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CRYPTIC WRITINGS - # 0 - The Rime of The Ancient Mariner - Iron Maiden
09/11/2009 (12499 letture)
Fosse nato duecent'anni più tardi, Samuel Taylor Coleridge sarebbe stato uno dei padri del rock. L'avrei visto bene sul palco di Woodstock, con le dita a "v" a predicare pace e amore a una folla festosa e strafatta.
D'altronde, come molti poeti della sua generazione, Coleridge visse un'esistenza tormentata e anticonformista. Da rockstar, appunto.
Da giovane, insieme all'amico Southey, diede vita a una specie di comune fricchettona, una società lontana dal materialismo del mondo moderno (già allora...). I due sposarono e andarono a viverci con le sorelle Fricker, ma a Coleridge fu chiaro di aver fatto una stupidata quando si accorse di detestare la moglie. Così il matrimonio, e il progetto utopico, fallirono. E naturalmente il poeta tradì la giovane consorte alla quale poi scrisse lettere sfacciate in cui ammetteva: sì, ti ho tradita, ma devi riconoscere che ti sono superiore in tutto, quindi posso farlo. Sessista come un videoclip dei Whitesnake.
Il poveretto soffriva poi di dolori reumatici che tentò di curare con l'oppio. Risultato: diventò un drogato e finì presto in manicomio (Ozzy Osbourne non era ancora nato, quindi i centri di riabilitazione non esistevano ancora). Infine, conobbe William Wordsworth, poeta già stimato da tutti, ma con l'amicizia si allevò anche una serpe in seno: gli invidiava la capacità di scrivere tanto e di aver ottenuto il successo che a lui sfuggiva. Ma il tempo avrebbe presto ribaltato le gerarchie.

Insomma, Coleridge sarebbe potuto essere un John Lennon o un Jimi Hendrix dei nostri tempi: dotato di un diabolico estro visionario, è stato un precursore inavvicinabile, non solo in poesia.
Al Coleridge rockstar sarebbe quindi piaciuta la versione del suo poema più noto, The Rime of the Ancient Mariner, messo in musica centocinquant'anni dopo la sua morte dai connazionali Iron Maiden. La lunga ballata apparve nella raccolta Lyrical Ballads, pubblicata per la prima volta nel 1798 insieme all'amico Wordsworth. Una raccolta oggi considerata il testo chiave del romanticismo inglese.

Evitando noiosi approcci accademici, proviamo ad avvicinarci alla poesia seguendo l'adattamento degli Iron Maiden. Il testo originale prevedeva più di 650 versi (!) e i Maiden hanno dovuto per forza sintetizzarlo. Hanno comunque fatto un buon riassunto: di loro si può dire tutto, ma non che non sappiano scegliere temi interessanti per le loro canzoni, evitando i luoghi comuni di genere. E a proposito di "Peace & Love", sembra questo il messaggio della poesia. Ma procediamo con ordine e cominciamo dall'inizio:

Hear the rime of the Ancient Mariner
See his eye as he stops one of three
Mezmerises one of the wedding guests
Stay here and listen to the nightmares of the Sea

And the music plays on,
as the bride passes by
Caught by his spell and
the Mariner tells his tale


A un banchetto nuziale, un vecchio marinaio dagli occhi di fuoco si pianta davanti a uno degli invitati e parte in quarta con una storia. Questi lo interrompe: ma che vuoi, vecchio barbuto?, ma lui: taci, devo raccontarti la mia avventura. E così l'invitato, pietrificato, è costretto ad ascoltarlo.

Driven south to the land of the snow and ice
To a place where nobody's been
Through the snow fog flies on the albatross
Hailed in God's name,
hoping good luck it brings.

And the ship sails on, back to the North
Through the fog and ice and
the albatross follows on

The mariner kills the bird of good omen
His shipmates cry against what he's done
But when the fog clears, they justify him
And make themselves a part of the crime


Il marinaio narra l'ultimo viaggio a cui ha preso parte. La nave su cui si trovava, partita tra festanti evviva, dopo pochi giorni si trova avvolta dalla nebbia e bloccata da ghiacci mai visti. Quando la ciurma è ormai disperata, dalla foschia spunta un albatro e con lui il ghiaccio sparisce e il vento torna a soffiare. Così i marinai se lo ingraziano e finché l'uccello li segue, tutto va bene. Ma il vecchio capisce pere per mele e, con un balestra, infilza il povero volatile.

The albatross begins with its vengeance
A terrible curse a thirst has begun
His shipmates blame bad luck on the Mariner
About his neck, the dead bird is hung.

And the curse goes on and on at sea
And the curse goes on and on for them and me


Ha così inizio un mostruoso maleficio. I venti tacciono, l'aria s'incendia e il sole inchioda la nave al suo tragico destino. Tutti stramaledicono il vecchio marinaio e, in segno di castigo, lo costringono a portare al collo non una croce, ma l'albatro morto.

Day after day, day after day,
we stuck nor breath nor motion
As idle as a painted ship upon a painted ocean
Water, water everywhere and
all the boards did shrink
Water, water everywhere nor any drop to drink


Silenzio mortale e acqua tutt'intorno, ma nemmeno una goccia da bere!

There, calls the mariner
there comes a ship over the line
But how can she sail with no wind
in her sails and no tide.

See... onward she comes
Onwards she nears, out of the sun

See... she has no crew
She has no life, wait but there's two

Death and she Life in Death,
they throw their dice for the crew
She wins the Mariner and he belongs to her now.
Then ... crew one by one
They drop down dead, two hundred men
She... She, Life in Death.
She lets him live, her chosen one.

"One after one by the star dogged moon,
too quick for groan or sigh
each turned his face with a ghastly pang
and cursed me with his eye
four times fifty living men
(and I heard nor sigh nor groan)
with heavy thump, a lifeless lump,
they dropped down one by one.

The curse it lives on in their eyes
The mariner he wished he'd die
Along with the sea creatures
But they lived on, so did he


Tutt'a un tratto, il marinaio ha una visione: un fascio di luce piomba in mare dal cielo ed emerge immediatamente: è una nave fantasma! Il vascello si avvicina,guidato da due spettri: uno ha le ossa nere e ammuffite, l'altro (è una donna!) ha le labbra rosse e la pelle bianca come la lebbra. Beffardi, si giocano la ciurma a dadi. La nave svanisce, ma i duecento uomini dell'equipaggio all'improvviso cadono come mosche. Il vecchio sopravvive, ma era meglio morire.

Then the spell starts to break
The albatross falls from his neck
Sinks down like lead into the Sea
Then down in falls comes the rain.

Hear the groans od the long dead seamen
See them stir and they start to rise
Bodies lifted by good spirits
None of them speak
and they're lifeless in their eyes

And revenge is still sought, penance starts again
Cast into a trance and the nightmare carries on


In mezzo al mare melmoso, solcato da serpenti infernali, il marinaio è circondato dai morti che continuano a guardarlo in cagnesco. Trova la forza di pregare e l'anatema sembra svanire quando l'albatro si stacca dal collo e cade in mare. In risposta alle preghiere ottiene anche un sonno ristoratore durante il quale sogna di bere. Si sveglia al rumore della pioggia, ma il calvario non è finito perchè i morti tornano in vita! E senza un alito di vento, la nave prende a muoversi guidata dagli spettri...

Now the curse is finally lifted
And the Mariner sights his home
Spirits go from the long dead bodies
Form their own light and
the Mariner's left alone


All'improvviso, una brezza soffia sul volto del vecchio. Le nubi si aprono e da lontano vede il molo da dove è salpato. E' salvo! Il golfo bagnato dalla bianca luce lunare riserva però ancora una sorpresa. Dall'acqua emergono delle figure rosso scure e, al loro apparire, la ciurma solleva le braccia incendiate come torce. Il marinaio è in preda alla paura più nera, mentre altre ombre affiorano e fanno ricadere stecchito l'equipaggio.

And then a boat came sailing towards him
It was a joy he could not believe
The Pilot's boat, his son and the hermit
Penance of life will fall onto Him.

And the ship it sinks like lead into the sea
And the hermit shrieves the mariner of his sins


Una barca si avvicina, con tre uomini a bordo, tra cui un eremita delle foreste. I tre non si accorgono del vecchio marinaio, quando un fragore apocalittico fende la baia e in un baleno fa affondare la nave. Il marinaio si trova a galleggiare come morto prima di svegliarsi sulla barca dell'eremita.

The Mariner's bound to tell of his story
To tell his tale wherever he goes
To teach God's word by his own example
That we must love all things that God made.

And the wedding guest's a sad and wiser man
And the tale goes on and on and on


Il vecchio non ne può più e implora l'eremita che gli venga lavata la macchia del peccato. Così spasimi atroci gli squassano il corpo e lo costringono a raccontare l'accaduto. Da allora questo sarà il destino del vecchio, fino alla morte: girare di città in città per narrare la sua storia spaventosa.

Il matrimonio si conclude e il vecchio porge l'ultimo messaggio al convitato: ama tutte le creature, uomini, piante e animali che abitano il creato. Poi si allontana e il convitato da domani si sveglierà certamente più mesto, ma anche più saggio di prima.

In soldoni, la lunga e "più triste storia mai raccontata ad un uomo nato da donna" ha in realtà una morale breve e...sessantottina: Peace & Love ! Si tratta naturalmente di una semplificazione, così come gli Iron Maiden hanno semplificato, e aggiornato il lessico e accorciato il testo originale. Pure io ho tralasciato qualche brano della loro versione. Che, come detto, è ottima e comprende anche alcune citazioni della poesia di Coleridge.

Al di là degli infiniti simboli rintracciabili nel testo, e delle numerose spiegazioni che si possono dare alla Rime, credo che questo poema esprima l'idea stessa che Coleridge aveva della poesia. Il poeta, per Coleridge, è colui in grado di avere visioni eccezionali che altri non hanno ma che egli, proprio grazie alle poesia, riesce a materializzare davanti agli occhi di tutti come se stessero accadendo in quel momento. Ma il ruolo del poeta è maledetto proprio in virtù delle sue doti e spesso Coleridge dimostrava di sottovalutare - o temere? - le facoltà comunicative della poesia. Bastano poche e "simple words", si domandava, per dar conto di complesse visioni? E se anche bastassero, siamo sicuri che i lettori capiscano davvero ciò che ho voluto esprimere?

Dunque, il vecchio marinaio della poesia rappresenta proprio la figura del poeta che dubita della capacità, sua e di chi lo ascolta, di comprendere correttamente i segni che ci circondano. E infatti, come il marinaio che non ha compreso la funzione dell'albatro ed è costretto a raccontare incessantemente del suo errore, così anche il poeta, dotato di una "strange power of speech", è costretto a narrare senza sosta le sue visioni, ma senza sapere se stia usando le parole giuste e senza avere la certezza che, chi lo ascolta, lo stia capendo.

In conclusione, le parole rimangono importanti, oggi come allora. Usare i termini giusti, e comprendere i segni che ci circondano, è indispensabile per capire la realtà. Ed è anche uno dei primi problemi che si pongono i cantanti e i gruppi musicali, metal e non. Dal canto loro, gli Iron Maiden, a giudicare dalle vagonate di dischi venduti, credo che questo problema non se lo pongano più: è chiaro che abbiano usato le parole giuste e che siano stati sufficientemente compresi. Ma, a giudicare dalla ripetitività degli ultimi album, non è che siano vittime di un sortilegio simile a quello del vecchio marinaio? A loro va comunque il merito - uno tra i tanti - di aver fatto conoscere The Rime of the Ancient Mariner a una generazione di giovani metallari. E non è poco.



Unia
Domenica 30 Settembre 2012, 16.05.37
33
Che bell'articolo! Davvero lodevole! Mi porta indietro alle ore infinite di letteratura inglese... Ci sarebbero tante cose da dire su Coleridge, la sua poetica, il suo stile di vita (a Woodstock non ce lo vedrei proprio, al massimo ad un concerto gotico!), in particolare, i suoi testi come "The Rime of the Ancient Mariner" (cantata superlativamente dai buon vecchi Iron) o "Kubla Khan"... Più che la morale pacifica alla hippy, bisognerebbe vederla in una tematica più mistica-religiosa ("With my cross-bow I shot the Albatross..."), ma ovviamente ne esitono a bizzeffe d'interpretazioni. Bravo AndreaR Piaciuto! Anche se ho sempre preferito il "fricchettone" Wordsworth.
manupz
Domenica 26 Giugno 2011, 18.15.39
32
questi si che sono articoli , perche mettono in evidenza il metal come fenomeno culturale nella sua totalità e non come un episodio nella storia dei generi musicali
Er Trucido
Venerdì 20 Novembre 2009, 14.10.29
31
Gran bell'articolo, complimenti! Personalmente ritengo il pezzo degli Iron uno degli esempi che si possono fare per dimostrare l'ampiezza culturale dell'heavy metal: filosofia, letteratura, politica ed altro ancora. Riguardo a Coleridge dico solo che mi incazzai parecchio quando in quarta superiore non venne preso in considerazione dalla prof. pur essendoci una parte del suo capolavoro nel libro di testo.
Raven
Giovedì 19 Novembre 2009, 8.22.24
30
Come dire che la bio di Demetrio Stratos non va bene perchè altri ne hanno già scritto......non conosco quegli articoli che Luis cita, se esistono ne prendo atto come prendo atto dell'esistenza di 1000 altre bio su Stratos, ma ciò che conta è la qualità dello scritto.
Khaine
Mercoledì 18 Novembre 2009, 21.21.21
29
@ Luis: guarda che me li sono letti quegli articoli e, lo ripeto... non c'è paragone. E' tutta un'altra cosa... detto ciò, il fatto che questo genere di articolo sia stato fatto da altri siti è assolutamente irrilevante. Par strano però che si vengano a fare dei commenti del genere... che interesse hai a farlo? Vuoi forse sottintendere che l'idea di Andrea e la sua realizzazione pratica siano qualitativamente scarsi? Quando dici "siete arrivati tardi" vuoi intendere che siamo "peggiori di altri"? Perchè, guarda, qui si è MOLTO aperti al dialogo, ma non siamo disposti ad esser presi in giro da nessuno.
AndreaR
Mercoledì 18 Novembre 2009, 19.59.42
28
Luis, io ho scritto l'articolo. Non conosco il sito che hai citato, ma non avevo certo la presunzione di essere il primo a scrivere della Rime! Hai idea di quante persone finora hanno scritto sul poema di Coleridge e sulla versione dei Maiden? Se hai obiezioni sul contenuto, sono il primo ad accoglierle. E comunque non abbiamo intenzione di analizzare un brano famoso alla volta. Vedrai il 30 novembre
Luis
Mercoledì 18 Novembre 2009, 19.09.19
27
Uguale, esattamente così hanno fatto anche loro, era maggio credo! Un articolo ogni settimana, un brano famoso ed un'opera famosa.
Khaine
Mercoledì 18 Novembre 2009, 18.33.06
26
Mi pare che siano due cose diverse, Luis: questo è un articolo dedicato ad un solo, specifico pezzo. Non c'è proprio paragone
Luis
Mercoledì 18 Novembre 2009, 18.06.21
25
Guarda che l'hanno già fatto su Eutk.net mille anni fa, un intero reportage durato settimane su metal e letteratura! Siete arrivati tardi...
Giasse
Lunedì 16 Novembre 2009, 18.38.04
24
Ti consiglio l'esperienza con l'omonimo pezzo degli Iron Maiden!
desdemona
Lunedì 16 Novembre 2009, 18.08.04
23
rece splendida, i miei complimenti...ho sempre amato quest'opera di coleridge, ritrovarla in un sito metal è stata per me una sorpresa, non finirete mai di stupirmi!!
Raven
Venerdì 13 Novembre 2009, 12.58.27
22
Non per nulla Dickinson è laureato in Storia ed anche in Letteratura.
Riccardo
Venerdì 13 Novembre 2009, 12.51.23
21
Ah, comunque a livello culturale i testi dei Maiden sono fra i migliori dell'intero panorama rock. Anche quelli più "trucidi" sono scritti con immensa classe. L'uso della lingua inglese da parte dei Maiden è da professori in materia.
Riccardo
Venerdì 13 Novembre 2009, 12.49.46
20
Applausi a scena aperta per l'autore dell'articolo! Ho proprio gradito.
AndreaR
Mercoledì 11 Novembre 2009, 13.13.56
19
@ Gasta: in bocca al lupo per il tuo corso! Sì, come ho scritto, i Maiden hanno fatto un riassunto e modificato il lessico. Hai ragione sulla metrica, avrebbe meritato un discorso a parte. Ma su un sito metal ho preferito privilegiare il testo dei Maiden Grazie ancora a tutti ! Se avete dubbi, suggerimenti, obiezioni, esprimetevi liberamente.
Raven
Mercoledì 11 Novembre 2009, 11.47.04
18
In ogni caso il lato culturale dei maiden è maggiormente rappresentato da Dickinson.
Gasta
Mercoledì 11 Novembre 2009, 10.04.08
17
Vorrei comunque sottolineare che il testo dei Maiden lessicalmente e metricamente è MOLTO diverso dalla ballata originale eh...no, che non facciate confusione
Matocc
Martedì 10 Novembre 2009, 20.04.01
16
Poema Grandioso, Canzone Grandiosa... gli Iron erano troppo avanti fin dall'inizio della loro stupenda carriera; che si trattasse di opere letterarie, cinematografiche o altro c'è sempre stato questo connubio tra Musica e Arte... Harris sarà forse un po' dittatore, ma è persona di cultura e bisogna dargli il merito di aver creato un gruppo che rispecchia questa sua virtù. Chi è stato ai loro concerti sa che i Maiden non sono una band normale, loro trasmettono DAVVERO un qualcosa che non saprei definire... ma quando esci da lì non ti sembra tanto diverso dall' aver assistito a una stupenda rappresentazione teatrale. Ottimo articolo AndreaR !!!
Rob
Martedì 10 Novembre 2009, 19.35.02
15
Ottimo articolo. Complimenti
Renaz
Martedì 10 Novembre 2009, 19.09.06
14
Tutto merito del bravissimo Andrea Raimondi, un applauso a lui...
metal4ever
Martedì 10 Novembre 2009, 16.46.54
13
E A VOI DELLA REDAZIONE NATURALMENTE
metal4ever
Martedì 10 Novembre 2009, 15.43.23
12
Ragazzi i miei complimenti stavolta vi siete superati, è un articolo fantastico e vi ringrazio per aver soddisfatto tutte le mie infinite curiosità inerenti a questo magnifico brano... GRAZIE A COLERIDGE E AI MAIDEN!!!
Sangre De Lyn
Martedì 10 Novembre 2009, 12.20.09
11
Stupendo articolo! Complimenti!!!!!!
Painkiller
Martedì 10 Novembre 2009, 11.05.42
10
... and the tale goes on, and on, and on ... un testo meraviglioso, quello di Coleridge, ancora attuale dopo oltre 150 anni ... pura, visionaria poesia. Articolo stupendo.
Gasta
Lunedì 9 Novembre 2009, 21.13.04
9
Woo, la Rime! È una parte importante del corso di Letteratura Inglese che sto facendo questo semestre...tra l'altro la docente ha messo in rete il link a youtube proprio alla canzone dei Maiden!
LaSte
Lunedì 9 Novembre 2009, 20.55.06
8
Caspita...bravo davvero! Sia per l'ottima scelta che per la qualità dell'articolo! The Rime of the Ancient Mariner mi ha sempre messo i brividi, perchè nonostante la morale positiva non prevede la possibilità di una vera redenzione dal male commesso...Bellissima ovviamente la canzone dei maiden...quanti ricordi...complimenti ancora!! Besooos!
Blackout
Lunedì 9 Novembre 2009, 17.36.33
7
Grandioso articolo.
AndreaR
Lunedì 9 Novembre 2009, 16.06.04
6
Mi aggiungo anch'io ai ringraziamenti di Renaz per i complimenti. Mi spiace un po' per la lunghezza dell'articolo, ma lunghe erano anche la poesia e la canzone Grazie per la segnalazione della canzone dei Rush, la ascolterò.
Renaz
Lunedì 9 Novembre 2009, 12.14.26
5
Un sentitissimo grazie per le belle parole su Metallized...
pincheloco
Lunedì 9 Novembre 2009, 12.01.04
4
Che meraviglia. Tornerò a rileggere il poema e questa sera ascolterò il pezzo degli Iron dopo tanto tempo. Ma dove stà un altro sito così completo ed a questi livelli? Per me non c'è.
Ribbon
Lunedì 9 Novembre 2009, 11.10.34
3
Articolo splendido, come la ballata ed il brano...al buon Coleridge va anche dato il merito di aver ispirato, oltre ai già citati Maiden, Neal Peart dei Rush per il testo della loro splendida Xanadu, riferito, appunto al "Kubla Khan" di Samuel Taylor...
AL
Lunedì 9 Novembre 2009, 10.10.22
2
complimenti!!! bell'articolo e interessantissimo.. soprattutto per un super fan dei Maiden come il sottoscritto!
Raven
Lunedì 9 Novembre 2009, 9.16.11
1
Sarò ripetitivo, ma la cifra musical-CULTURALE di questa webzine non ha molti paragoni in Italia. Verissimo che molti scittori e musicisti di epoche passate furono come rock stars, vedi Mozart.
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