTO MOLTO MEGLIO DI PAURA DEL BUIO, PAGLIACCIATA ENORME, QUESTO ALBUM RITORNA ALLE RADICI, ALLA STRADA A QUANDO QUEL DROGATO DI DI ANNOPAULANNOFECE FOTTERE IL MICROFONO, GERS È UN GENIO, DICKINSON AL MEGLIO CON UNA VOCE SOAVE MEGLIO DEL CORPULENTO PAVAROTTI. HOLY SMOKE HA IN ASSOLO BESTIALE!
Burning Eye
Lunedì 3 Ottobre 2016, 23.15.42
29
Alla fine anche l'ultimo degli Iron per me, ssoass è un bel disco ma per il mio personale gusto non è del tutto al pari con i precedenti, poi a riguardo sono state fatte infinite discussioni e ognuno ha i propri gusti.
terzo menati
Lunedì 3 Ottobre 2016, 22.55.16
28
Se per questo l'ultimo capolavoro di riggs e' stato quella di somewhere in time. Questa veramente minimal...
Burning Eye
Lunedì 3 Ottobre 2016, 22.47.02
27
C'è una cosa però che andrebbe detta, a differenza del rifacimento della copertina dell'esordio nella remastered del 98, l'aver tolto il becchino è stata, secondo me, una giusta cosa. La copertina originale la trovo alquanto tirata via.
Metal Shock
Lunedì 3 Ottobre 2016, 22.43.37
26
O ci sono troppi trolls o certe gente si fuma roba pesante prima di scrivere!!!
Burning Eye
Lunedì 3 Ottobre 2016, 22.38.01
25
Me la spezza troppo, sono quasi caduto dal divano, che non è cosa facile. L' 8 rovesciato è poesia, ma lo assegnerei più Lulù a quel punto.
Mulo
Lunedì 3 Ottobre 2016, 22.36.19
24
Adrian Smith non suona ne su questo ne su Fear of the dark... comunque disco di una bruttezza e banalità sconcertante.
terzo menati
Lunedì 3 Ottobre 2016, 22.23.07
23
Tra elio e marco non si sa chi sia più suonato...scherzi a parte marco afraid e' su fear of the dark...sbeglia
Marco Marzenta
Lunedì 3 Ottobre 2016, 22.15.03
22
Caro ELIO, ma sta scherzando spero? Come può ritenere questo album una immensità musicale? I brani sono tutti sciapi a parte Afraid to shoot strangers che è la migliore dell'album, anche se manca di un vero e proprio ritornello. Quest'album insieme a Virtual xi pubblicato pochi anni dopo è il peggiore del quintetto britannico. Adrian smith mal ispirato come in Fear of the dark uscito due anni prima, dove già i Maiden dimostravano evidenti cali, io li vidi a Milano in quegli anni.
ELIO MARRACINY
Domenica 2 Ottobre 2016, 0.05.39
21
IL VOTO DEI LETTORI RENDE UN PO' DI GIUSTIZIA A QUESTA IMMENSITÁ MUSICALE, DI CERTO NON SI AVVICINA AL GIUSTO VOTO CHE SAREBBE UN 8 ROVESCIATO, OSSIA INFINITO PER QUESTO ALBUM IMMENSO, IL RECENSORE È SICURAMENTE UN FAN DEI MANOWAR, QUEI PATETICI COMUNISTI PELOSI, JANICK GERS AMMALIA CON I SUOI PASSI DEGNI DI UN ROBERTO BOLLE DEL METALLO, OLTRE AD ESSERE UN SUBLIME CHITARsRISTA!
ELIO MARRACINY
Domenica 2 Ottobre 2016, 0.05.37
20
IL VOTO DEI LETTORI RENDE UN PO' DI GIUSTIZIA A QUESTA IMMENSITÁ MUSICALE, DI CERTO NON SI AVVICINA AL GIUSTO VOTO CHE SAREBBE UN 8 ROVESCIATO, OSSIA INFINITO PER QUESTO ALBUM IMMENSO, IL RECENSORE È SICURAMENTE UN FAN DEI MANOWAR, QUEI PATETICI COMUNISTI PELOSI, JANICK GERS AMMALIA CON I SUOI PASSI DEGNI DI UN ROBERTO BOLLE DEL METALLO, OLTRE AD ESSERE UN SUBLIME CHITARsRISTA!
Burning Eye
Lunedì 26 Settembre 2016, 12.03.33
19
Non è così male, 71 può starci secondo me. Ci sono una manciata di ottimi pezzi, alcuni meno incisivi e alcuni trascurabili. Un Bruce strano e rauco condisce il tutto assieme ad una produzione non del tutto all'altezza e non del tutto inadeguata.
Galilee
Sabato 9 Luglio 2016, 13.07.53
18
Ah ecco, mi era parso...
Enomis
Sabato 9 Luglio 2016, 12.56.57
17
Ci mancherebbe Galilee, anche il mio era un tentativo ironico di perculare chi, sul web ma anche su questo sito, non accetta che qualcuno abbia opinioni differenti dalle proprie.
Galilee
Sabato 9 Luglio 2016, 0.09.08
16
X Enomis, beh, ero ironico. Inoltre non ho contestato i tuoi gusti, ho solo sottolineato i miei. Vai tranquillo, don'T worry.
Enomis
Venerdì 8 Luglio 2016, 22.46.20
15
@Galilee, non ti permettere, come osi contestare il mio gusto assolutamente personale e che non ha nessun valore oggettivo? (Riesco a sembrare un po' un commentatore della recensione di Book of Souls?)
phillives
Giovedì 7 Luglio 2016, 20.49.04
14
Togliete il voto dei lettori, per pietà. Se voglio ridere mi guardo Checco Zalone.
Psychosys
Giovedì 7 Luglio 2016, 20.38.57
13
@InvictuSteele alla fine la critlica ha il compito di rappresentare il parere dei più, un 95 ci sta se è un gusto personale di qualcuno, un 70 mi sembra più adeguato. Se apro una recensione di No Prayer e vedo un voto così alto cambio sito
InvictuSteele
Giovedì 7 Luglio 2016, 10.14.31
12
Vabbè si sa che da questo disco in poi i Maiden calano parecchio per diventare (almeno per me) una semplice e onesta band fino ad oggi. Questo disco però l'ho sempre trovato discreto, da 70, il seguente Fear of the dark è peggio (da 65), dopodiché i Maiden hanno continuato a sfornare album discreti alternati ad album appena sufficienti con le punte di Brave new world e l'ultimo book of souls ai quali darei a entrambi 80. Ma tanto si sa, i fans molto spesso sono poco oggettivi, ho letto in giro recensioni che danno 95 a quasi tutti i dischi della band, anche a questo o a fear of the dark...
Psychosys
Giovedì 7 Luglio 2016, 2.29.54
11
Sono d'accordissimo con @Enomis. Due dischi vuoti, con poco da offrire. Dickinson non c'era più già da Somewhere In Time, poi Smith se n'era andato, si era rotto qualcosa. A questo do tuttosommato una sufficienza risicata, ma FOTD lo boccio in pieno. Per il resto, li ritengo superiori ai soli Final Frontier e Dance Of Death, che trovo veramente inascoltabili. Se qualcuno poi ritiene No Prayer e Fear Of The Dark gli ultimi buoni dischi dei Maiden, probabilmente dovrebbe togliere le fette di prosciutto dagli occhi.
Galilee
Giovedì 7 Luglio 2016, 0.31.22
10
Il voto lettori è improponibile, ma ai tuoi gusti Enomis, forse preferisco il voto lettori...
Enomis
Giovedì 7 Luglio 2016, 0.07.58
9
Il voto lettori si mostra al solito poco rilevante, Mulo: o c'è il simpatico di turno che viene a votare 30 all'album una volta ogni due giorni, oppure c'è chi spara 99 a tutti i dischi della sua band preferita. Detto ciò, parlando di questo disco mi sento di dissentire con la maggior parte dei fan dei Maiden, che ritengono questo e Fear gli ultimi due "capolavori" dei Maiden. Pur essendo due buoni album, con buoni spunti ma anche passi (talvolta mezzi, talvolta pieni) falsi, ritengo i primi due dischi dei 90s della Vergine inferiori ai due registrati con Blaze, e anche inferiori (eccezion fatta per DoD, che secondo me è su questi livelli di album discreto/buono) al nuovo corso inaugurato con Brave New World e continuato fino ad oggi con il bistrattato Book of Souls.
Mulo
Mercoledì 6 Luglio 2016, 16.49.45
8
Voto lettori 89.... Più di quello di "number of the beast" (sempre voto lettori) che è 86... ... Lettori intenditori ah ah! Laur de macc! X me non più di 40... Pezzi di una banalità (e bruttezza) allucinante...
matt2
Mercoledì 6 Luglio 2016, 16.32.59
7
come già detto sotto la precedente recensione il peggiore fino a quel momento, ma buono . se raffrontato a quel che verrà batte fear of the dark (disco che affianca a dei classici na marea di riempitivi allucinanti), se la gioca con x factor , resta un pelo sotto a brave new world e a matter ma distacca di parecchio i rimanenti . il mio voto è sempre 75 : i brani se si esclude la caduta di stile hooks in you sono tutti di buon livello e in alcuni casi vanno sull'ottimo . manca forse il classicone tipo sign of the cross ma mother russia ad es. è spettacolare.
Bender
Mercoledì 6 Luglio 2016, 16.21.25
6
Quoto Galilee
Galilee
Mercoledì 6 Luglio 2016, 16.16.54
5
Un disco che mi piace particolarmente. Lo so non è il top ma la produzione e le song molto grezze e lineari mè lo fanno apprezzare probabilmente più del dovuto. Però per me da qui in poi ci sarà un salto qualitativo verso il basso non indifferente. Voto 75/80.
entropy
Mercoledì 6 Luglio 2016, 15.28.12
4
Per me il peggiore della loro discograifa. Quantomeno fino al primo abbandono di bruce. Ma tutto sommato un 70 ci può stare.
Rob Fleming
Domenica 22 Maggio 2016, 11.33.20
3
Discreto. E solo in virtù di Tailgunner, Holy smoke e la solenne Mother Russia. Bring your daughter mi ha sempre divertito
Argo
Domenica 22 Maggio 2016, 11.18.32
2
Recensione nuova di zecca? Ribadisco il mio voto precedente, cioè un bel 8. L'ultimo disco dei "veri" Maiden, Lo ascolto sempre con piacere.
Psychosys
Domenica 22 Maggio 2016, 10.35.21
1
Abbastanza in accordo con il recensore, i pezzi centrali i meno ispirati. Holy Smoke il brano migliore del disco - il che la dice lunga - poi le passabili Tailgunner, Hooks In You, Bring Your Daughter, Mother Russia e title track. Alla fine si fa ascoltare, un disco "non del tutto azzeccato" da 40 minuti é meglio che uno "non del tutto azzeccato" da un'ora e passa. 60/100
INFORMAZIONI
1990
EMI
Heavy
Tracklist
1. Tailgunner
2. Holy Smoke
3. No Prayer for the Dying
4. Public Enema Number One
5. Fates Warning
6. The Assassin
7. Run Silent Run Deep
8. Hooks in You
9. Bring Your Daughter... to the Slaughter
10. Mother Russia
Line Up
Bruce Dickinson (Voce)
Dave Murray (Chitarra solista)
Janick Gers (Chitarra ritmica)
Steve Harris (Basso)
Nicko McBrain (Batteria)
 
RECENSIONI
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