Faccio sempre fatica a parlare di Nick Cave e della sua musica. Nel caso del brano qui preso in esame, si tratta di descrivere e analizzare uno dei testi più complessi ma allo stesso tempo più ammalianti del Re Inchiostro. Pur essendo ateo, ho sempre trovato affascinante l'uso che il cantautore australiano fa, nei suoi brani, delle figure religiose, che danno più profondità alle sue canzoni.
The Mercy Seat è la traccia che apre Tender Prey, il quinto disco della carriera di Nick Cave And The Bad Seeds. Il pezzo è stato scritto tra agosto e novembre del 1987 tra Berlino (che darà tanto alla band) e Londra, per poi venire pubblicato solamente a settembre dell'anno seguente. È sicuramente uno dei brani più noti del cantante australiano tant’è che, fin dalla sua uscita, è sempre stato presente nella setlist dei concerti. Il pezzo attinge ancora a piene mani dal post-punk dei primi album, influenza da cui si distaccherà coi lavori successivi in cui si dedicherà al cantautorato, abbandonando strumenti “fondamentali” e creando brani molto minimali ‒gli ultimi album Skeleton Tree e Ghosteen sono stati lo step finale della sua evoluzione musicale. In The Mercy Seat si può apprezzare il basso ossessivo di Mick Harvey, colonna portante di tutto il brano, insieme alla batteria marciante suonata da Thomas Wydler. Il tutto condito da strumenti come l’organo hammond, il pianoforte e il violino, questi ultimi suonati da Chris Tombling, Audrey Riley e Gini Ball.
Ai fan sono ben note le liriche della canzone, che raccontano di un uomo prossimo ad essere giustiziato su una sedia elettrica a causa di un crimine commesso. Come spesso accade nei testi del Re Inchiostro, è possibile apprezzare un significato più profondo e religioso nei versi che compongono questo brano.
It began when they come took me from my home And put me in Death Row Of which I am nearly wholly innocent, you know And I'll say it again I... am... not... afraid... to... die...
Cominciò quando vennero a prendermi a casa E mi portarono al braccio della morte Eppure sono quasi completamente innocente, sai E lo voglio ripetere ancora Non… ho… paura… di… morire
L'intro è in prima persona, volto ad anticipare lo stile narrativo che si protrae per tutta la durata del brano. Le liriche del cantante di Warracknabeal cominciano raccontando dell'arresto del protagonista che ammette di essere innocente, pur non nascondendo del tutto la sua colpevolezza. Certamente i versi più importanti sono gli ultimi due, che tenderanno a ripetersi spesso nel corso della canzone, in cui il criminale dichiara che non ha paura di morire ed è pronto ad accettare la sentenza. Ciò non viene affermato per motivo d'orgoglio, infatti il protagonista comincia a cercare una salvezza “dall'alto”.
I began to warm and chill To objects and their fields, A ragged cup, a twisted mop The face of Jesus in my soup Those sinister dinner deals The meal trolley's wicked wheels A hooked bone rising from my food All things either good or ungood.
Ho cominciato a provare caldo e freddo Davanti agli oggetti e ai loro contorni Una tazza sbreccata, un panno attorcigliato Il volto di Gesù nella zuppa Quelle cene sinistre Le crudeli ruote del carrello dei pasti Un osso curvo che spunta dal cibo Ogni cosa buona o cattiva
La scena si sposta nella cella dove è rinchiuso il narratore. Se ad un primo impatto questa strofa sembra sconclusionata e senza alcun significato bisogna invece spiegare l'uso che Nick Cave fa dell'apofenia. Questo termine viene usato per specificare il riconoscimento di connessioni casuali che conduce ad un significato privo di senso. Si tratta di un’abitudine che spesso viene messa a fianco della schizofrenia, malattia che il protagonista, da quando è stato messo nel braccio della morte, può aver iniziato a sviluppare. Certamente il verso che più salta all'occhio e che maggiormente è in risalto, nonché in collegamento con l'apofenia, è Il volto di Gesù nella zuppa.
And the mercy seat is waiting And I think my head is burning And in a way I'm yearning To be done with all this measuring of proof. An eye for an eye A tooth for a tooth And anyway I told the truth And I'm not afraid to die.
E il trono della misericordia attende E credo che la mia testa bruci E in un certo senso ho una gran voglia Di farla finita con questa prova della verità Occhio per occhio Dente per dente E comunque ho detto la verità E non ho paura di morire.
Arriviamo ora al primo ritornello della canzone, certamente il più difficile da analizzare. Il Trono della misericordia qui cantato fa allusione alla sedia elettrica che il criminale sta aspettando, la stessa che gli brucierà la testa e lo giustizierà. L'idioma “occhio per occhio/dente per dente” ha sì origine nel Codice di Hammurabi ma è ben presente anche nella Bibbia: se nel Vecchio Testamento si hanno molti versetti a favore di questa idea di giustizia, nel Nuovo, per contro, ci si schiera in antitesi, preferendo il porgere l'altra guancia. Non è dato sapere da che parte si stia schierando il protagonista; tuttavia, dal fronte di chi ascolta, qualche dubbio sulla sua innocenza comincia ad apparire fugacemente. A detta del mantra finale del verso, il protagonista è completamente innocente e continua a non aver paura di morire.
Interpret signs and catalogue A blackened tooth, a scarlet fog. The walls are bad. Black. Bottom kind. They are sick breath at my hind They are sick breath at my hind They are sick breath at my hind They are sick breath gathering at my hind.
Interpreto i segni e li classifico Un dente annerito, una nebbia scarlatta I muri sono spaventosi. Neri. Degni di un tugurio Sono il respiro malato dietro di me Sono il respiro malato dietro di me Sono il respiro malato dietro di me Sono il respiro malato che cresce dietro di me.
Sempre nel secondo verso Nick Cave continua a far uso dell'apofenia. Il dente annerito può significare il suo essere una pecora nera nella società, teoria che avanza la sua colpevolezza a scapito dell’innocenza; può, tuttavia, essere sinonimo dell’isolamento che lo affligge, come se fosse stato costretto ad essere una mela marcia e a venire allontanato dagli altri. Tutte le altre figure (la nebbia, i muri) che lui considera come dei respiri malati non fanno male fisicamente, ma sono presenti e si percepiscono nitidamente. Tutti i pensieri contorti prodotti dalla sua mente, come la nebbia scarlatta che ricorda il sangue e i muri neri che richiamano l'oscurità, gli sibilano alle spalle come dei respiri.
I hear stories from the chamber How Christ was born into a manger And like some ragged stranger Died upon the cross And might I say it seems so fitting in its way He was a carpenter by trade Or at least that's what I'm told
Like my good hand I tatooed E.V.I.L. across it's brother's fist That filthy five! They did nothing to challenge or resist.
Dalla sala giungono racconti Dicono che Cristo sia nato in una mangiatoia E che, come un pezzente senza nome Sia morto sulla croce E vorrei dire che in un certo senso fu inevitabile Di mestiere faceva il falegname O almeno così mi è stato detto
Una delle mie mani è buona Ho tatuato M.A.L.E. sul pugno di suo fratello Quelle cinque dita schifose! Non han fatto nulla per lottare o resistere.
Nel terzo verso fa il suo ritorno l'argomento religioso, con il narratore che ascolta il racconto della storia di Gesù Cristo. Il protagonista ironizza, sul filo della blasfemia, sulla sua morte avvenuta su un pezzo di legno, lui che di mestiere faceva il falegname. Il tema della religione e della redenzione è spesso presente nel contesto di racconti che provengono dal braccio della morte o, in generale, quando ci si trova davanti al tema centrale della fine della vita. Il protagonista, pur scherzando su una delle figure più importanti della religione cristiana, comincia ad avvicinarsi alla fede, cercando, forse, una redenzione. Si prosegue con un delirio del narratore in cui racconta delle due personalità ben distinte che le sue mani possiedono: una cattiva, ovvero quella che può aver commesso il crimine; l'altra buona, che non ha avuto troppa forza per fermare l'atto. Questa parte del testo si può certamente estendere per le due personalità generali del protagonista, che non è riuscito a fermare i suoi impulsi negativi.
In Heaven His throne is made of gold The ark of his Testament is stowed A throne from which I'm told All history does unfold. Down here it's made of wood and wire And my body is on fire And God is never far away.
Nei cieli il Suo trono è fatto d'oro E l'arca del Suo testamento è ben custodita Da quel trono, mi è stato detto Discende tutta la storia Quaggiù ci sono soltanto legno e cavi E il mio corpo va a fuoco E Dio non è mai lontano.
Torna nuovamente l'argomento religioso e, questa volta, tocca alla descrizione del vero Trono della misericordia. Per il cantautore si tratta della copertura d'oro che chiude l'arca dell'alleanza, ovvero la custodia che contiene le tavole della legge che Dio avrebbe donato a Mosè e, di conseguenza, all'umanità per poter vivere serenamente e in pace. Tuttavia, la rassegnazione del protagonista che ci descrive la sua idea di Trono della misericordia è chiara, infatti ci presenta un seggio composto da cavi e legno che dà fuoco al narratore stesso (alludendo chiaramente alla sedia elettrica), ammettendo di sentire Dio vicino a sé pronto ad accoglierlo.
Into the mercy seat I climb My head is shaved, my head is wired And like the moth that tries To enter the bright eye So I go shuffling out of life Just to hide in death awhile And anyway I never lied.
My kill-hand is called E.V.I.L. Wears a wedding band that's G.O.O.D. `Tis a long-suffering shackle Collaring all that rebel blood.
Al trono di misericordia io ascendo La testa è rasata, la testa è piena di fili E come una falena che cerca di penetrare L'occhio luminoso Esco dibattendomi dalla vita Solo per nascondermi un poco nella morte E comunque non ho mai mentito
La mia mano assassina si chiama M.A.L.E. Porta una fascia nuziale che è B.E.N.E. Sono i ceppi dell'eterna sofferenza Che incatenano tutto quel sangue ribelle.
Si passa ora alla descrizione dell'esecuzione. Pronto ormai al suo destino, il narratore si descrive come una falena, animale noto per essere attratto dalla luce: lui stesso è, infatti, attratto dalla luce di Dio. Ancora una volta il verso si conclude con la voce narrante che ammette la sua innocenza. Nella seconda parte della strofa, invece, si ripropone la descrizione delle mani, dove in quella sinistra è presente una fede matrimoniale sporca di sangue, segno che ad essere stata uccisa è stata la moglie del protagonista.
And the mercy seat is waiting And I think my head is burning And in a way I'm yearning To be done with all this measuring of truth. An eye for an eye And a tooth for a tooth And anyway I told the truth And I'm not afraid to die.
And the mercy seat is burning And I think my head is glowing And in a way I'm hoping To be done with all this weighing up of truth. An eye for an eye And a tooth for a tooth And I've got nothing left to lose And I'm not afraid to die.
And the mercy seat is glowing And I think my head is smoking And in a way I'm hoping To be done with all this looks of disbelief. An eye for an eye And a tooth for a tooth And anyway there was no proof Nor a motive why.
And the mercy seat is smoking And I think my head is melting And in a way I'm helping To be done with all this twisted of the truth. A lie for a lie And a truth for a truth And I've got nothing left to lose And I'm not afraid to die.
And the mercy seat is melting And I think my blood is boiling And in a way I'm spoiling All the fun with all this truth and consequence. An eye for an eye And a truth for a truth And anyway I told the truth And I'm not afraid to die.
And the mercy seat is waiting And I think my head is burning And in a way I'm yearning To be done with all this measuring of proof. A life for a life And a truth for a truth And anyway there was no proof But I'm not afraid to tell a lie.
E il trono della misericordia attende E credo che la mia testa bruci E in un certo senso ho una gran voglia Di farla finita con questa prova della verità Occhio per occhio Dente per dente E comunque ho detto la verità E non ho paura di morire
E il trono della misericordia attende E credo che la mia testa sia incandescente E in un certo senso spero Di farla finita con questo esame della verità Occhio per occhio Dente per dente E non ho più niente da perdere E non ho paura di morire
E il trono di misericordia è incandescente E credo che la mia testa fumi E in un certo senso spero Di farla finita con questi sguardi stupiti Occhio per occhio Dente per dente E comunque non c'erano prove E nemmeno un movente
E il trono di misericordia fuma E credo che la mia testa si stia sciogliendo E in certo senso contribuisco A farla finita con questa distorsione della verità Menzogna per menzogna Verità per verità E non ho più niente da perdere E non ho paura di morire
E il trono di misericordia si sta sciogliendo E credo che la mia testa stia bollendo E in un certo senso sto rovinando
Tutto il piacere di questa verità e tutto il resto Occhio per occhio Dente per dente E comunque ho detto la verità E non ho paura di morire
E il trono di misericordia attende E credo che la mia testa bruci E in un certo senso ho una gran voglia Di farla finita con questa prova della verità Vita per vita Verità per verità E comunque non c'erano prove Ma non ho paura di mentire
La maggior parte di questi ritornelli viene ripetuta: pur essendo rintracciabili delle modifiche in alcuni versi, questa replica ossessiva avviene come se il narratore ci stesse raccontando in medias res il suo delirio dovuto alla sedia elettrica, che lo sta lentamente uccidendo. Ancora una volta il narratore vuole e dichiara la sua innocenza.
And the mercy seat is waiting And I think my head is burning And in a way I'm yearning To be done with all this measuring of truth. An eye for an eye And a truth for a truth And anyway I told the truth But I'm afraid I told a lie.
E il trono di misericordia attende E credo che la mia testa bruci E in un certo senso ho una gran voglia Di farla finita con questa prova della verità Occhio per occhio Dente per dente E comunque ho detto la verità Ma ho paura di avere mentito
The Mercy Seat si conclude con una dichiarazione di colpevolezza da parte del soggetto, forse per rinnegare i peccati ed essere accettato definitivamente nel regno del Signore.
Vorrei concludere questo articolo con un commento, che trovai sotto ad un video e che mi colpì molto, che può ben descrivere questo racconto: In trincea non si trovano atei. Certamente non si collega col testo in sé e per sé, ma ha molti punti in comune. Lo stesso Nick ammise che se un tempo era capace di scrivere e cantare versi come I'm not afraid to die, ora invece della morte ha paura. Del resto è umano, come tutti noi.
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